lunedì 18 febbraio 2019

Maduro, attacco sui soldi: Londra blocca l’oro, gli Usa i petrodollari

Londra prende in ostaggio le riserve auree di Caracas. Il governo britannico suggerisce alla Bank of England dove sono depositate riserve per 1,2 miliardi di dollari, di girarle all’autoproclamato presidente Guaidó.
Maduro annuncia ricorso contro le sanzioni Usa alla compagnia petrolifera di Stato e accusa gli Stati Uniti di rubare

Londra prende in ostaggio
le riserve auree di Caracas

Maduro, attacco sui soldi. Il colpo a sorpresa, da mandare per aria tutte le regole finanziarie internazionali in una volta sola, arriva da Londra. Con un governo ormai fuori di Brexit, la Gran Bretagna tiene bloccate, su indicazione statunitense, riserve auree di proprietà venezuelana per 1,2 miliardi di dollari. E ieri il ministro degli Esteri britannico Alan Duncan ha suggerito alla Banca centrale inglese di girare quel denaro a Guaidó. Maduro, che evidentemente sentiva puzza di bruciato, con una lettera alla premier Theresa May ha chiesto che le riserve gli siano inviate al più presto. Scelta azzardata di Londra, a giudizio della City, da far riflettere molti Paese nel mondo sull’affidare parte delle proprie riserve auree alla già abbastanza disastrata banca nazionale britannica.

Washington paga Guaidò

Dunque, i colpi all’economia molto prima che uscisse fuori, quasi gioco di prestigio il neo presidente bis Guaidó. Dagli Usa nuove sanzioni al Venezuela per soffocare il regime di Maduro, che annuncia ricorso contro le sanzioni Usa alla compagnia petrolifera di Stato, la Pdsva, e accusa gli Stati Uniti di ‘rubare’. Washington ha annunciato che da ora in poi tutti i ricavi della compagnia Petroleos de Venezuela, e quelli della sua sussidiaria americana Citgo, dovranno essere versati su un conto nella sola disponibilità del presidente ad interim Juan Guaidò. Questa mossa bloccherà 7 miliardi di dollari in beni già esistenti, e costerà all’esecutivo chavista 11 miliardi in esportazioni perse durante il prossimo anno.

Ora Cina e Russia, forse

L’iniziativa di Washington si somma a quella di Londra, che -come visto- ha negato almeno per ora a Maduro accesso alle riserve auree del suo Opaese. Ieri il governo di Caracas ha svalutato la moneta nazionale, il bolivar, di quasi il 35%, portandone il valore di scambio con il dollaro in linea con quello del mercato nero, 3.200 bolivar per dollaro. Il governo chavista ora potrebbe cercare di rivolgersi ad alleati come Russia e Cina per aumentare le sue esportazioni verso i loro mercati, e recuperare almeno in parte il contante perso negli Usa, che sono ancora il principale importatore del petrolio venezuelano con 500.000 barili al giorno. Ma al momento il greggio inviato a Mosca e a Pechino serve quasi esclusivamente per pagare debiti e arretrati, e non per nuovi ricavi.

 

VENEZUELA, L’ APPUNTO DI BOLTON:
‘CINQUEMILA SOLDATI IN COLOMBIA’

Il consigliere per la sicurezza nazionale si fa fotografare con un bloc notes che reca ben visibile una frase a penna, apparentemente riferita alla crisi in Venezuela. Intenzione di spostare militari dalla Colombia al Venezuela? “Il presidente lo ha detto chiaramente, tutte le opzioni sono sul tavolo”.

National security adviser John Bolton holds his notes during a press briefing at the White House, Monday, Jan. 28, 2019, in Washington. 

L’uomo di Trump in Venezuela
falco anticomunista di Reagan

Paolo Marzo su ‘il Giornale’, che non è stampa di sinistra.
«Per chi vuole che la tragedia venezuelana finisca in tempi brevi e a Caracas torni la democrazia, la scelta di Elliot Abrams come rappresentante speciale per il Venezuela del governo Trump è una splendida notizia». Così Jaimes Bayly, saggista e analista che ogni sera conduce un programma tv sul canale di Miami MegaTV, seguitissimo dai venezuelani in fuga dalla dittatura. Applausi a destra, con qualche preoccupazione.

Dal 1981 sotto la presidenza di Ronald Reagan fu infatti proprio Abrams a occuparsi di contenere l’espansione del comunismo in Centroamerica. Era un altro mondo, diviso da una Guerra Fredda che si giocava su scala mondiale ed era proprio lui il diplomatico decisivo al Dipartimento di Stato per organizzare l’esercito dei Contras (contro-rivoluzionari) al fine di limitare l’espansione dei sandinisti nicaraguensi nella regione. Quando venne fuori lo scandalo Iran Contras, fu condannato per avere nascosto informazioni al Congresso degli Stati Uniti che lo aveva convocato, ma Bush padre lo graziò e lui torno ad occuparsi della sicurezza nazionale sotto la presidenza di Bush figlio.

Il curriculum dell’inviato USA in Venezuela: Golpe contro Chavez nel 2002, guerra all’Iraq 2003, scandalo Iran-Contra, appoggio ai dittatori di Hounduras, Salvador, GuatemalaIl curriculum dell’inviato USA in Venezuela: Golpe contro Chavez nel 2002, guerra all’Iraq 2003, scandalo Iran-Contra, appoggio ai dittatori di Hounduras, Salvador, Guatemala. La nomina di Elliott Abrams come inviato per il Venezuela ha scandalizzato vari giornalisti statunitensi, anche quelli più ostili a Maduro, dato il passato e gli scandali che lo hanno coinvolto, dall’Iran-Contra, all’appoggio ai dittatori di Honduras, El Salvador e Guatemala negli anni ’80.

Qualche dettaglio in più di Wikipedia e dall’Antidiplomatico. Ed Elliott Abrams diventa ‘una lugubre esperienza in America Latina e Medio Oriente’. Bella nomea vero? Nuova missione per il vecchio diplomatico, sostituire il presidente Nicolas Maduro con l’autoproclamato presidente Juan Guaido, riconosciuto dagli Stati Uniti. La nomina è un tentativo da parte degli Stati Uniti di introdurre un controllo diretto del Venezuela come “futuro vassallo regionale”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

 

Potrebbe piacerti anche