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martedì 15 Ottobre 2019

L’America sbatte sul ‘Mexi-Muro’ e per Trump è ‘emergenza nazionale’

Dannato muro col Messico, il Mexi-Muro. Il Senato boccia la legge anti shutdown. Contromossa di Trump: emergenza nazionale e 7 miliardi per il muro anti migranti con il Messico.
-Il presidente, secondo la Cnn, avrebbe pronta la bozza che gli consentirebbe di porre fine alla paralisi scavalcando il Congresso

Mexi-Muro, dannazione d’America

L’America sbatte sul ‘Mexi-Muro’ e per 7 miliardi di muro col Messico, 34 giorni di stop amministrativo, mai così nella storia Usa. La paralisi amministrativa del governo federale Usa causata dal braccio di ferro tra Congresso e Casa Bianca sul finanziamento al muro anti migranti che Trump vuole lungo tutto l’infinito confine col Messico. Dopo il No del Congresso, il loro parlamento, ora anche il Senato dove pure hanno la maggioranza i repubblicani, di fatto non sblocca la situazione. Disegni di legge rivali, uno presentato dai repubblicani l’altro dai democratici, che dovevano servire a tirar fuori il Paese dall’incubo di uno shutdown che dura da ormai 34 giorni, ma nessuno dei due prende i voti necessari per diventare legge.

Doppia bocciatura anche per Trump

La doppia bocciatura era ampiamente prevista. Si votava sullo shutdown e ma il bersaglio era un altro. Prima è caduta la mozione repubblicana, appena 50 voti, con qualcuno che evidentemente ha ascoltato l’appello rivolto la sera prima dalla leader dem Nancy Pelosi: «Ribellatevi, smettetela di essere ostaggio di Donald Trump». Voti scagliati in faccia al prepotente Trump anche dal fronte repubblicano. Scontati quelli democratici che sfiorano soltanto i 60 voti necessari. Il trucco era quello di ‘riaprire il governo per due settimane’, fino all’8 febbraio, e che -spiega Anna Lombardi su Repubblica- avrebbe dato almeno modo di pagare gli stipendi degli 800 mila lavoratori federali ormai in bolletta e riprendere le trattative senza il ricatto dello shutdown.

Trattativa o ancora prova di forza?

Brividi sui segnali che arrivano da una Casa Bianca isterica. L’ipotesi che inorridisce tutti compare sul Washington Post: un report sull’impatto di un eventuale shutdwon protratto sino a fine marzo. Lo ha commissionato dal capo dello staff presidenziale Mick Mulvaney, allarmato, lui e il suo capo, dal gradimento dello stesso Trump, che crolla di 10 punti, al 34 per cento. Di questo passo, secondo mandato addio. Più serie le preoccupazioni del ministero del Tesoro che teme ripercussioni sul dollaro e il numero uno di Bank of America che parla di gravi ripercussioni sull’economia. Il caos insomma. Evocato dai controllori di volo che ieri hanno avvertito: “Lo shutdown sta mettendo la sicurezza dei cieli sempre più a rischio”.

America esasperata e ossessione Trump

La Casa Bianca starebbe preparando la proclamazione dello stato di emergenza nazionale al confine col Messico e porre fine allo shutdown scavalcando il Congresso. Lo riporta la Cnn citando alcuni documenti in suo possesso. ‘I migranti clandestini minaccia diretta alla sicurezza del Paese’, propone la bozza. «Perciò io Donald J. Trump, vista l’autorità di cui sono investito dalla costituzione e dalle leggi degli Stati Uniti, dichiaro che esiste una emergenza nazionale al confine sud degli Usa».  I 7 miliardi per il muro verrebbero dai fondi non spesi del Tesoro, 3,6 miliardi da fondi per le costruzioni militari, 3 miliardi dal Pentagono per opere pubbliche, e spiccioli del dipartimento sicurezza nazionale. E se la dichiarazione sarà proclamata, gli uomini del genio militare per la costruzione del muro. L’esercito muratore, più o meno come proposto per le buche di Roma.

 

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