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lunedì 16 Dicembre 2019

Europa e Usa sempre più lontani, inciampo Pence peggio di Trump

A Monaco di Baviera, durante l’annuale Conferenza sulla Sicurezza, emerge in maniera non più negabile, la distanza ormai non solo politica, ma anche culturale e di sensibilità, tra gli attuali vertici Usa e l’Europa

Conferenza Sicurezza, ma di chi?

Europa e Usa sempre più lontani, inciampo Pence peggio di Trump
La 55esima Conferenza per la Sicurezza a Monaco di Baviera, e sino alla vigilia era liturgia scontata su cooperazione internazionale nella sicurezza e della ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti. Rito politico area Nato dal 1963, anni di Guerra fredda per davvero quelli. Ora le correnti di gelo artico pare abbia cambiato direzione. Circa cinquecento gli invitati, tra Capi di Stato e di Governo, Ministri, rappresentanti dell’Unione Europea, della Nato e del Fondo Monetario Internazionale. Esagerazione e spreco per poco succo. Tre giorni di tanti interventi ignoti, e alla fine, due soli veri protagonisti a fronteggiarsi con apparente cortesia, ma senza troppi riguardi: il vicepresidente Usa Mike Pence, che a sentirlo fa spesso rimpiangere per duttilità e tatto il suo Numero Uno, e la cancelliera Angela Merkel. Un botta e risposta su più fronti, Iran, spese Nato, gasdotto Nord Stream 2, politiche commerciali e Venezuela.

Forcaiolo Pence

A voler fare titolo, la conferenza sulla sicurezza di Monaco applaude Merkel che ha difeso il multilateralismo, la Nato, il dialogo con la Russia, ma ha subito gli attacchi diretti dal vice Usa Michael Pence, che sono sempre a tutti come minacce. Ed ecco che gli applausi a scena aperta della platea del Forum per Angela, fanno da fischi indiretti all’indisponente integralista venuto da Washington. Oltre che arrogante, anche un po’ stupido, l’impressione generale. Angela Merkel si lancia in un discorso appassionato sull’importanza del multilateralismo e sul valore della Nato come “comunione di valori e non solo alleanza militare”. Segnali a Russia, Usa e Cina -multilateralismo difficile ma indispensabile-, poi in contrasto con Washington ha difeso la necessità di mantenere l’unico accordo sul nucleare con l’Iran. «L’architettura del mondo viene messa sotto pressione ed è descritta qui come ‘great puzzle’ qui a Monaco, qualcosa che si è frammentato». Ma le strutture internazionali “non vanno distrutte” ha aggiunto, parlando a Pence per Trump intenda.

Aspettando l’altra America

Pence, lezione ‘America First e il resto del mondo di fotta’, ha ribattuto che non si può rafforzare l’occidente diventando dipendenti dall’oriente (nemica Russia), ringraziando tutti i partner della Nato (blocco ucraino-baltico) che si sono chiaramente schierati contro Nord Stream 2, il progetto di gasdotto della Gazprom che porterà attraverso la Germania il gas naturale russo all’Unione Europea. «Non possiamo garantire la sicurezza dell’Occidente, se i nostri partner nell’Alleanza si rendono dipendenti dall’est» sempre parlando di petrolio. La cancelliera aveva sostenuto nel suo intervento che nessuno vuol essere dipendente dalla Russia, ma che Mosca “resta un partner”.L’altro grande terreno di scontro è stato ovviamente l’Iran. Pence, in un passaggio a dir poco forzato del suo discorso, ha parlato di Olocausto, riferendosi alla volontà degli iraniani di “cancellare Israele dalla carta geografica” e ha esortato gli europei a ritirarsi dall’accordo nucleare con l’Iran. Merkel aveva difeso il trattato e criticato anche la decisione Usa di ritirarsi ‘troppo rapidamente dalla Siria’, facendo presente che proprio certe scelte della Casa Bianca potrebbero rafforzare l’influenza russa e iraniana nella zona.

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