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mercoledì 18 Settembre 2019

Netanyahu verso l’incriminazione per corruzione

Anticipazioni di Galei Tzahal, la radio militare: il procuratore generale Mandelbit oggi dovrebbe mandare il primo ministro sul banco degli imputati in almeno due casi di corruzione. I riflessi sulla campagna elettorale

ISRAELE, NETANYAHU INCRIMINATO
PER SOSPETTA CORRUZIONE E FRODE
Come anticipato stamane da Remocontro, la magistratura israeliana ha deciso di incriminare Netanyah. Al premier la facoltà di difendersi in audizione prima della decisione definitiva. Risposta politica del leader in un discorso in tv.

Galei Tzahal, la radio militare annuncia
‘Netanyahu imputato per corruzione’

Netanyahu verso l’incriminazione per corruzione
Elezioni politiche anticipate del 9 aprile, ed anticipato almeno in parte e certamente sconvolto l’esito politico del voto per quanto riguarda il futuro politico del premier uscente Benyamin Netanyahu, da dieci anni al potere. Secondo le anticipazioni di Galei Tzahal, la radio militare -molto autorevole e indicativa la fonte-, oggi il procuratore generale Avichai Mandelbit, raccomanderà l’incriminazione del primo ministro per corruzione come chiede la polizia.
Due gli esiti possibili della decisione di Mandelbit, per Michele Giorgio, Nena News: «Crollo del consenso con riflessi inevitabili nella corsa per la formazione del nuovo governo israeliano oppure il premier di destra, facendo ricorso alla sua abilità politica, riuscirà a capovolgere la situazione e a presentarsi come la vittima di un complotto dei suoi avversari per rimuoverlo dal potere con l’aiuto della magistratura».

Nessun ‘rinvio elettorale’

Il procuratore Mandelbit aveva già spiegato che, pur comprendendo il momento delicato, non avrebbe senso rimandare la decisione giudiziaria a dopo il voto del 9 aprile, come chiesto da Netanyahu. Incriminazione imminente data per certa, dubbi sulla contromossa del premier uscente, ormai in grave difficoltà. Polizia e procura sembrano avere nelle mani prove sufficienti per il rinvio a giudizio e mandarlo sul banco degli imputati.
Pesa in particolare il cosiddetto ‘caso 4000’ in cui il primo ministro avrebbe favorito Shaul Elovitch, della ‘Bezeq’, la più grande società di telecomunicazioni di Israele, in cambio di una ‘copertura mediatica favorevole’ (giornalismo servile) sul portale d’informazione “Walla”. Ma non solo.

Gli atti d’accusa

Il procuratore generale -sempre da Nena News- dovrebbe raccomandare l’incriminazione anche per il “caso 1000”, in cui Netanyahu è sospettato di aver ricevuto “regali” per un valore di circa 280 mila dollari da amici miliardari, in cambio di favori. E non è escluso che Mandelbit chieda l’incriminazione anche nel “caso 2000” -terzo atto d’accusa-, su un presunto accordo raggiunto dal primo ministro con il proprietario del quotidiano “Yedioth Ahronoth”, Arnon Mozes, anche in questo caso per ottenere una ‘copertura mediatica favorevole’.
Corruttele già note all’opinione pubblica (assieme all’incriminazione della moglie Sara per altre malversazioni), al momento del rinvio degli atti di polizia giudiziaria alla magistratura ma che ora ritornano al centro della attenzione, proprio nel momento clou di una campagne elettorale che si prospettava già ‘il salita’ per il premier uscente.

S-300 russi

Chi festeggia e chi corre da Putin

Grande attesa per la decisioni annunciate della procura, nel quartier generale di “Blu e Bianco”, la lista elettorale dei leader centristi Benny Gantz e Yair Lapid. Il vantaggio che questa formazione ha nei sondaggi sul Likud, il partito di Netanyahu, potrebbe allargarsi ulteriormente dopo l’annuncio di Mandelbit. La notizia è stata diffusa da Galei Tzahal mentre Netanyahu stava incontrando il presidente russo Putin a Mosca.
Primo faccia a faccia dopo l’abbattimento di un aereo radar russo provocato, secondo il Cremlino, dall’aviazione israeliana che avrebbe usato l’aereo russo come schermo durante un attacco contro Damasco. Da allora, in Siria, i sistemi antierei avanzati russi S-300. Dalle cronache moscovite, Netanyahu avrebbe insistito sulla minaccia contro Israele dalle postazioni iraniane in Siria. «Determinati a continuare le nostre operazioni d’attacco contro l’Iran e i suoi tentativi di stabilirsi in Siria». S-300 permettendo.

 

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