domenica 24 marzo 2019

Vertice anti Iran, niente Nato araba ma tante pessime intenzioni

Medio oriente. Alla conferenza in Polonia contro l’Iran, il premier israeliano parla di “svolta storica” nelle relazioni tra Israele e vari Stati arabi, ma è campagna elettorale e tante pessime intenzioni.
-In attesa dei colpire Teheran, botte sui palestinesi.
-A Sochi intanto proprio l’Iran con Russia e Turchia sul futuro della Siria

Vertice anti Iran, niente Nato araba ma tante pessime intenzioni
Lancio di ieri sera su Remocontro:
VERTICE E CONTROVERTICE SULL’IRAN
L’ IMPROBABILE NATO ARABA A VARSAVIA
A SOCHI: RUSSIA-IRAN-TURCHIA SULLA SIRIA
Il vice di Trump le spara più grosse del capo e accusa l’Iran di pianificare un ‘nuovo Olocausto’ ma nessuno ormai gli dà retta. Asse Usa, Israele, sauditi, ma Nato araba solo nei sogni di Trump. L’Europa difende l’accordo sul nucleare con l’Iran che a Sochi discute con Mosca ed Ankara sulla Siria.

Trombettieri e tromboni

Dagli Stati Uniti il massimo sforzo organizzativo per incassare consenso ed esibizione di successo che tanto piace alla Casa Bianca di Trump. Ma Varsavia non è finita come speravano a Washington. Il vice presidente americano Mike Pence e il Segretario di stato Mike Pompeo ‘ripartono con il bicchiere mezzo vuoto’, la valutazione dei commentatori più generosi. Più cattiva ma forse più vicina alla realtà, l’immagine dei trombettieri della carica finale immaginati da Trump che si rivelano due tromboni da altra cerimonia. Certamente il vice Pence, ormai quasi patetico nelle sua sparate sistematicamente fuori misura, vedi l’intenzione di ‘nuovo olocausto ebraico’ attribuita a Teheran.

L’Europa ci prova

L’Europa, ancora la sua maggioranza, non è disposta ad accogliere l’appello statunitense a isolare l’Iran e ad uscire dall’accordo internazionale sul nucleare del 2015. L’Italia manda il suo solitamente invisibile ministro degli esteri ad alzare il libello non eccelso della presenza, ma è solo cortesia. E la ‘Nato araba’, idea americana e saudita per contrastare Tehran anche con la guerra, resta solo una ipotesi. Anche perché a quella presunta alleanza militare, al momento mancherebbe la forza risolutiva e vincente israeliana su cui si lavora segretamente e di cui ancora non si può dire. Dal vertice di Sochi sulla Siria, il presidente iraniano Rohani: «Non è accaduto nulla, è il vuoto».

Si applaude Netanyahu

A festeggiarsi, il premier israeliano Benyamin Netanyahu, confortato da Pence e Pompeo a ripetere della importanza dei colloqui tra il premier israeliano e i rappresentanti arabi. Almeno quello, visto che della sperata costituzione di un fronte occidentale-arabo contro l’Iran proprio non se ne parla. «Svolta storica», spiegava nella capitale polacca Israele. Prima che i Paesi arabi neo amici tornino a casa a spiegare la nuova amicizia ai loro popoli. Meno facile di quanto dichiarato. Poi il Netanyahu elettorale che parla di ‘interesse comune con gli arabi per la «guerra» all’Iran’ (milhama b’Iran, traduce Michele Giorgio sul manifesto). Cambiata di corsa in «interesse comune di combattere l’Iran».

Pax americana senza palestinesi

La normalizzazione dei rapporti tra Israele e paesi arabi come elemento essenziale della stabilità e della pace in Medio oriente a prescindere dai diritti alla libertà e all’indipendenza dei palestinesi? . Voce ascoltata sempre di meno, quella palestinese, denuncia il progetto Usa di ‘normalizzazione’ della occupazione israeliana di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est. «Prendendo totalmente le parti del governo israeliano, (l’amministrazione Trump) nega sistematicamente il diritto palestinese all’autodeterminazione. La conferenza di Varsavia si inserisce in questo contesto», ha scritto su Haaretz l’ex ministro degli esteri Nabil Shaath e riferisce sempre Michele Giorgio su Nena News.

Spie saudite e Pompeo

Scettico l’ex potente capo dell’intelligence saudita, Turki bin Faisal Al Saud, che in un’intervista alla tv israeliana rilancia la soluzione della questione palestinese come centrale per le relazioni tra Israele e Stati arabi. Turki ha anche accusato Netanyahu di ingannare la sua opinione pubblica con la favola di rapporti diplomatici di Israele con gran parte dei Paesi arabi. Ed è rimasto forse solo lui ad attendere il «miracoloso piano di pace degli Stati Uniti» (Kushner-Trump). In attesa di un improbabile “Accordo del secolo”, Mike Pompeo lancia la sua guerra: «Non è possibile arrivare a pace e stabilità senza affrontare l’Iran», ha detto il Segretario di stato con a fianco Netanyahu in campagna elettorale.

A Sochi Erdogan contro i curdi

I tre assenti dalla conferenza di Varsavia organizzata contro Tehran, ieri a Sochi hanno deciso del futuro della Siria, che è porta di casa per Netanyeahu. Iran, Russia e Turchia, i tre presidenti, per risolvere la difficile questione della “zona demilitarizzata” della regione di Idlib, nelle mani del ramo siriano di al Qaeda. Appoggio ad Erdogan contro le aspirazioni curde nel nord della Siria, ma anche contro-Russia impone- «Ogni minaccia all’integrità territoriale della Siria, così come la sicurezza nazionale dei paesi vicini». Sul piano politico Iran, Russia e Turchia, «facilitare il lancio in Siria della Commissione costituzionale» e il sostegno all’inviato Onu, che non è proprio la linea Usa Israele.

 

E DI NATO ARABA GIA’ NEL 2013

L’Unione del Golfo come l’Ue poi la Nato araba

 

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