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venerdì 18 Ottobre 2019

Ciclone Cohen abbatterà Trump «razzista e truffatore»?

Riepilogo: «Razzista, truffatore e non solo», lo definisce l’ex legale del presidente testimoniando alla Camera. «Nel 2020 democrazia a rischio». Ultimissime: il genero-consigliere Kushner accede ai file top secret violando la sicurezza nazionale

Kim, Vietnam e Hanoi di pace
rispetto alla jungla Washington

Ciclone Cohen abbatterà Trump «razzista e truffatore»?
Niente Nobel per la pace di Corea col Kim, e niente pace in casa. Anzi, nomi come Vietnam, Hanoi, e lo stesso Kim Jong-un diventano evocativi di paciosità, per Donald Trump, che questa volta sa di rischiare davvero molto, e non solo la presidenza. Michael Cohen, avvocato e ‘fixer personale’, risolutore di problemi che è una invenzione tutta americana, testimone davanti al Comitato di supervisione della Camera, interrogato dai deputati.
E ciò che dice sotto giuramento, verità o bugia, è chiaro, netto, tranciante.
Cohen definisce Trump «razzista», «truffatore», «imbroglione», fornendo dettagli e portando prove a sostegno delle sue affermazioni. È o non è un avvocato da parcelle stratosferiche?
E spiega agli attoniti parlamentari che Trump sapeva in anticipo che WikiLeaks pianificava di pubblicare le e-mail del comitato democratico nazionale, per danneggiare Hillary Clinton.
Spiega in che modo Trump ha fatto comprare il silenzio di Stormy Daniels, l’attrice di film per adulti che ha avuto una relazione con Trump.
Racconta di come le trattative per la costruzione della Trump Tower di Mosca siano continuate anche durante tutta la campagna presidenziale, cosa sempre negata da Trump.

Trump presidente per caso

Trump, affarista e intrallazzatore di sempre, e Cohen quasi lo giustifica. Trump, racconta l’avvocato, non pensava che sarebbe stato eletto. Non pensava nemmeno di superare le primarie del Partito repubblicano. E vedeva la campagna elettorale come una straordinaria “opportunità di marketing” per i suoi affari, senza alcun obiettivo politico o etico, e per questa ragione non ha mai interrotto le pressioni per la tanto discussa e sospetta costruzione della Trump Tower di Mosca.
Dal racconto di Cohen emergono personaggi drogati di potere che si muovono al di là delle leggi. I figli maggiori di Trump che cercano la sua attenzione organizzando liaison con i russi, con meccanismi a noi italiani ben noti, perché di modello mafioso. «Trump non da ordini diretti di mentire – spiega Cohen – ti guarda negli occhi e ti dice ‘la collusione con i russi non è mai avvenuta’. Lui parla usando questo tipo di codice» .

Perché Cohen adesso

Perché Cohen ha deciso di girare le spalle a Trump, l’uomo per il quale, aveva detto, si sarebbe anche ‘preso una pallottola’? Cronache varie, Marina Catucci da New York ad esempio, raccontano di minacce oblique che Trump avrebbe fatto non solo a lui ma anche alla sua famiglia, figli inclusi. Molto stile mafioso in tutta questa vicenda (e presidenza, forse). Minacce e due reazioni possibili, la resa o la battaglia a chi muore prima. Michael Cohen ha affrontato la testimonianza volontariamente, deposizione sotto giuramento non richiesta che non serviva a ottenere sconti di pena. Comunque vada andrà in prigione per i reati di frode di cui si è dichiarato colpevole e che ha commesso «per proteggere Trump ed i suoi figli».
Strategia di interrogatorio ovviamente contrapposto tra democratici e repubblicani. I primi attenti alle accuse, i secondi impegnati a screditare il testimone volontario, che però li spiazza ammettendo per primo le colpe confessate per cui andrà in galera.

Narcisista e megalomane

La personalità narcisista e megalomane del miliardario: gonfiare i numeri sul proprio patrimonio per entrare nella lista delle persone più ricche redatta da Forbes, per poi sgonfiarli a fini fiscali. In campagna elettorale, Trump avrebbe fatto minacciare le scuole frequentate, per impedire la diffusione dei suoi voti di diploma e laurea. Studente non molto brillante, a quanto pare. In 10 anni di lavoro con Trump, Cohen sostiene di aver minacciato per conto del tycoon almeno 500 soggetti diversi.
Rivelazioni incrociate. Un’inchiesta del Washington Post dell’agosto 2016, nella quale si provava che Trump aveva abbassato a fini fiscali il valore del suo National Golf Club di Jupiter, in Florida. «La stessa cosa è stata fatta con il golf Club di Briarcliff Manor», aggiunge Cohen. «Sgonfiato il valore del bene per poi chiedere al dipartimento delle imposte una detrazione». Altre illegalità a lei note? chiede qualche deputato. Cohen risponde che sull’argomento sta collaborando con il tribunale distrettuale degli Stati uniti. E allora saranno fuochi d’artificio.

Trump Tower di Mosca

L’offerta di Trump a Putin una penthouse nella Trump Tower di Mosca. Cohen dice di non sapere direttamente, ma fornisce i nomi di chi sa, e altre citazioni a raffica nel prossimo futuro. Guai in vista come probabili testimoni anche per i due figli maggiori del presidente, Ivanka e Donald Jr. Entrambi conoscerebbero i dettagli sugli sforzi per costruire la Trump Tower di Mosca, e la storiaccia (solo il figlio maschio) della pornostar Stormy Daniels. Guai anche per il genero-consigliere Jared Kushner. Secondo il New York Times, Trump avrebbe obbligato l’ex capo di gabinetto della Casa bianca, John Kelly, ad alzare il grado di Kushner in modo che Kushner avesse accesso ai documenti top secret dell’intelligence.
«Nel 2020 democrazia a rischio». A far paura, nella testimonianza di Cohen, una dichiarazione politica. Se nel 2020 Trump perderà le elezioni, «non ci sarà una transizione democratica del potere». Accusa di sovversione anti democratica e quasi golpista.

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