domenica 24 marzo 2019

Il ‘nuovo rinascimento europeo’ che propone Macron

Europa. Il presidente francese scrive ai cittadini del vecchio continente e propone una serie di idee per salvare l’Unione europea. Le elezioni si avvicinano e il pericolo sono le forze nazional populiste. Macron pensa così ad un “nuovo rinascimento” e parla di controllo comune delle frontiere, stesse politiche di accoglienza e respingimento in tema di immigrazione, salario minimo europeo, politiche contro i cambiamenti climatici e cyber sicurezza. Un piano a tutto campo e una drammatizzazione che non resterà senza conseguenze.

Europa, un nuovo rinascimento per salvare la Ue

Europa. “Cittadini d’Europa, se mi prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci accomunano, ma perché c’è urgenza. Mai, dalla Seconda Guerra Mondiale, l’Europa è stata così necessaria, e tuttavia non è mai stata così in pericolo”. Sono queste le parole che fanno da incipit alla lettera che il presidente francese Emmanuel Macron ha indirizzato a tutti i popoli europei. La missiva è stata anticipata su twitter e poi pubblicata sui maggiori quotidiani di 28 paesi. I toni sono volutamente drammatici, quelli delle decisioni non più rimandabili. Macron lo fa volutamente, quasi a sottolineare un pericolo imminente che però ha una soluzione che lui propone: un nuovo rinascimento europeo.

Il piano di Macron

Le elezioni continentali sono vicine, i sondaggi danno in forte crescita le formazioni nazionaliste che stanno mettendo in discussione i tradizionali assetti della Ue. I temi sul piatto sono molti, dall’immigrazione alla sicurezza, così come le questioni sociali. La percezione di essere ad un punto di svolta è ormai manifesta, ed allora Macron decide di drammatizzare ma anche di sfruttare la sua popolarità di nuovo in crescita in Francia dopo le proteste dei Gilet Jaune. L’Europa è il vero campo di battaglia, qualche alleato c’è già come la Germania così “messier le president” ha preso l’iniziativa.

Pericolo Brexit

La missiva è divisa in tre principali paragrafi: “Difendere la nostra libertà”, “Proteggere il nostro continente” e “Ritrovare lo spirito del progresso” – Macron comincia col citare l’esempio della Brexit, un “simbolo della crisi dell’Europa che non ha saputo rispondere al bisogno di protezione dei popoli dinanzi ai grandi shock del mondo contemporaneo”. Ma anche delle “bugie” e dell'”irresponsabilità” che possono “distruggere” il continente. Poi una serie di domande retoriche: “Chi disse ai britannici la verità sul loro avvenire dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue? Chi disse loro che avrebbero perso l’accesso al mercato europeo? Chi evocò i rischi di pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato?”. Secondo il presidente francese “il ripiegamento nazionalista non propone niente, è un rifiuto senza progetto. E questa trappola minaccia tutta l’Europa”.

Cambiare Shengen

A questa prima bordata fa seguito però una serie di proposte che è difficile capire come possano essere messe in atto in poco tempo, il cosiddetto effetto annuncio è però garantito. Innanzitutto “una polizia di frontiera comune e un ufficio europeo per l’asilo, obblighi rigorosi di controllo, una solidarietà europea alla quale ogni Paese contribuisce sotto l’autorità di un Consiglio europeo di sicurezza interna”. In discussione viene messo lo spazio di Schengen per come è stato concepito fino ad oggi, ciò può fungere da apripista per cambiare anche altri trattati; un tabù fino ad ora per le burocrazie europee. Per Macron “il confine è libertà in sicurezza”, tradotto: tutti i paesi devono farsi carico di controllare le frontiere e praticare le stesse politiche di asilo per i migranti in tema di accoglienza e respingimento.

Salario minimo europeo

Macron affronta poi il capitolo dedicato al lavoro e ai lavoratori. “Protezione” è la parola più usata. L’inquilino dell’Eliseo capisce che questa è la leva sulla quale fanno forza i partiti populisti e sulla quale si gioca una grande fetta di consenso. Ecco allora che Macron propone una “protezione sociale” che garantisca “per i lavoratori, dell’Est e dell’Ovest, del Nord come del Sud” una “stessa remunerazione sullo stesso luogo di lavoro e un salario minimo europeo, adattato a ciascun Paese”.

Clima e cyber sicurezza

Grande importanza ha anche la parte riguardante le politiche sui cambiamenti climatici. Macron ha rischiato la sua carica proprio sulla tassa di transizione ecologica, un tema che caratterizza la sua presidenza e per il quale ha bisogno del sostegno europeo. L’idea è quella di una banca europea del clima e di una forza sanitaria comune per “rafforzare i controlli” sugli alimenti. Non rimane fuori dalle proposte macroniane l’istituzione di “un’agenzia europea per la protezione delle democrazie”, un organismo che nelle intenzioni dovrà fornire “esperti Ue a ciascuno Stato membro per proteggere il proprio processo elettorale contro cyber-attacchi e manipolazioni”.

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