venerdì 19 luglio 2019

Mondo 2018 un po’ meno libero: Trump e l’Europa degli Orban

‘Con Trump presidente gli Usa sono meno liberi e democratici’. Freedom House declassa gli Stati Uniti ma Russia a Cina finiscono tra i ‘non liberi’.
Mentre in Europa crescono i ‘parzialmente liberi’: declassate quest’anno Ungheria e Serbia. Con incertezze democratiche di vecchia data Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Moldova e Montenegro.

America First, nel bene e nel male

Mondo 2018 un po’ meno libero
“Con Trump presidente gli Usa sono meno liberi e democratici”. E’ il duro giudizio del presidente di Freedom House, Michael Abramovitz, nel rapporto con cui il suo think tank ha declassato gli Stati Uniti nella graduatoria dei paesi liberi e democratici. Per l’organizzazione, su 87 Paesi 51 sono giudicati in condizioni migliori dell’America, tra cui Canada, Germania e Gran Bretagna.
«Nessun capo della Casa Bianca, a memoria recente, ha mostrato meno rispetto di Trump per le norme e i principi del nostro sistema costituzionale». Gli Stati Uniti, con un punteggio di 86 su 100, al di sotto di altre importanti democrazie come Francia, Germania e Regno Unito, allo stesso livello di Belize, Mongolia, Grecia, Croazia e Lettonia. Per parziale consolazione, la Russia è tra i ‘Paesi non liberi’, con miseri 20 punti su 100.

L’Europa dei ‘parzialmente liberi’

Otto i Paesi europei giudicati di democrazia insufficiente, un Paese, la Bielorussia definito ‘Paese non libero’. L’Ucraina viene salvata tra i ‘parzialmente liberi’. Puniti quest’anno con ‘retrocessione di categoria’, l’Ungheria sovranista e autoritaria di Orban e a sorpresa, la Serbia, punita sul fronte del pluralismo informativo. Decisamente più severo il giudizio sull’Ungheria, segnalato da Freedom House.
Declassata “a causa degli attacchi alle istituzioni democratiche da parte del partito Fidesz del primo ministro Viktor Orban”. Secondo lo studio, il premier magiaro e il suo governo, attraverso una “supermaggioranza in Parlamento”, hanno anche “imposto restrizioni o esercitato controllo su opposizione, media, gruppi religiosi, mondo accademico, Ong, tribunali, richiedenti asilo e settore privato fin dal 2010”.

Nei Balcani democrazie zoppe

In totale dunqu sono otto i Paesi dell’Europa centro-orientale oggi classificati come “parzialmente liberi”: Albania, Bosnia-Erzegovina, Ungheria, Kosovo, Macedonia, Moldova, Montenegro e Serbia. La Bielorussia è categorizzata come “Paese non libero”, l’Ucraina si salva per un pelo come “parzialmente libera” e la Polonia di Jarosław Kaczyński che se la cava con un ‘cartellino giallo’, ammonizione modello calcistico.
Il punteggio del rapporto Freedom in the World è calcolato su una scala da zero a cento, analizzando lo stato di salute dello stato di diritto, il funzionamento dei processi elettorali, il pluralismo politico, il funzionamento del governo, la condizione generale dei diritti politici e delle libertà civili nei Paesi del mondo.

Sintesi planetaria

Nel 2018 sono i 68 paesi che hanno perso democrazia, con solo 50 guadagni registrati. 13 anni di declino, dopo il boom post Guerra fredda. Forze ostili in tutto il mondo continuano a sfidare le istituzioni intese a proteggere le libertà politiche e le libertà civili, e il danno accumulato negli ultimi 13 anni non sarà facilmente annullato, valuta Freedom House .

Transparency, Balcani ombre con poche luci

Altro metro di valutazione indiretta ma significativa di democrazia, la Percezione della Corruzione misurata da Transparency internazionale. Che a sua volta punta l’indice accusatore per l’Europa, sopratutto sui Balcani. Il poco encomiabile ‘Indice di corruzione’.
L’Indice mette a confronto 180 Paesi nel mondo e li classifica in base al grado di corruzione percepita nel settore pubblico, secondo esperti e uomini d’affari. Da zero a cento a definire il livello di virtù: zero il punteggio che indica uno Stato altamente corrotto, fino a 100 per un Paese completamente libero da mazzette e malaffare.

Dato a 100 il Paradiso…

Al top della classifica vi sono al momento Danimarca (88 punti) e Nuova Zelanda (87). L’Italia ha conquistato 52 punti. Non è un gran bel punteggio. Nei Balcani, i migliori risultati sono stati registrati dalla Croazia (48), seguita da Romania (47), Montenegro (45), Bulgaria (42), Serbia (39), Bosnia-Erzegovina (38), Kosovo e Macedonia (entrambe 37). L’Albania ha invece registrato lo score peggiore nella regione, con soli 36 punti nell’Indice di Transparency, in gran parte “a causa dello stallo politico che ha bloccato varie riforme anti-corruzione dall’andare avanti”.

Nell’area ‘allargata’ dell’ex Jugoslavia, a conquistare più punti è stata la Slovenia (60), mentre nell’Europa sudorientale la Grecia ha perso tre punti, passando da 48 nel 2017 a soli 45 nel 2018, ha segnalato il watchdog anti-corruzione. A preoccupare, nei Balcani, anche il deterioramento dei punteggi rispetto al 2017. Con l’eccezione della Macedonia e della Bosnia (stabile), praticamente tutti i Paesi hanno registrato infatti risultati peggiori nel 2018 rispetto al 2017.

Qui il testo completo del rapporto di  Freedom House, in inglese
https://freedomhouse.org/report/freedom-world/freedom-world-2019/democracy-in-retreat

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