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domenica 15 Settembre 2019

Italia lungo la Via cinese della Seta se non deraglia sulla Lione Torino

Italia sosterrà la «nuova via della Seta». Usa e Ue contrari. Consiglio di Sicurezza Usa e John Bolton spiega: «Scettici che il sostegno di Roma porti benefici al popolo italiano».
-Il progetto infrastrutturale comprende porti, linee ferroviarie super Tav, strade e corridoi marittimi con cui il presidente Xi Jinping punta a connettere il Paese a Europa e Africa.

A sorpresa l’asse Roma Cina
se il governo supera il tunnel Tav

Italia sulla Via cinese della Seta se non deraglia sulla Lione Torino

Dato quasi per certo da alcune fonti. Negoziato che potrebbe essere firmato durante la visita di Stato di Xi a Roma o il 22 e 23 marzo, o a fine aprile a Pechino al secondo Forum sulla «Belt and Road Initiative», la Nuova via della Seta. E l’Italia sarebbe così il primo Paese del G7 a salire sul treno della Via della Seta che non comprende la Torino Lione. «Yidai Yilu» in cinese, ‘Una Cintura Una Strada’, spiega il Corriere della Sera. Nuova Via della Seta, dall’Asia al Medio Oriente, all’Africa.

Ma il passo del governo italiano non è gradito a Washington, che forse chiude la guerra dei dazi con Pechino, ma che le politiche commerciali planetarie sul fronte occidentale le gradisce solo a suo vantaggio. Secondo il Corriere, le perplessità Usa sono state comunicate all’ambasciatore Benassi, consigliere del presidente del Consiglio Conte; a Giancarlo Giorgetti, testa pens via cinese della seta,ante della Lega nel governo, e ad Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento ed esponente di Forza Italia.

Il portavoce del consiglio di sicurezza Usa al Financial Times: «Un’iniziativa pensata dalla Cina per l’interesse della Cina». Poi ‘monito severo’, quasi minaccia: «Questa adesione potrebbe danneggiare la reputazione globale dell’Italia nel lungo periodo». Poi l’ammissione confessione: pressioni dagli Stati Uniti su tutti alleati. Per l’Italia, patria di Marco Polo, nulla di nuovo. Nel 2017 Paolo Gentiloni a Pechino, unico G7 al primo Forum «One Belt One Road»: e Xi lo ricevette con tutti gli onori.

Marco Polo

La Via della Seta oltre le carovane di cammelli, deserti e steppe dei viaggi di Marco Polo. «Una cintura economica che aprirà un mercato di tre miliardi di consumatori». «One Belt One Road», «Una Cintura Una Strada». Un tracciato di strade, ferrovie per il trasporto delle merci, gasdotti e oleodotti, telecomunicazioni che attraverseranno l’Asia centrale, la Russia, il Medio Oriente per arrivare in Europa. E un’autostrada marittima dai porti di Shanghai e Canton sino al Mediterraneo.

Numeri da brivido (o da sogno): investimenti per 900 miliardi di dollari nei prossimi 5-10 anni; 502 miliardi in 62 Paesi entro il 2021, secondo i calcoli degli analisti di Credit Suisse. Xi Jinping ha presentato il progetto a maggio 2017 nel «Forum Belt and Road for International Cooperation», che ha attirato 29 capi di Stato e di governo, un centinaio di ministri, leader di 70 organizzazioni internazionali, dall’Onu alla Banca Mondiale. Allora una certa snobberia, ora i timori di John Bolton.

Perché nel frattempo, Pechino ha comunicato che i Paesi hanno già sottoscritto la Belt and road Initiative sono già 67. Il Center for Strategic and International Studies di Washington, prova a dire che le grandi opportunità riguarderanno sopratutto aziende cinesi. L’acqua calda brucia. Sono cinesi l’89% delle aziende impegnate nella realizzazione delle infrastrutture, dei porti, delle autostrade e delle ferrovie; il 7,6% sono dei Paesi attraversati, Asia Africa Europa e il 3,4% sono internazionali.

Il sottosegretario allo Sviluppo economico Michele Geraci, dal 2008 docente di economia e finanza in Cina: «Solo un accordo cornice: l’indicazione di settori strategici in cui favorire investimenti congiunti e accelerare l’acquisizione di commesse da parte delle imprese italiane. Si lavora su infrastrutture, trasporti e autostrade, commercio, industria, green economy. Resterà ai privati la scelta di partecipare, con garanzie di protezione da eventuali dispute e problematiche regolamentari».

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