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venerdì 20 Settembre 2019

Venezuela, «invasione umanitaria»: perché la ‘guerra degli aiuti’

Guerra degli «aiuti umanitari», sabato la la prova di forza al confine con la Colombia.
-Conto alla rovescia con due concerti contrapposti.
-L’ex dei Pink Floyd Roger Waters: «Gli Usa sarebbero la soluzione?».
-Guaidò ‘ordina’ l’apertura della frontiera.

Gli aiuti a favore
e gli aiuti contro

Venezuela, «invasione umanitaria»: perché la ‘guerra degli aiuti’
‘Aiuti umanitari’ per una parte della popolazione venezuelana, forse, ma certamente ‘aiuti contro’ il governo Maduro, che non riesce ad alleviare le pessimo condizioni di vita in cui la crisi economica ha gettato gran parte della popolazione. Aiuti politicamente interessati di parte americana, e uso politico interno altrettanto mirato fa parte dell’auto nominato presidente alternativo, Guaidó. Il leader della destra -dicono gli osservatori sul campo- con la ‘guerra degli aiuti umanitari’ si gioca molta parte della sua credibilità nella parte della popolazione che si oppone al governo Maduro, una opposizione tutt’altro che politicamente compatta.

Caracas, no ‘aiuti invasione’

Maduro respinge l’assistenza internazionale perché nega l’esistenza di una crisi umanitaria e sostiene che la richiesta di aiuti da parte di Guaidò è in realtà uno “show mediatico” per giustificare un intervento militare statunitense. Guaidò, non ha precisato come organizzerà le ‘decine di migliaia di volontari’ che dice di aver raccolto per portare gli aiuti dall’altra parte della frontiera. Improbabile che accada, ma le forzature propagandistiche contrapposte, montano di dimensione e di numero in questa vigilia di sfida. Ora la sfida degli aiuti umanitari, più simbolica che di reale efficacia, col timore che oltre possa esserci la guerra civile.

Chi aiuta chi?

Occhi puntati sulle frontiere interessate dall’operazione ancora di “assistenza umanitaria”, verso il Brasile e la Colombia. Il governo ha sospeso i collegamenti aerei e marittimi con le Antille Olandesi, dove, a Curaçao, è stato allestito un altro centro per la raccolta di medicine e alimenti. Secondo testimoni, vi sarebbero blindati venezuelani al confine con il Brasile, per bloccare l’ingresso delle casse di aiuti da Pacaraima, in Roraima. Contro questi ‘auti interessati’, ‘aiuti contro’, la mobilitazione popolare sul ponte Angostura, nello stato di Bolívar al confine con il Brasile, in appoggio alla rivoluzione bolivariana, a Maduro.

Chi aiuta perché?

Ma fa sfida vera sarà alla frontiera con la Colombia, dove si sta già dirigendo Guaidó alla guida di una carovana di deputati e dirigenti della destra e dove sono già a schierati i sostenitori di Maduro. Tifoserie contrapposte a sfidarsi, per ora, a colpi di concerto. «Da una parte il Venezuela Aid Live organizzato dal miliardario britannico Richard Branson, con circa trenta nomi della musica latina come gli spagnoli Alejandro Sanz e Miguel Bosé, il dominicano Juan Luis Guerra, il portoricano Luis Fonsi, la band messicana Maná», precisa Claudia Fanti su il manifesto. Dall’altra il concerto di circa 150 artisti venezuelani, a sostegno del governo Maduro.

Ex Pink Floyd anti interferenze Usa

Roger Waters, l’ex bassista dei Pink Floyd, si è schierato contro la strumentalizzazione degli aiuti, ricordando come tanto la Croce Rossa quanto le Nazioni unite abbiano esortato a non politicizzare la cooperazione. Waters ha duramente criticato l’iniziativa di Branson, il miliardario britannico di Venezuela Aid Live, accusandolo di essersi fatto «convincere» che gli Stati uniti possano risolvere le cose in Venezuela. «Questo concerto – ha dichiarato in un video messaggio – non ha niente a che vedere con gli aiuti umanitari. Vogliamo davvero che il Venezuela diventi un altro Iraq, un’altra Siria o Libia?».

Aiuti interessati e di parte?

Dunque, i paesi che hanno riconosciuto Guaidó come presidente ad interim hanno deciso la mossa politica dell’invio di aiuti in Venezuela. Anche se poi accadono fatti davvero strani e singolari. La Spagna -sempre Claudia Fanti-, ha impedito l’ingresso nel paese di 590 chili di medicine per malattie croniche acquistate in Iran e dirette a Caracas su un volo Iberia. Bloccare l’arrivo di medicine e offrire al tempo stesso aiuti umanitari è una forzatura politica evidente. «Il colmo dell’ipocrisia», denuncia l’opposizione in Spagna. In casa venezuelana il conto in tonnellate tra gli aiuti governativi e quelli a sostegno di Guaidó, di sostanziale apparenza.

Guaidò ‘ordina’ l’apertura della frontiera

Intanto Juan Guaidò, aumenta la sfida. Emette un ‘decreto’ in cui autorizza l’ingresso degli aiuti umanitari nel paese e ordina l’apertura delle frontiere. Ignota forma giuridica dell’atto e improbabile obbedienza delle Forze Armate a cui, ancora una volta viene promessa amnistia se si convertiranno contro Maduro. Ieri Amnesty International ha accusato le forze di sicurezza venezuelane di “esecuzioni extra giudiziarie, arresti arbitrari e uso eccessivo della forza in una escalation della sua politica di repressione”. Gennaio, in soli 5 giorni di proteste sono state uccise 41 persone ed effettuati oltre 900 fermi.

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