martedì 25 giugno 2019

Sull’Afghanistan l’occhio della Cina ed è già il dopo Stati Uniti

Il Washington Post segnala la presenza di un avamposto militare cinese in Tajikistan, sul confine afghano in modo da controllare agilmente il corridoio del Wakhan, il lembo di territorio afghano racchiuso tra Tajikistan, Pakistan e Cina.
-La Cina confinante con l’Afghanistan, ma non soltanto. Già adesso primo investitore nel Paese già rivolto al dopo Stati Uniti.

La Cina che confina guarda soltanto?

Sull’Afghanistan l’occhio della Cina ed è già il dopo Stati Uniti

Il Washington Post segnala la presenza di un avamposto militare cinese in Tajikistan, a tra passi dal confine afghano, proprio della direzione del ‘corridoio del Wakhan’, quel lembo di territorio che si incunea tra Tajikistan, Pakistan e Cina. Posizione decisamente strategica, e fonte del quotidiano della capitale statunitense ovviamente una delle sedici strutture di intelligence Usa, che tutto controllano ma che molto spifferano.
Il governo cinese e quello tagiko negano la presenza militare cinese, ma ci sono le foto satellitari pubblicate dal Washington Post, e le testimonianze degli abitanti di Murghab, cittadina nei pressi dell’avamposto, in cui i militari cinesi sono stati visti fare acquisti e rifornimenti.

Presenza militare antica

Le truppe cinesi sarebbero lì da almeno tre anni, e precisano le contro spie a favore Usa, indossano lo stemma delle unità dello Xinjiang, la provincia della Cina occidentale in cui vive la minoranza musulmana degli Uiguri. Le immagini satellitari mostrano chiaramente una struttura composta da una ventina di edifici tra caserme, campi di addestramento e torri di avvistamento. L’esistenza della base era già stata ipotizzata circa un anno fa dall’International Crisis Group (Icg), un think tank internazionale che si occupa di conflitti.
L’ipotesi è che la base in questione serva per operazioni di controllo e ricognizione della frontiera occidentale cinese, una priorità fondamentale per Pechino. Ma, seppure di dimensioni ridotte, la presenza militare cinese in quel territorio è densa di significato.

Oltre le guerre di ieri

L’interesse cinese nella regione negli ultimi anni è datato, ricorda Alessandro Diviggiano su ‘Gli occhi della guerra’. «Nel 2016 la Cina ha siglato un accordo con Tajikistan, Afghanistan e Pakistan per la condivisione di informazioni e attività antiterroristiche. In seguito, il governo di Dušanbe ha approvato il finanziamento e la costruzione da parte di Pechino di undici avamposti e centri di addestramento lungo il confine con l’Afghanistan». Due i gli obiettivi dell’interesse cinese. Uno, economico in un Paese ricchissimo di risorse minerarie e sprovvisto di infrastrutture. Già adesso Pechino è già il maggiore investitore in Afghanistan.
Due, interesse militare: Pechino teme il ritorno dei miliziani uiguri da Iraq e Siria a rendere nuovamente instabile la regione mettendo a repentaglio il progetto della ‘Belt and Road Initiative’, la Nuove via delle Seta’ che coinvolgerà anche l’Afghanistan talebano senza gli Usa.

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