sabato 20 luglio 2019

Chalençon, il ‘gilet’ da colpo di Stato che piace tanto a Di Maio

L’ambasciatore di Francia rientra a Roma, ma le minacce da improntitudine incombono. E il Gilet giallo amato dai 5 stelle ora minaccia Macron di guerra civile e colpo di Stato:
“Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo”

Christophe Chalençon, uno dei leader dei gilet gialli incontrato da Di Maio e Di Battista
Con noi i paramilitari pronti a far cadere il Governo“.
In un fuori onda dell’intervista realizzata da Piazzapulita Chalencon minaccia:
Siamo sull’orlo della guerra civile

Chalençon, il ‘gilet’ da colpo di Stato. Christophe Chalençon è uno dei leader dei gilet gialli. Incontrato da Di Maio e Di Battista in Francia, quando le inquiete anime del Movimento 5 stelle andarono a portare sostegno e a cercare supporto elettorale al movimento francese. Intervistato da Piazzapulita, l’interlocutore politico francese dei nostri uomini di governo, minaccia, in un fuori onda, una vera e propria guerra civile.

«Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il Governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque. Delle persone che si sono ritirate dall’esercito e che sono contro il potere».

Come riporta la trasmissione di La7, Chelenson in realtà si ripete, e quindi, chi lo ha cercato come interlocutore, o era allocco o doveva sapere. In un video su Facebook a dicembre Chalencon evoca un golpe militare per far dimettere Macron con queste parole: «Faccio appello ancora una volta a Macron. O, se Macron non vorrà piegarsi, ai militari. Oggi tocca ai militari entrare in gioco per permettere la messa in pratica di un Governo di transizione che preparerà il terreno a nuove elezioni e all’instaurazione di una vera democrazia. Questa è la sola cosa che il popolo di Francia chiede».

Il testo integrale dell’intervista di Piazzapulita e del fuori-onda

Christophe:
Oggi in Francia è difficile assumere operai, costano troppo. Quindi ci aiutiamo a vicenda. Anche io ho un’officina, ma è ferma da tre mesi, da quando è cominciato il movimento dei gilet gialli.
Sono io che ho organizzato tutto in questa zona! facevo riunioni ovunque. Siamo arrivati a fare 47 blocchi stradali, qui nella Vaucluse. Vedi le persone che sono al potere hanno sempre vissuto nelle grandi metropoli, non conoscono la vita delle nostre campagne. Ma siamo in molti a vivere così! E se loro continuano a voler centralizzare tutto, qui finiremo per morire. La Francia è un bel paese, come l’Italia, ma serve rimetterle sulla retta via.

Domanda: Rincontrerete i cinque stelle?

Christophe:
Sì, è previsto un altro incontro. Dovremmo venire noi a Roma

D: Quindi, alleati? È certo?

Christophe:
Sì, assolutamente.

L’intervistatrice mostra la foto dell’incontro


È bravo lui! [indicando Di Battista]
È un po’ come me! ci siamo guardati…e anche se io non parlo italiano… ci siamo capiti al volo.

D: Ma com’è andata di preciso? Vi hanno chiamati, senza dire niente al governo francese, e sono venuti da voi?

Christophe:
Esatto, E’ questo il bello. Anzi, è straordinario. Il vicepremier del governo italiano che viene in Francia, a Montargis, e nessuno sapeva niente. Ha preso l’aereo ma non si è fermato a Parigi, il cuore del potere. Perché è venuto qui da noi. Abbiamo passato due ore insieme, ed eravamo d’accordo su tutto! Dopo la riunione abbiamo fatto le foto…ma quando le abbiamo pubblicate: allarme rosso!

D: Beh è un importante incidente diplomatico.

Christophe:
ha fatto saltare tutti gli equilibri! E penso che quello che ha fatto segnerà la storia della Francia. Ci ha dato un riconoscimento internazionale…e ora altri ci stanno contattando…ha aperto una breccia… e ha fatto tremare Macron.

D: è per questo che il governo francese ha detto, grave ingerenza.

Christophe:
Da quando sono cominciate le proteste abbiamo avuto undici morti e dozzine di feriti. Tre mesi di conflitti come non ne abbiamo mai visti….quindi dell’ingerenza a Macron, io me ne fotto. Oggi è necessario che i popoli europei si rendano conto che la nostra lotta continuerà. E Macron? Cosa fa? non ci risponde politicamente ma con la forza! Quindi arriveremo al limite della guerra civile.

D: Cosa pensa dell’attacco al ministero dei gilet gialli?

Christophe:
Era un assalto! un normale assalto.

D: Ma non è normale…

Christophe:
Perché non è normale? Certo che è normale. La gente ha sempre più paura di scendere in piazza. E quindi secondo te chi rimane a manifestare? Rimangono i più duri!… e i più duri ne hanno abbastanza di farsi sparare come a dei conigli. Quindi, si dicono, allora anche noi possiamo imbracciare le armi.

FUORI ONDA

Christophe:
Io so che rischio molto. Posso prendermi una pallottola in testa in qualsiasi momento. Ma me ne fotto. Resto fermo nelle mie convinzioni. Perché se mi ficcano una pallottola nella testa il popolo… Macron finirebbe sotto la ghigliottina. Siamo arrivati a un tale livello di scontro, oggi, che se mi colpiscono cade anche Macron. Perché il popolo irrompe nell’Eliseo e distrugge tutto. Lui, sua moglie e tutta la cricca. Siamo in tanti così. Ne colpisci uno… abbiamo delle persone, dei paramilitari, pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull’orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque.

D: Veramente? Dei militari?

Christophe:
Sì, dei paramilitari. Delle persone che si sono ritirate dall’esercito e che sono contro il potere.

D: e tu sai questo? Che sono pronti a intervenire?

Christophe:
Certo che lo so.

D: è inquietante.

Christophe:
 Sì che è inquietante ma voi non vi rendete conto. Macron ha paura. Per questo ti dico che ha paura. Molta paura.

 

ECCO A VOI IL PERSONAGGIO

 

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