lunedì 18 febbraio 2019

Crisi Venezuela cronologia: 20anni di tentate riforme e tentati golpe

Crisi Venezuela. La grave situazione attuale è l’epilogo di quasi 20 anni nel quale il Paese ha visto i suoi assetti di potere tradizionali cambiare profondamente.  Non è mai stata una storia indolore oscillando tra elezioni e tentativi di colpo di Stato a partire dal 1999 quando gli elettori venezuelani elessero come presidente una delle figure più controverse del continente latinoamericano: Hugo Chavez Frias.

Crisi Venezuela,
News da agenzia stampa

Maduro: Non me ne vado, pagliacci 
26 persone morte tra proteste e scontri

  • Tensione alle stelle a Caracas dopo le manifestazioni che hanno portato il leader dell’Assemblea nazionale Juan Guaidó ad auto nominarsi ‘presidente incaricato’ per mettere in discussione la legittimità di Nicolás Maduro e spaccato la comunità internazionale. Nel Paese dei due Presidenti e della miseria generalizzata, lo spettro di una devastante guerra civile.
  • “Non rinuncerò mai”, ha tuonato Maduro dando dei “pagliacci” agli oppositori del governo parallelo guidato da Guaidò. Parlando alla cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, il presidente ha quindi ribadito che “i diplomatici americani devono lasciare il Venezuela entro domenica”, le 72 ore concesse agli Usa dopo la rottura delle relazioni diplomatiche.
  • Partiti e movimenti di opposizione sulle strade venezuelane in contrapposizione alla mobilitazione non meno agguerrita del popolo chavista, che si è schierato attorno al palazzo di Miraflores per difendere la legittimità di Maduro. Scontri tra fazioni e interventi di polizia che hanno causato la morte di almeno 26 persone ed il ferimento di quasi 300.
  • A favore di Guaidó il sostegno di Donald Trump, emulato da parte dei Paesi americani e sostenuti anche da Francia e Gran Bretagna. Netta posizione a favore di Maduro della Forza armata nazionale bolivariana, dell’Assemblea nazionale costituente e del Tribunale supremo di giustizia (Tsj). Moniti a Washington da parte di Russia, Cina e Turchia.

Crisi Venezuela, cronologia

Crisi Venezuela. La grave situazione attuale è l’epilogo di quasi 20 anni nel quale il Paese ha visto i suoi assetti di potere tradizionali cambiare profondamente.  Non è mai stata una storia indolore oscillando tra elezioni e tentativi di colpo di Stato a partire dal 1999 quando gli elettori venezuelani elessero come presidente una delle figure più controverse del continente latinoamericano: Hugo Chavez Frias.

Socialismo e strani golpe

Un anno dopo il popolo venezuelano fu chiamato ad approvare una nuova costituzione. Nel 2001, forte del suo mandato popolare, iniziò ad attuare misure ispirate a quello che venne chiamato come socialismo bolivariano. Venne promulgata una legge per la redistribuzione della terra ma parallelamente crebbe l’opposizione delle compagnie del settore privato. Nel 2002 un avvenimento ancora segnato da dubbi e situazioni torbide. A seguito delle proteste di piazza che provocarono sulle strade di Caracas morti e feriti, Chavez si sarebbe dimesso da presidente. Il condizionale è d’obbligo perché il presidente del gruppo imprenditoriale Fedecámaras, che aveva assunto i poteri, venne immediatamente destituito e Chavez tornò prontamente in carica. Gli scioperi e le proteste continuano ma non riuscirono a scalzare il presidente venezuelano che nel 2004 vinse un referendum per completare il suo mandato.

Il potere si rafforza

Quelli che seguirono furono anni in cui le riforme economiche affiancarono un più stretto controllo sui media, la nazionalizzazione della compagnia petrolifera PDVSA, e un avvicinamento maggiore alla Russia. Una direzione già confermata nel 2006 quando Chavez vinse la sua terza elezione con il 63% dei voti. Il potere si rafforzò nel 2009 con un ennesimo referendum per l’abolizione dei limiti di tempo per la carica di presidente.

Morte di un leader

La misura però non impedì due fatti fondamentali:  l’avanzamento elettorale delle opposizioni ma soprattutto la malattia. Nel 2012 infatti se diffondono le prime voci di un cancro che affligge Chavez che nonostante i trattamenti medici a Cuba morì nel marzo 2013.

Un successore debole

L’eredità chavista venne raccolta da un personaggio con molto minor carisma. Nicolas Maduro vinse nuove elezioni di un soffio, il suo potere fu da subito traballante. La prova sta nel suo denunciare continuamente complotti orditi dall’estero e nell’ondata di manifestazioni violente che scossero il Paese quasi ininterrottamente. Ad esse si rispose con l’esercito e misure repressive come l’arresto del sindaco di Caracas Antonio Ledezma nel 2015.

Maduro travolto dalla crisi economica

In realtà a colpire il potere di Maduro è la pesante crisi economica determinata dalla caduta del prezzo del petrolio iniziata nel 2016. Per un Paese che ottiene il 98% delle entrate dalla vendita del greggio si trattò di un evento mortale con scarsezza di cibo e medicine. La situazione precipitò anche per il tentativo nel 2017, da parte di Maduro, di modificare la costituzione del ’99 facendo pesanti pressioni sull’Assemblea Costituente. La reazione della piazza fu ancora una volta violenta e all’ordine del giorno che le dimissioni del presidente. Tra rivolte militari e misteriosi complotti si arriva alla fase attuale nel quale le opposizioni dichiarano decaduto Maduro chiedendo nuove elezioni.

 

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