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giovedì 19 Settembre 2019

Padre Dall’Oglio vivo rivela Time, ipotetica trattativa, rischio illusione

Il quotidiano inglese The Time cita fonti curde e rivela che padre Dall’Oglio, il religioso italiano rapito nel 2013, sarebbe vivo e oggetto di una trattativa. I militanti dell’Is starebbero negoziando per rilasciare il sacerdote, insieme al reporter John Castle e un’infermiera neozelandese, in cambio di un salvacondotto. Nessuna certezza trapela ma alcuni elementi potrebbero indurre all’ottimismo.

Siria. Padre Dall’Oglio vivo?

Siria. Il religioso italiano, rapito in Siria sei anni fa sarebbe ancora vivo, in mano ad un gruppo dello Stato Islamico che sta tentando di intavolare una trattativa con le truppe curde –arabe dell’SDF (Forse Democratiche Siriane) per ottenere una via sicura di fuga dai territori ormai perduti. E’ questa la notizia rilanciata dal quotidiano inglese The Times che cita fonti curde. Il sacerdote sarebbe insieme ad altri due ostaggi: il giornalista britannico John Cantle, catturato nel 2012, ed una infermiera neozelandese della Croce Rossa caduta nelle mani dell’IS l’anno seguente.

La trattativa

Lo Stato Islamico, o almeno uno dei gruppi, formato da almeno 500 combattenti, avrebbe dunque intenzione di scambiare gli ostaggi per garantirsi la salvezza e fuggire in una zona oltre l’Eufrate ancora controllata dalle proprie milizie. L’area dove si starebbe concretizzando la trattativa, è quella intorno alla città di Foqani Baghuz che si trova sotto assedio e pare prossima ad essere liberata dalle SDF appoggiate dagli Stati Uniti..

Nessuna certezza e mezze ammissioni

Al momento non si ha certezza riguardo la notizia del Times e nessuna autorità internazionale ha confermato la presenza degli ostaggi. Ma alcuni elementi potrebbero indurre all’ottimismo. Innanzitutto le ammissioni, davanti alla stampa, da parte del viceministro della sicurezza inglese, Ben Wallace, il quale ha parlato della possibilità, seppur ufficialmente senza prove, che il reporter Cantle sia ancora vivo anche se prigioniero.

Ci sono poi le parole del sottosegretario agli Esteri italiano, Guglielmo Picchi, che interpellato dal network di Radio cattoliche InBlu, ha dichiarato: «Manteniamo il riserbo ma posso dire che l’Italia non ha mai lasciato indietro nessuno e ha sempre seguito ogni caso con il massimo scrupolo e la massima attenzione». Segno che sul campo forse sta agendo un’opera di intelligence o diplomatica.

A questo proposito, a parte la comprensibile ansia e speranza, la sorella di padre Dall’Oglio afferma di non avere nessuna certezza ma che l’informazione del Times sembra verosimile. « Stiamo cercando di capire con la Farnesina, credo ci vorrà qualche tempo. Si vive nell’incertezza. Ad ogni modo dopo 5 anni di silenzio da parte di tutti è importante questa novità».

La disfatta dello Stato Islamico

Ma è soprattutto la situazione sul campo di battaglia che da credito alla possibilità di una trattativa in corso. Lo Stato Islamico è ormai ridotto a poca cosa, solo due giorni fa almeno cento persone sono fuggite dalle ultime roccaforti nel sud est della Siria per consegnarsi alle SDF. Inoltre, secondo quanto riportato dal New York Times, i vertici delle Forze Democratiche Siriane stanno già negoziando per liberare alcuni loro prigionieri e, contestualmente, garantire ai militanti islamici un corridoio sicuro nella provincia di Idlib non ancora completamente nelle mani dell’esercito regolare di Assad. A completare il quadro, le ottimistiche previsioni di Donald Trump il quale, mercoledì scorso, si è spinto a dichiarare che il territorio controllato dall’IS, in Siria e in Iraq, «potrebbe essere liberato al 100%» già la prossima settimana».

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