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lunedì 16 Dicembre 2019

Guerra Israele Iran chi vincerebbe? Analisti becchini e gara dell’orrore

Mai una guerra di portata apocalittica in tempo moderni è stata più vicina. Israele Iran, passando per la Siria.
-Mosca a Israele: «La pratica di colpire arbitrariamente i territori di uno Stato sovrano, in questo caso la Siria, deve finire».
– Damasco all’Onu: «Per attirare l’attenzione di questo Consiglio, dobbiamo rispondere all’aggressione israeliana all’Aeroporto di Damasco facendo lo stesso all’Aeroporto di Tel Aviv?»

Guerra Israele Iran chi vincerebbe?
Analisti becchini e gara dell’orrore

A colpi di ultimatum tra Israele e Iran, ha denunciato ieri Piero Orteca.
La crisi Israele Iran portata alla esasperazione anche dalla personalità di alcuni dei leader in campo: Netanyahu a rischio elettorale e persino di galera che alza la posta a destra per non perdere tutto, e Trottola Trump ormai fuori controllo, a far paura ai suoi stessi collaboratori.
Come da sommario, Israele Iran, passando per la Siria, mai una guerra di portata apocalittica in tempo moderni è stata più vicina.
Mosca a Israele, avverte, stop ai bombardamenti in Siria. «La pratica di colpire arbitrariamente i territori di uno Stato sovrano, in questo caso la Siria, deve finire».
Damasco all’Onu: «Per attirare l’attenzione di questo Consiglio, dobbiamo rispondere all’aggressione israeliana all’Aeroporto di Damasco facendo lo stesso all’Aeroporto di Tel Aviv?».
Dopo centinaia di incursioni aeree semi nascoste, Israele ora le annuncia e le vanta, minacciando la Siria se mai volesse difendere il suo territorio il suo spazio aereo. L’arroganza dell’impunità.
Ora Mosca, sola superpotenza con un minimo di visione strategica nell’area, avverte Tel Aviv che sta esagerando.
Ma che potrebbe accadere se salta tutto?

Global Firepower

Secondo il sito di analisi Global Firepower, l’Iran ha un complesso militare e un apparato economico e sociale in grado di sostenere meglio un eventuale conflitto di vasta portata rispetto a Israele. Nella terribile classifica annuale dei Paesi più attrezzati a una guerra, Israele occupa la sedicesima posizione mentre l’Iran la tredicesima. Rispetto all’anno precedente, il 2017, entrambi hanno visto variare la propria posizione sul totale di 137 Paesi considerati: Tel Aviv è precipitata di cinque posti mentre Teheran ne ha guadagnati sette.
Il sito  considera diversi fattori, spiega ‘Gli occhi della guerra’: «economia, popolazione, la consistenza numerica degli uomini in armi, la possibilità di avere un accesso a mare e il rapporto delle linee di costa rispetto alla superficie totale, la disponibilità di risorse naturali. La presenza di armamenti atomici nell’arsenale non viene presa in considerazione nella generazione del coefficiente del ranking ma viene riconosciuto un bonus così come la partecipazione ad alleanze, come la Nato». Delle bombe atomiche di Israele parliamo dopo.

Iran Israele, economie a confronto

Economia: l’Iran, con una popolazione di 82 milioni di abitanti, ha una forza lavoro di 30 milioni 500 mila persone, mentre Israele con poco più di 8 milioni di abitanti, ha una forza lavoro di 4 milioni persone.
Energia
La disponibilità di risorse energetiche è fondamentale, e il vantaggio iraniano è palese. Teheran possiede riserve certe di idrocarburi per 158 miliardi e 400 milioni di barili, uno dei maggiori esportatori di petrolio e gas del mondo. Israele, al contrario, nonostante le recenti scoperte nel suo offshore, ha riserve certe pari a 12 milioni 700 mila barili con una produzione di soli 390 barili al giorno ed un consumo di 240 mila, facendone così, fondamentalmente, ancora un Paese importatore di idrocarburi.
Navi
L’Iran batte Israele anche nel numero di naviglio mercantile: sono 739 le navi battenti bandiera iraniana contro le 42 battenti quella con la Stella di Davide, misura della capacità di un Paese di provvedere al sostentamento di una eventuale economia di guerra. Tel Aviv batte Teheran solo nel numero di porti di grandi dimensioni: sono quattro quelli israeliani contro tre iraniani.

Le forze armate dei due Paesi

Poi l’analisi più strettamente militare e puramente numerica fatta da Global Firepower in merito alle forze armate di Israele e Iran.
Aerei
Secondo il sito di analisi strategica l’Iran possiede un totale di 601 velivoli ad ala fissa (compresi quelli inefficienti ed in manutenzione) di cui 150 caccia, 158 da attacco e 192 da trasporto con una flotta di elicotteri pari a 145 macchine.
Israele ha nei registri delle sue forze armate, ben 751 velivoli composti da 252 caccia, 252 da attacco, 95 da trasporto a cui si aggiungono 147 elicotteri.
Carri armati
Per quanto riguarda i carri armati, di cui non viene fatta distinzione tra carri leggeri medi e pesanti, l’Iran ne ha 1650 a fronte dei 2760 di Israele.
Missili
Forza missilistica e unità navali tutte a favore dell’Iran: sono 148 i lanciatori israeliani contro i 1533 iraniani e la Marina di Tel Aviv dispone di un totale di 65 mezzi (32 pattugliatori, 6 sommergibili e 3 corvette) contro i 398 della marina di Teheran (230 pattugliatori, 33 sommergibili, 3 corvette, 5 fregate).
Uomini
Uomini attualmente parte delle forze armate: l’Iran ha 934mila soldati di cui 534mila in servizio attivo e può contare su 39 milioni 500 mila uomini in età “militare”.
Israele invece ha un totale di 615mila soldati di cui 170mila in servizio attivo e può contare su 3 milioni di uomini ‘fit for service’, pronti all’uso e molto ben addestrati.

Il generale iraniano Qassem Soleimani

Analisi quantitativa fuorviante

Il limite dell’analisi di Global Firepower -rileva Paolo Mauri- è palese. Numeri e non valori. E qui i dati numerici quasi tutti a favore dell’Iran (salvo i carri armati), cambiano. Anche escludendo l’armamento atomico che Israele ha per certo mentre l’Iran è ancora lontano. Quell’armamento atomico iraniano-sciita per cui sia Israele che parte dello stesso mondo arabo sunnita, sarebbero propnti ad un attacco preventivo contro Teheran.
Più armamento numerico iraniano, molto più pericoloso quello israeliano, in questa folle classifica del macello.Valutazione giornalistica finale, ‘classifica’ dall’analisi di Global Firepower, da ritenere fuorviante. Come ci appare immotivato l’allarme che ne è scaturito in alcuni media di Tel Aviv, utile politicamente in questa fase di campagne elettorale in cui il tema ‘sicurezza’, diventa terreno di confronto decisivo.

 

AVEVAMO DETTO

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