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domenica 15 Settembre 2019

800 jihadisti europei in mano Usa, ‘o ve li prendete o li liberiamo’

Trump agli Stati europei: o vi prendete i vostri 800 combattenti Isis che abbiamo catturato o li liberiamo a ve li ritrovare a fare terrorismo in casa. Non lo dice proprio così, il ma il ricatto Usa è quello.
-Ed il presidente sgarberia, come sempre di auto applaude e conferma il ritiro delle truppe americane dalla Siria «dopo una vittoria al 100% sul Califfato». Lo afferma solo lui.

Trump, ricatto con ragione

800 jihadisti europei in mano Usa, ‘o ve li prendete o li liberiamo’
800 ‘foreign fighters’ di origine europea catturati e nella mani dei militari statunitensi in Siria che adesso vogliono andarsene. Chi si piglia tutti quei volontari jihadisti, miliziani combattenti ieri e terroristi probabili domani, che comunque, prima di chiuderli in una galera (quale?), devi comunque (noi, Stati di diritto), processare prima di poter condannare? Dove è accaduto, i testimoni, le prove d’accusa? Da brivido soltanto immaginarlo. Sul campo di battaglia, la parte locale coinvolta, Siria o Iraq che fosse, ‘nei confronti dei foreign fighters catturati ha sempre preferito la ‘soluzione diretta’ (mai fare prigionieri). ma i più accorti tra di loro che si sono consegnanti a formazioni regolari, vedi i comuni nemici americani di Assad, mica potevano sparargli a sangue freddo. Attenzione: 800 miliziani combattenti, e poi il seguiti delle loro famiglie, spesso a loro volta cittadine europee uscite clandestinamente per andare a combattere e imputabili di diversi reati.

Ora, cavoli vostri, dice Trump

Vanitoso e prepotente, come noto, Donald Trump conferma il ritiro delle truppe americane dalla Siria «dopo una vittoria al 100% sul Califfato» (lo sostiene solo lui), ma sopratutto getta una bomba tra le gambe giuridiche di mezza Europa: «Gran Bretagna, Francia, Germania e gli altri prendano gli 800 combattenti dell’Isis che abbiamo catturato in Siria e li processino, altrimenti saremo costretti a rilasciarli». Trump sottolinea che gli Usa «non vogliono vedere questi combattenti penetrare l’Europa: noi abbiamo fatto e speso molto, ora tocca ad altri fare il lavoro che sanno fare». Il britannico Guardian scrive che alcuni paesi dell’UE, in particolare la Francia, hanno dichiarato che si stanno preparando a riprendere i loro ex jihadisti, ma il Regno Unito sostiene che i combattenti detenuti potranno tornare solo se cercheranno aiuto consolare in Turchia. E se non vogliono tornare (mica sono scemi)? Entra o Exit, sempre problemi britannici.

Terroristi in cerca di impiego

I diplomatici riuniti alla conferenza di sicurezza di Monaco di questo fine settimana, hanno ripetutamente avvertito che la conquista del territorio dell’Isis non significa la fine della minaccia ideologica e terroristica dell’Isis, con segnali preoccupanti di infiltrazioni massicce di forze ex Isis verso l’Iraq, in particolare su Mosul. Nel frattempo le forze democratiche siriane, le SDF, dicono di aver messo con le spalle al muro i restanti militanti Isis, in un quartiere del villaggio di Baghuz vicino al confine iracheno, che era stato un punto di raccolta per gli estremisti che erano fuggiti da altre città e villaggi attraverso la Siria e l’Iraq. Si pensa che quella sia l’ultima ridotta di fanatici che hanno combattuto in numerosi scontri in entrambi i paesi. Combattenti stranieri e famiglie in gran numero -sempre The Guardian- tra coloro che sono fuggiti dal villaggio

Fretta politica e regole militari

Giovedì scorso, cronaca britannica, Shamima Begum, 19 anni, una delle tre studentesse dell’est di Londra che nel 2015 ha lasciato il Regno Unito per unirsi a Isis, è stata scoperta nel campo profughi di al-Hawl, nel nord-est della Siria, dopo essere fuggita dall’enclave. Da adesso in avanti, centinaia di altre storie simili, anche italiane, pronte per piombarci addosso. Ma il problema più urgente resta politico militare. Le sollecitazioni di Trump mascherano un intenso dibattito transatlantico in corso tra politici e militari su come gestire la sua decisione unilaterale di ritirare i suoi 2.000 soldati nel nord-ovest della Siria. Non solo ex Isis, cosa farne, ma molto più grave cosa potrebbe accadere alla forze curde che Isis hanno combattuto e sconfitto. Pentagono e stati arabi hanno fatto pressioni sull’amministrazione Trump per ritardare la decisione di concedere più tempo per raggiungere un accordo su come proteggere la SDF principalmente curda da una potenziale incursione turca quando le forze statunitensi se ne andranno.

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