domenica 21 luglio 2019

Se per il pasticcio Brexit riesplode l’Irlanda del Nord?

Irlanda del Nord, tensione alle stelle sul confine di non lontani scontri. Nell’incertezza sul come Brexit e nella ipotesi di nessun accordo, una lettera dell’Ufficio elettorale alle persone che hanno scelto il doppio passaporto Irlandese e Britannico, diritto previsto dagli accordi del ‘Venerdì Santo’ (1998), a cui potrebbe essere negato il diritto di voto

Tra exit, come exit o non exit
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Se per il pasticcio Brexit riesplode l’Irlanda del Nord?
Irlanda del Nord, tensione alle stelle sul confine di non lontani scontri e massacri. Le incapacità di Londra sulla sciagurata Brexit e nella ipotesi di nessun accordo, una lettera dell’Ufficio elettorale alle persone che hanno scelto il doppio passaporto Irlandese e Britannico, diritto previsto dagli accordi del ‘Venerdì Santo’ (1998), a cui potrebbe esser negato il diritto di voto, e la tensione già alta, rischia di esplodere. Verso il peggio.
Di qualche giorno fa le dichiarazioni di un importante membro della ‘Real Ira’, la Real Irish Republican Army, organizzazione paramilitare nata nel 1997 dalla scissione di alcuni elementi dissidenti dall’IRA contrari al processo di pace perseguita dalla dirigenza, sul pericolo di un ritorno alla «resistenza armata», nel caso di una qualsiasi forma di frontiera tra le due Irlanda.

Irlanda senza frontiere

John Connolly, ex volontario della Provisional Ira che oggi, dopo diversi periodi in carcere, si dichiara estraneo alla lotta armata, denuncia che «gruppi repubblicani armati passeranno a strategie di reclutamento di massa qualora si arrivasse a una rimilitarizzazione del confine», riporta Enrico Terrinoni su il Manifesto. «Anche solo la presenza di telecamere a circuito chiuso sarebbero percepite come provocazioni e simboli di una forza militare occupante». Il che varrebbe anche se fosse la Ue a collocare simili ‘infrastrutture di controllo’.
Nel frattempo, il movimento Saoradh, formazione politica dell’area nazionalista-repubblicana sospettata per la bomba di fronte al palazzo di giustizia di Derry del 20 gennaio, denuncia violenze e atti di repressione continuati da parte delle forze di polizia.

‘Blody sunday’, 1972

Minacce alla pace di Belfast

Polizia come. Altro fronte caldo è la scelta del capo della polizia, con Sinn Féin che auspica si possa optare per una figura al di sopra delle parti, mentre gli unionisti si dicono scandalizzati anche solo all’idea che possa non appartenere, com’è sempre stato, alla ‘comunità unionista’, che vuol dire, britannico protestante e monarchico. Nei fatti, solo il 10% dei dirigenti della polizia nordirlandese è di area cattolico-repubblicana.
A complicare una situazione di tante tensioni, la lettera dell’Ufficio elettorale citata all’inizio. Alle prime proteste l’amministrazione ha parlato di errore, sintomatico però del clima di incertezza per lo status futuro di una parte dei nordirlandesi che hanno memoria degli anni bui del conflitto. Rischio della vanificazione degli ‘Accordi del Venerdì Santo’, che però sono trattato internazionale sancito dalle Nazioni Unite, e non prevedono deroghe che non siano concordate da i contraenti.

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