mercoledì 20 febbraio 2019

Bannon, l’uomo nero di Trump, ora arruola il figlio di Bolsonaro

Bannon. Steve Bannon sbarca in Latinoamerica per arruolare il figlio di Jair Bolsonaro. Si allarga così l’agenda nazional populista mondiale. Un filo nero che parte dall’Europa e arriva alla sponda opposta dell’oceano. Eduardo Bolsonaro non è solo figlio d’arte, ma esponente della destra oltranzista. Favorevole all’uso delle armi e nemico del Movimento dei Senza Terra. Una carriera che guarda all’esperienza italiana e a Matteo Salvini.

Il filo nero di Bannon

«Sono molto orgoglioso di unirmi a Steve Bannon come leader del Movimento in Brasile in rappresentanza delle nazioni latinoamericane». Chi parla è Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente brasiliano Jair, recentemente eletto. La mossa dell’ex consigliere strategico di Donald Trump rientra nella campagna acquisti iniziata in Europa, con l’Italia come stella polare, e che mira ad espandere l’organizzazione dell’ultra destra nera. Lo scenario che si è aperto in Brasile con l’insediamento di Bolsonaro, allarga infatti l’influenza e il potere politico delle forze nazional-populiste della destra in tutto il mondo.

Steve Bannon

Una lunga storia

In realtà il corteggiamento di Bannon è iniziato da tempo, a partire dall’agosto dello scorso anno quando incontrò a New York lo staff di Jair Bolsonaro, l’avvenimento venne immortalato da una foto pubblicata su Twitter con il commento di Bannon che si diceva entusiasta della campagna portata avanti dal candidato dell’ultra destra. E’ in quella occasione ufficiale che probabilmente venne fatta l’offerta a Eduardo, allora candidato per un seggio al senato, un avvicinamento che poi si concretizzò in altri momenti prima e dopo le elezioni in Brasile.

Bolsonaro come Salvini

Non è un caso che il giorno prima del ballottaggio, in ottobre, Bannon rese pubblico, con un’intervista al più importante quotidiano brasiliano la Fhola di San Paulo, il suo appoggio a Bolsonaro e al suo partito social liberale ultraconservatore. Dichiarò poi alla Bbc di non aver collaborato alla campagna elettorale ma di considerare Jair un «politico notevole».
Interessante a comparazione che Bannon fece tra Bolsonaro e Matteo Salvini chiarendo il suo pensiero sulla situazione in Brasile: «è come quello che sta succedendo in Italia e negli Usa: la gente respinge un tipo di classe politica perpetua, che è legata al capitalismo clientelare, la corruzione e l’incompetenza. In Italia, Salvini e il Movimento 5 Stelle si sono organizzati contro questo tipo di cose, e credo che questo è uno dei ponti principali a favore di Bolsonaro».

Un compleanno da ricordare

La corrispondenza di “amorosi sensi” ebbe un ulteriore sviluppo alla fine di novembre, sempre lo scorso anno. Fu un occasione mondana, la cena di compleanno di Bannon a Washington alla quale partecipò anche Eduardo Bolsonaro. Come da copione le immagini della serata vennero riportate sui social network. Eduardo sancì l’aggancio definitivo con “The Movement” descrivendo il festeggiato come «persona icona nella lotta contro il marxismo culturale», ricambiato poi dallo stesso Bannon: «abbiamo la stessa prospettiva sull’economia, la stabilità, la legge e l’ordine. Sono molto in sintonia con il populismo e il nazionalismo, condividiamo la stessa visione del mondo».

Foto di famiglia

Ma chi è il nuovo campione scelto da Bannon? Il trentaquattrenne Eduardo Bolsonaro non poteva che fare il politico, terzo figlio di Jair e Rogéria Nantes Nunes Braga, fratello di Carlos, attuale consigliere statale a Rio de Janeiro, e Flavio, anche lui deputato. Uno strano destino di famiglia, quello della politica, per dei nemici del ‘professionismo’. Educazione ultra cattolica e studi in Giurisprudenza, nel 2008 Eduardo Bolsonaro è diventato avvocato e successivamente cancelliere della polizia federale, un incarico cruciale che decide le attribuzioni e le competenza della polizia stessa.

Tutto a destra

Nel 2018 Eduardo è diventato deputato federale con un milione e 843.000 preferenze,  risultando il più votato nella storia del Brasile. Da sempre uomo di ultra destra, fautore di leggi durissime contro la criminalità e la corruzione. Si è pronunciato a favore del lavoro forzato dei detenuti. Nemico giurato del Movimento dei Senza Terra, è divenuto il paladino dell’agrobusiness a favore delle compagnie private. Alfiere della famiglia tradizionale e dell’uso delle armi, ha anche presentato una proposta di legge che equipara nazismo e comunismo. Di Eduardo Bolsonaro si ricorda anche una sua posa con una pistola in vita, ben in vista, durante una manifestazione per l’impeachment contro l’ex presidente Dilma Roussef.

Il potere della comunicazione

Una carriera tutta “ordine, patria e famiglia” che non poteva non attrarre Steve Bannon. Bolsonaro Jr. rappresenta la chiave ideale per imporre l’agenda nazional-populista nel continente latinoamericano, un filo che parte dall’Europa e arriva dalla parte opposta dell’oceano Atlantico che si sta dipanando. La prova sta ancora una volta nelle stesse parole di Eduardo: «l’azione di Bannon in Europa è vitale e sosteniamo i suoi sforzi contro il pericoloso patto globale per la migrazione», accordo dal quale il Brasile è immediatamente uscito dopo l’elezione del padre Jair.
Si tratta ora di vedere quanto forte sia l’influenza di Bannon che, al di là delle sue posizioni para fasciste, è essenzialmente un esperto di comunicazione. Una qualità che ha portato vantaggi nell’immediato ma che non ha impedito il suo licenziamento in tronco da parte di Donald Trump. Era troppa, anche per l’inquilino della Casa Bianca, la vicinanza con il nazionalismo bianco, i ‘suprematisti’ della razza bianca, razzisti, omofobi e anti immigrati. Una presenza imbarazzante quella di Bannon che ora ci riprova in Brasile, tenendo un piede ben saldo in Italia

 

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