venerdì 19 luglio 2019

Vendita di armi, regole e inganni: Italia Turkmenistan

Come vendere armi forzando le leggi e non farsene accorgere. L’Italia vende armi al regime autoritario del Turkmenistan, denuncia Ludo Hekman, su Bellingcat, Regno Unito e rilanciato su Internazionale. L’articolo è stato scritto in collaborazione con Giorgio Beretta, Lorenzo Bodrero, Francesca Costantini, Leone Hadavi, Bas Mesters, Alessandro Sangalli, Daniel Sidoli e Carlo Tombola.

Le regole sulla vendita di armi
le furberie e i trucchi di casa

Vendita di armi, regole e inganni: Italia Turkmenistan
L’Unione europea, vieta la vendita di armi a paesi in cui esiste qualsiasi forma di repressione interna. La legge italiana vieta l’esportazione di armi “verso i paesi i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani”. Il Turkmenistan, denuncia ‘Human rights watch’ nel suo ultimo rapporto. “Le persone che criticano il governo, e le loro famiglie, anche quelle in esilio, subiscono continue minacce di rappresaglia. Decine di persone sono scomparse, e probabilmente si trovano in carcere”. Nell’indice per la libertà di stampa pubblicato nel 2018 da Reporters sans frontières, il Turkmenistan si trova al terzultimo posto (178º su 180), davanti solo all’Eritrea e alla Corea del Nord. Nell’indice sulla corruzione percepita, pubblicato nel 2017 da Transparency international, il Turkmenistan è al 167º posto su 180, dopo l’Angola e prima dell’Iraq.

Turkmenistan o caro

Il presidente Gurbanguly Berdimuhamedov governa il Turkmenistan dal dicembre del 2006 senza aver mai il fastidio di libere e regolari elezioni, esattamente come il suo predecessore. Eppure, rapporti Ue, nei 10 anni dal 2007, il Turkmenistan ha comprato armi per quasi 340 milioni di euro, la cui maggior fetta, 257 milioni (il 76 per cento) sono stati pagati ad aziende italiane. Che armi ha comprato Berdimuhamedov con i suoi 257 milioni di euro? Facile a sapersi, nella nostra democrazia garantita e trasparente, uno crede. I dati sulle licenze, le esportazioni e il transito di armi fanno parte di un documento che il presidente del consiglio invia ogni anno al parlamento. Dei documenti governativi da rendere pubblici per legge, fanno parte i resoconti del ministero degli esteri, della difesa, dell’economia, dell’interno e dello sviluppo economico. Mica oseranno violare leggi o ingannarci con trucchetti contabili, vero?

Verifica di trasparenza

O pazzi o criminali. ‘Tabella delle licenze’ del ministero degli esteri (Mae), mostra le autorizzazioni concesse dal ministero per anno e prodotto, ma non sono indicati i paesi che comprano le armi. Questa informazione la scopri in una tabella del ministero dell’economia, ‘Tabella delle esportazioni’. In questo documento sono indicati il numero della licenza (Mae), il nome dell’azienda che vende, il paese che compra e la cifra pagata. Fino al 2012 in questa tabella era indicato anche l’importo totale autorizzato. Collegando le due tabelle e scoprire il paese di destinazione per un certo prodotto. Ma è indicazione teorica. Vendita autorizzata ma realmente avvenuta? Come possiamo stabilire la cifra esatta delle esportazioni di armi italiane in Turkmenistan (ad esempio)? ‘Tabella transiti’, dall’agenzia delle dogane e dei monopoli. Ovviamente anno dopo anno, e tabella dopo tabella a moltiplicarsi all’infinito.

