venerdì 26 aprile 2019

Ucraina elettorale, ancora neonazi in piazza, incertezze e comico finale

Scontri a Kiev. Milizia Nazionale, la formazione ultranazionalista e di ispirazione neo-nazista si scontra in Maidan a Kiev con la polizia, manifestando contro il presidente uscente Petro Poroshenko. La formazione neonazista è stata autorizzata a fare da ‘garante’ ai seggi per le prossime presidenziali

Maidan Nera

Ucraina elettorale, ancora neonazisti in piazza

Ancora Maidan, la piazza, quella centrale, nel cuore del centro storico di Kiev. Scontri violenti. Un ritorno per gli squadristi di Milizia Nazionale, la formazione ultranazionalista e di ispirazione neo- nazista che questa volta cerca di far cadere il presidente uscente Petro Poroshenko. Niente colpo di Stato ma elezioni confuse del 31 marzo, con probabile caduta del deludente imprenditore fatto presidente, e dietro di lui, l’anima nera dell’Ucraina che in piazza ad ammonire, ‘noi ci siamo’, con complici istituzionali forti a coprirli, o candidati popolari e a sorpresa, senza alcun timbro di garanzia.
Ed ecco che in testa ai sondaggi risulta un personaggio televisivo, il comico Volodymyr Zelensky, che tra le tante gag, in una interpreta un insegnante che diventa presidente, caricatura paradosso che ora rischia di coinvolgere in un imprevedibile teatro politico l’intera sfortunata Ucraina.

Prima i neonazisti

Un assaggio di Maidan di ritorno sabato, me le assurdità attorno si filo-nazisti di Milizia nazionale sono molto altre. La formazione ultranazionalista con radici nel battaglione Azov, tristemente nota per le sue azioni violente, potrà inviare suoi osservatori alle elezioni presidenziali in Ucraina del 31 marzo. La folle decisione della La Commissione elettorale centrale, e i ‘buoni propositi’ dei nei nazi.
«Se le forze di sicurezza faranno finta di non accorgersi di violazioni flagranti e non vorranno documentarle, seguiremo le istruzioni del comandante Ihor Mikhailenko», ha dichiarato il portavoce, della Milizia Ihor Vdovin, dopo che Mikhailenko aveva anticipato che «se sarà dare un pugno in faccia a qualcuno in nome della giustizia, lo faremo senza esitare». Il ministro degli Interni Arsen Avakov ha ricordato che l’uso della forza è una prerogativa riservata alle forze dell’ordine. Ma nessuno ha revocato l’autorizzazione.

Grillo ucraino

Più di un quinto dell’elettorato ancora indeciso, secondo i sondaggi, ma da qualche tempo gira questa battuta: «Per anni abbiamo votato gente seria, e tutto quello che abbiamo ottenuto è stata una farsa. Quindi perché ora non votiamo un comico e vediamo cosa succede?». Tra i candidati alla presidenza infatti c’è anche un comico, Volodymyr Zelensky, che sembra stia raccogliendo consensi da parte delle persone più scontente per gli alti livelli di corruzione. Un sondaggio della settimana scorsa dà Zelensky in testa davanti ai suoi rivali, anche se gran parte degli elettori non ha ancora deciso chi votare.
Volodymyr Zelensky ha 41 anni, è un comico di lingua russa ed è l’attore di punta di un programma tv satirico, “I servi del popolo” (che è anche il nome del partito che ha fondato), dove interpreta il ruolo di un insegnante di provincia che finisce per essere eletto presidente dell’Ucraina. Zelensky ha detto che se vincerà le elezioni negozierà un cessate il fuoco nel Donbass e nella regione di Luhansk, dove dal 2014 è guerra tra i separatisti filorussi e l’esercito ucraino.

 

Populismo anti casta

Al momento, gli altri due principali candidati, sono Yulia Tymoshenko, ex primo ministro che nel 2005 guidò la cosiddetta “rivoluzione arancione” per poi essere incarcerata dal governo filorusso sulla base di accuse dubbie, e Petro Poroshenko, l’attuale presidente, che venne eletto nel 2014 dopo Maidan, le violente proteste di piazza che per una parte dell’Ucraina, sono state Colpo di Stato, per la parte attualmente al potere, invece, rivoluzione liberatrice. Nessuno dei due risulta particolarmente amato, ed entrambi esponenti in modi diversi della vecchia classe politica criticata da Zelensky.
Ma anche il paladino dell’anticorruzione ha qualcosa da spiegare. I suoi legami con l’oligarca ucraino Ihor Kolomoyskyi, ad esempio. Kolomoyskyi è uno dei tre uomini più ricchi del paese, possiede la più grande banca del Paese e il canale televisivo su cui va in onda il programma di Zelensky. Una coincidenza su cui riflettere.

COMICA FINALE

UCRAINA FANTASY, UN COMICO FORSE PRESIDENTE
E ORA IL CANTANTE AL BANO ‘MINACCIA NAZIONALE’
L’Ucraina inserisce Al Bano nella lista nera: “Minaccia alla sicurezza nazionale”. Il cantante non ha mai nascosto la sua ammirazione per Putin. La lista è aggiornata dal ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali. Nella black list ci sono ora 147 persone. Lo riferisce l’agenzia Interfax. Al Bano e Romina Power negli anni ’80 e ’90 erano famosi anche in Unione Sovietica.

 

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