mercoledì 22 maggio 2019

Algeria, basta Bouteflika! È rivolta contro l’eterno presidente

Algeria. Mentre in Algeria è in pieno svolgimento la raccolta di firme per presentare liste e candidati in vista delle prossime elezioni  presidenziali  del 18 aprile, il Paese  ribolle di una rabbia sotterranea ma che ora sta uscendo allo scoperto sempre più di frequente. Lo testimoniano le manifestazioni tenutesi la settimana scorsa in diverse città. Prima venerdì 22 e poi in misura maggiore domenica 24 marzo sono state centinaia i cittadini scesi in strada per dire no al quinto mandato per l’eterno presidente Abdelaziz Bouteflika.

Algeria. No al quinto mandato di Bouteflika

Algeria. Mentre è ancora  incorso la raccolta di firme per liste e candidati alle elezioni presidenziali del 18 aprile, il Paese ribolle di una rabbia sino a ieri sotterranea che ora sta uscendo allo scoperto. Lo testimoniano le manifestazioni della settimana scorsa in diverse città con centinaia i cittadini in strada per dire no al quinto mandato per l’eterno presidente Abdelaziz Bouteflika.


Al potere dal 1999, Bouteflika 81 anni, nel 2013 è stato colpito da un ictus che lo costringe su una sedia a rotelle. Una situazione che da più parti viene visto come un ostacolo per continuare a governare. La tempra però è quella del combattente ma anche di un uomo che ha fatto della gestione del potere la sua vita.  In occasione del giuramento di Tayeb Belaiz, come nuovo presidente del Consiglio costituzionale, Bouteflika ha dichiarato: «certo, non ho più le stesse forze fisiche di prima, ma il desiderio costante di servire il mio paese non mi ha mai lasciato e mi permette di superare i limiti dei problemi di salute».

Una speranza tradita

Retorica a parte, il movimento che attraversa il Paese, composto in massima parte da giovani, protesta soprattutto contro un apparato accusato di  corruzione e clientelismo. Il blocco di potere incarnato da Bouteflika, secondo i suoi detrattori, impedisce da più di 60 anni la costituzione di uno stato di diritto. La speranza scaturita dalla lotta per l’indipendenza dalla Francia sembra così essere stata tradita da tempo.

Un movimento di giovani

Difficile dire se si sta ripetendo lo schema che portò alle cosiddette “primavere arabe”. Al momento i manifestanti scendono in piazza autonomamente, rispondendo a chiamate lanciate sui social network. Accade sfidando gli innumerevoli divieti di manifestare come quello in vigore ad Algeri fin dal 2001. Si è visto in occasione della protesta dell’organizzazione Mouwatana (Cittadinanza) che domenica scorsa ha portato centinaia di persone nelle strade della capitale. Immediatamente è intervenuta la polizia circondando la zona del raduno, con l’uso di lacrimogeni ed arresti.

Tra passato e presente

Ma la miccia accesa potrebbe bruciare fino allo scoppio definitivo. Il ricordo della guerra civile tra Stato e i gruppi armati islamisti del Gia, dopo lo scioglimento del Fronte Islamico vincitore delle elezione nel 1991, è ancora vivo. Fu un bagno di sangue con atrocità denunciate anche da Amnesty International. Ora però, nonostante l’apparato repressivo del governo sia rimasto fortissimo, la situazione sembra diversa.

 Società civile contro

Bouteflika sta perdendo consenso anche in quella parte di società civile laica che lo ha appoggiato fino ad ora. Il quotidiano francofono El Watan cita non a caso il voltafaccia compiuto da numerosi artisti famosi in Algeria, che nel 2014 avevano sostenuto l’attuale presidente. L’opposizione al quinto mandato ha avuto ripercussioni anche in Francia dove si sono tenute manifestazioni pacifiche ma dalle parole d’ordine chiare: “l’Algeria non è un regno”.

Gli oppositori

Sul fronte politico opposto a Bouteflika c’è soprattutto Rachid Nekkaz, un uomo d’affari quarantasettenne nato in Francia. Per impegnarsi in politica in Algeria ha rinunciato alla  cittadinanza transalpina. Di lui si ricorda, oltre alla candidatura come presidente nel 2014, il suo schierarsi a difesa di alcune donne che in Europa avevano violato le leggi contro l’uso del burqa pagando multe salatissime. Nekazz sta girando l’Algeria insieme a due altri candidati, l’anziano Tahar Missoum e il presentatore televisivo  Ghani Mahdi. Le cronache riportano di grandi folle durante i comizi dei concorrenti di Boutlefika, ma Nekazz fa la parte del leone sui social network, strumento che sembra padroneggiare ed usare in maniera più che efficace.

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