giovedì 18 luglio 2019

Balcani in mano militare Usa-Nato, ma se li sta comprando la Cina

I Balcani, crocevia di interessi che vede contrapposti Cina, Russia e Stati Uniti. E l’Europa? C’è, non c’è, che fa? La trappola del debito.

Balcani, problema d’Europa

Balcani in mano militare Usa-Nato, ma se li sta comprando la Cina
“Balcani, problema non secondario per l’Europa”. Inizia così, Lorenzo Vita su ‘Gli occhi della guerra’. Balcani problema, e che problema. “Soprattutto se si trasformano, come sembra stia avvenendo, in un crocevia di interessi che vede contrapposti Cina, Russia, Stati Uniti, Unione europea e diverse potenze regionali e non, in primis la Turchia”. Qui torna un po’ di letteratura geopolitica quasi antica, ‘La porta sud-orientale d’Europa’, ‘Il confine fra Asia e Vecchio Continente’, ‘Punto di incontro (e di scontro) della sfera di influenza russa con quella Nato’. Tutto vero ma tutto un po’ datato.

La Cina è vicina vicina

Sottovalutato da anni l’inserimento della Cina in Europa, è Pechino che ha deciso di inserire l’Europa orientale nel suo ‘sistema di influenze’. È dall’Est -scrive Lorenzo Vita-, che Pechino intende penetrare in Europa ‘attraverso investimenti infrastrutturali e acquisizioni’. «La Nuova Via della Seta si allunga anche in questa parte di mondo. E quello che preoccupa molti osservatori e strateghi europei e occidentali, è che la strategia di inserimento della Cina è molto simile a quanto avvenuto in altre parti del pianeta: la trappola del debito».

La trappola del debito

Il Piccolo di Trieste ha descritto la strategia cinese per Macedonia e Montenegro. E alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, in molti hanno lanciato l’allarme, sovrastati dalle scemenze di Pence. La povertà degli Stati balcanici e la totale carenza infrastrutturale, alla base del ‘do ut des’ con la Cina, definito estremamente pericoloso’. Pechino offre know-how, aziende, investimenti e la realizzazione di infrastrutture in tempi rapidissimi. Ovviamente i Paesi coinvolti sono costretti a indebitarsi. «La Cina è un partner che sa attendere: ma non accetta sconti. E le opzioni per i Paesi che si indebitano sono due: continuare a indebitarsi o cedere infrastrutture e una parte della propria sovranità».

Balcani tra Nato e Russia

Governi balcanici divisi fra Nato e Russia, che non possono dire “no” al gigante asiatico. Ed ecco che, in pochi anni, complice anche l’assenza dell’Unione europea, salvo vaghe promesse di ammissione, la Cina rischia di diventare il vero ‘dominus’ della regione. Russia e Stati Uniti sospettosi ma fermi. Mosca perché mezzo alleata con Pechino e sopratutto perché la sua economia non le permette di competere su questo fronte. Gli Stati Uniti versione Trump, giù in guerra commerciale con Pechino, non vogliono perché non vogliono anche i Balcani come nuovo campo di battaglia, valuta di Lorenzo Vita.

Usa, influenza militare

Espansione balcanica Usa-Nato con nuove nuove basi e aumento della presenza militare in Grecia, che è contemporaneamente ‘testa di ponte’ della Cina in Europa e nel Mediterraneo. Ma ciò che offre Pechino è senza concorrenza. «Processo di investimento infrastrutturale serio e blindato nei Balcani». America solo militare ed Europa incapace, «Dopo il dissolvimento della Jugoslavia nessuno ha saputo controllare il processo di transizione verso lo sviluppo. E ora arriva il drago cinese».

Grazie, Macedonia, Montenegro antipasto

Grecia, Macedonia e Montenegro indicate anche dal Piccolo come ‘le prime tessere del mosaico’. Ma poi arriva l’Ungheria, contatti iniziati da parecchio tempo. Come quelli con la Serbia che, con Nato e Ue, sta per celebrare i venti anni di bombe 1999 contro. Il serbo Vucic in Cina ad aprile su invito di Xi Jinping, al secondo Forum internazionale “One Belt, One Road”. «Un segnale che serve a tutto l’occidente. Pechino vuole prendersi i Balcani», la conclusione allarmata di Lorenzo Vita.

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