giovedì 25 aprile 2019

Crisi Roma-Parigi, provocazioni, conseguenze e vuoto a perdere

Crisi diplomatica con la Francia che richiama il suo ambasciatore. La scelta inedita di Parigi e le conseguenze sui dossier bilaterali.
-Dall’Ue alla Libia al G7 le conseguenze Crisi
-È la prima volta dal 1940 che la Francia richiama l’ambasciatore a Roma.

Governo decisamente creativo

Crisi Roma-Parigi, provocazioni, conseguenze e vuoto a perdere
Non succedeva dal 1940, rileva qualcuno che ha studiato un po’ di storia, quando André François-Poncet, allora ambasciatore francese a Roma dovette lasciare in tutta fretta Palazzo Farnese e l’Italia per tornare in patria dopo la dichiarazione di guerra che Mussolini fece alla Francia. Dunque il richiamo in Francia per consultazioni dell’attuale ambasciatore, Christian Masset, è un balzo indietro di 80 anni nelle relazioni franco italiane. «Una pugnalata alle spalle» fu l’anatema dell’allora ambasciatore francese al ministro degli Esteri Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, ricorda su Repubblica Anais Ginori da Parigi. Scendendo da Mussolini-Ciano a Salvini-Di Maio, qui più che pugnalata pare dilettantismo puro allo sbaraglio.

Parigi, molto più di una messa

Gesto diplomatico forte, il richiamo dell’ambasciatore, ma non solo formale. Il Cinquestelle con i Gilet Gialli a Parigi mentre il ministro Toninelli convocava proprio l’ambasciatore Masset per la contestata analisi costi-benefici sulla Tav. Problemi di comunicazione o di buon senso in casa. Con Parigi, molto altro. Dal ‘franco coloniale’ demonizzato da Di Maio al ‘caso Aquarius’, primo scontro navale sul fronte migranti, 629 allora, con la politica dei porti chiusi. Migranti dall’Italia bloccati in Francia e riportati letteralmente indietro. La questione Libia, politica e petrolio, da sempre aperta con la Francia. La Tav, la costruzione del tunnel per l’alta velocità tra Torino e Lione diventata bandiera elettorale contrapposta all’interno dello stesso governo tra Salvini e Di Maio.

Ma sanno quello che fanno?

«Un crescendo di provocazioni», scrive il serioso Sole24ore rispetto alle ultime prese di posizione del Governo italiano nei confronti di Parigi. Valutazioni politiche istituzionali e non del quotidiano. Provocazioni che ora mettono a rischio i dossier europei su economia, migranti, Mediterraneo,  road map sulla Libia, la Cirenaica controllata dal generale Haftar, temi del G7 -presidenza francese, guarda guarda- che si terrà a Biarritz a fine agosto. Belle premesse. Oltre i conti economici tra i due Paesi. 76,6 miliardi di euro nel 2017, +8,3%, e 6,7 miliardi a vantaggio del nostro Paese. Francia secondo partner commerciale dell’Italia nell’Ue con una quota di mercato oltre il 10 per cento, preceduta solo dalla Germania con il 12,8%.

Mosse a metterci una pezza

Primo risultato di certe improvvisazioni parigine, le consultazioni tra i segretari generali del Quai d’Orsay e della Farnesina (i due ministeri degli esteri) previsto per domani è stato immediatamente annullato, informa Gerardo Pelosi dal Sole24. Provocazioni politiche sui Gilet gialli o il franco dei Paesi africani, assieme a rozze volgarità con «Macron vittima del complesso del pene piccolo», sparate da un sottosegretario agli Esteri di piccolo cervello. E la Francia che spiega le ragioni della sua rabbia, sembra convincente. «La Francia è stata, da diversi mesi, oggetto di accuse ripetute, di attacchi senza fondamento, di dichiarazioni oltraggiose che tutti conoscono e hanno presente. Questo non ha precedenti dalla fine della guerra. Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazione a fini elettorali è un’altra».

 

LA CRISI CON PARIGI NASCE DALLA
RIVALITÀ TRA CINQUESTELLE E LEGA

Per le elezioni europee i due partiti populisti italiani cercano degli alleati come i gilet gialli per rilanciare la componente “antisistema” (Pierre Haski)

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