domenica 18 Agosto 2019

Orban più ‘popolare’ o più fascista? Dubbio democristiano

Cresce la tensione interna al Partito popolare europeo per l’espulsione dal gruppo del premier conservatore ungherese e del suo partito ultra conservatore, nazionalista ed anti europeo.

Popolare o quasi fascista?

Orban più ‘popolare’ o più fascista? Dubbio democristiano
Cresce la pressione interna al Partito popolare europeo per l’espulsione del gruppo del premier conservatore ungherese Viktor Orban. Quattro i partiti che chiedono l’espulsione di Fidesz: Belgio, Lussemburgo, Svezia e Portogallo. La decisione dopo la campagna lanciata da Budapest contro il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker. “Va contro tutti i nostri valori”. Anche gli olandesi e i finlandesi chiedono un dibattito su Orban e il suo partito.

Ppe sull’espulsione di Fidesz

Tra i popolari c’è però chi vuole tenere aperta la porta del dialogo coi sovranisti. Soprattutto in vista del dopo elezioni. Lo scontro nel Ppe su Orban preannuncia quello che probabilmente accadrà dopo le elezioni europee se i partiti nazionalisti e sovranisti usciranno vincitori dalle urne. Tattica di opportunismo elettorale per non favorire un blocco sovranista come gruppo parlamentare europeo, come stanno cercando di ottenere i viaggi di Salvini a Budapest.

Orban ‘fake news’

Nella sua battaglia contro Orban, Bruxelles parla espressamente di “fake news”. Problema del rispetto delle regole della libera informazione, sotto tiro in Ungheria assieme allo stato di diritto. Budapest ha lanciato una campagna con cartelloni pubblicitari, annunci di giornali e una lettera del premier a tutti i cittadini ungheresi: “anche tu hai il diritto di sapere cosa sta progettando Bruxelles!”. Tesi della cospirazione, trama di Soros e invasione migranti.

Trame e invasione

Sparata propagandistica elettorale decisamente esagerata. Bruxelles: «La campagna del governo ungherese distorce la verità e cerca di dipingere un’immagine oscura di un complotto segreto per guidare più immigrazione verso l’Europa. La verità è che non esiste una cospirazione. Le affermazioni del governo ungherese sono nel peggiore dei casi in realtà errate o nel migliore dei casi altamente fuorvianti. E niente ha a che fare con George Soros».

Rabbia democristiana

Ma le tirate anti Unione di Orban hanno scatenato un nuovo putiferio dentro il Partito popolare europeo. “O loro o noi”, “Basta nazional-populismo”, “Chi va contro l’ideologia e i valori democratici cristiani non ha posto tra di noi”, il tono delle proteste interne. Dalla Svezia la critica politica più attenta: “Per anni c’è stato un dialogo per portare Orban in linea con i nostri valori. Risultato è che in Ungheria si stanno colpend diritti fondamentali e stato di diritto”.

Asse Salvini Kaczynski

Il caso Orban, alleato politico di Matteo Salvini e del polacco Kaczynski, destinato a creare nuove fratture nel Ppe. Secondo diversi analisti, una fetta del gruppo fra cui Forza Italia, sarebbe orientata a non ‘esiliare’ il leader di Budapest. Alleanza di centro destra italiana del ‘dopo M5S’. Verso uno spostamento del Ppe più a destra contro la tradizionale alleanza con i socialisti in chiave anti populista. All’orizzonte anche lo scenario di una scissione.

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