Arx 160, fucile d’assalto

Un esempio: ‘tracciare’ l’Arx 160, un fucile d’assalto italiano progettato per le forze armate in più modelli, calibri e versioni. In Turkmenistan questi fucili sono regolarmente mostrati durante le parate organizzate in occasione del Giorno dell’indipendenza. É possibile verificare se queste armi siano state vendute al Turkmenistan con la licenza necessaria? Nella Tabella delle esportazioni possiamo trovare tutte le licenze concesse a Beretta per vendere prodotti, e i pagamenti registrati. Poi Tabella delle licenze, col nome dell’azienda ma non il numero Mae né il paese di destinazione. Allora cerchi in entrambe le tabelle lo stesso importo totale autorizzato. E scopri 3.870.156 euro alla fabbrica d’armi Beretta. Fatto tana ai furbetti del nascondino? E ci credevi! Questo tipo di analisi funziona solo con i documenti fino al 2013. Da quel momento il governo italiano ha smesso di includere nella Tabella delle esportazioni l’importo relativo a ogni licenza.

2013, coperture più sporche

Altri esperimento. ‘Licenza Mae 43444’, tabella delle esportazioni del 2015. Prima cercavi l’importo dell’autorizzazione nella Tabella delle licenze e in quella delle esportazioni. Ma dopo il 2013 non è più possibile. La sfida tecnica dei nostri ‘investigatori contabili’ ha portato a qualche risultato, ma è assurdo e probabilmente illegale, la porcheria della plateale e non casuale negazione di trasparenza, visto che i documenti dovrebbero permettere al parlamento italiano di controllare la vendita di armi all’estero. ‘Ma i poveri parlamentari italiani sono tenuti all’oscuro’, scrive Internazionale, senza che molti di loro sembrino adombrarsene, aggiunge Remocontro. L’inchiesta di Internazionale intanto prosegue attraverso ‘open source’. E fonti coperte sono da servizi segreti. Guardi filmati e vedi e identifichi armi, o elicotteri, ad esempio. Gli elicotteri Aw 139 ci sono, li vedi per aria, ma le licenze non le trovi.

Vendite ‘per ‘uso civile’

Potrebbero essere stati venduti uso civile, quindi senza alcuna restrizione o vincolo, ammettono i nostri investigatori. Ma la Jane’s information group ha confermato che tre Aw 109 armati hanno sorvolato la capitale turkmena durante una parata militare nell’ottobre 2016. Il 16 novembre 2016, un Aw 109e Power con la coccarda delle forze armate turkmene è stato avvistato all’aeroporto di Varese-Venegono, dove AgustaWestland testa i suoi elicotteri. Secondo l’istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma, il Sipri, l’ordine di quattro Aw 109 risale al 2011 e la consegna è avvenuta nel 2016. Altri casi e altri velivoli, sempre finale dubbio. “Abbiamo contattato il ministero degli esteri italiano e l’agenzia per le dogane sugli Aw 109 e sugli Aw 101 destinati al Turkmenistan. Ma non hanno voluto divulgare alcuna informazione, nonostante le autorizzazioni che abbiamo chiesto debbano essere pubbliche”. Una qualche denuncia contro questi pubblici ufficiali che beffano le leggi?

Cannone navale moltiplicato

Il 40L70 è un cannone navale installabile su diversi tipi di nave. È prodotto dalle aziende Breda e Oto Melara. Il cannone può essere usato contro diversi tipi di bersaglio, tra cui missili antinave, droni, aeromobili convenzionali, elicotteri, navi di superficie, piccoli natanti, bersagli costieri e mine galleggianti. Nel 2011 il ministero degli esteri italiano ha permesso a Oto Melara di vendere due cannoni 40L70 al Turkmenistan. Il valore totale della licenza Mae 22559 è di quasi sette milioni di euro. Sia il pagamento sia la consegna sono stati confermati nel 2011. Ma in base a immagini tv incontestabili, in Turkmenistan ci sono almeno sette cannoni Oto Melara 40L70. “Ma abbiamo la documentazione solo per due”. Sul finale, la trattativa in corso per aerei da addestramento militare. Importante per l’industria italiana, certamente, assieme al legittimo uso di quegli strumenti e al rispetto delle leggi. Problema di pura e semplice trasparenza.

Il diritto al non inganno. Se prevalgono gli interessi industriali e occupazionali su regole pacifiste o umanitarie ritenute obsolete, ditelo e abbiate il coraggio di cambiare le leggi. Ma non l’attuale presa in giro, lasciando intendere parole molto più pesanti e meritate.

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