25 anni dopo la strage di Hebron Netanyahu col rabbino razzista

25 febbraio 1994, Moschea Ibrahimi, Tomba dei Patriarchi per gli ebrei, città di al-Khalil o Hebron in ebraico, Baruch Goldstein, colono ebreo in territorio arabo, ex ufficiale dell’esercito, entra armato nella moschea, spara con la mitragliatore, uccide 29 fedeli musulmani e ne ferisce più di 100 prima di essere a sua volta ucciso. Altri 30 palestinesi moriranno nelle proteste represse dall’esercito israeliano.
-Goldstein era uno dei fondatori della Lega di difesa ebraica, che ha il suo leader nel rabbino americano Meir Kahane. Un movimento che si qualifica come sionista, implacabile contro gli arabi e ostile alla democrazia israeliana.
-Il movimento estremista ai cui eredi attuali Netanyahu ha chiesto il sostegno elettorale per essere riconfermato premier, dopo aver notificato all’Onu  il No al rinnovo del contingente di interposizione a Hebron.