venerdì 26 aprile 2019

Germania addio flotta Ue, accusa le rigidità italiane sui migranti

EuNavFor Med, operazione Sophia, flotta europea anti scafisti, la Germania di sfila e ritira la sua nave dal Mediterraneo in polemica con la linea dura dell’Italia sui migranti.
-Salvini chiede nuove regole e Mogherini si dice pronta a chiuderla. Ma che cos’è la missione Sophia?

Sbruffoni e pompieri

Germania addio alla flotta Ue contro le rigidità italiane sui migranti, che poi vuol dire ‘la campagna elettorale di Salvini’, traducono i più, ed è una versione dei fatti. Nel montare delle polemiche e nel dubbio tra i due vicepremier se la crisi dei migranti sia colpa delle Ong o della Francia, qualcuno prova a gettare acqua sul fuoco, forse per il peso di troppi molti sulle coscienze. Tentativi di rappezzare la crisi ‘aggiustando’ un po’ la verità: “il ritiro della nave tedesca era stato pianificato di routine per il febbraio di quest’anno”. Lo scoprono adesso? Missione Sophia comunque moritura, e non sono i bulli da provocazione e da tweet a rischia la vita nel mare cimitero, dove qualche nave europea in più certo aiutava

Cos’è ”Operazione Sophia’

Missione EuNavFor Med, detta anche ‘Operazione Sophia’, dal nome di una bambina data alla luce da una donna somala su una delle sue navi, è nata nel 2015, dopo il naufragio del 18 aprile di quell’anno di un peschereccio al largo delle coste libiche in cui morirono oltre 800 persone. Ma che cos’è e cosa è stata la missione Sophia, e cosa comporterebbe la sua fine per i soccorsi nel Mediterraneo? Obiettivo della missione, “adottare misure sistematiche per individuare, fermare e mettere fuori uso imbarcazioni e mezzi usati o sospettati di essere usati dai trafficanti di esseri umani”, tutto questo “nel pieno rispetto del diritto internazionale”, ricorda il ministero della Difesa.

Sede missione Roma, comando italiano

Fino ad oggi, prima che la Germania si sfilasse, hanno partecipato all’operazione 26 Paesi europei, schierando sei navi (tra cui l’italiana San Giorgio) e sei elicotteri. La missione EuNavForMed, consente all’Italia, Paese guida, di tenere sotto controllo le acque del Mediterraneo Centrale, una zona di interesse strategico per il nostro Paese. Non solo migranti: embargo all’export di armi verso la Libia, attività di sorveglianza e di raccolta informazioni, obiettivi prettamente militari. E per noi italiani molto importante, l’addestramento della Guardia costiera e la Marina libiche. Il primo ciclo di addestramento, nel 2016 -precisa La Stampa- si è svolto sulla San Giorgio e sull’olandese Rotterdam.

Dal 2015 ad oggi cosa?

La missione dall’ottobre 2015 in acque internazionali abborda, perquisisce e sequestra natanti sospettati di essere utilizzati per il traffico di esseri umani. Certo, non ha sparato a scafisti carichi di migranti, e non li ha bloccati più di tanto. Un rapporto della Camera dei Lord sul Daily Mail, nel 2017 accusò l’operazione Sophia di essere addirittura una “calamita per migranti”. Linea ‘salviniana’ export. Tuttavia, anche se ha salvato migliaia di vite, Sophia non è una missione nata per effettuare salvataggi in mare. E in attesa che l’Ue superi le sua fratture interne e decida se proseguire o chiudere, la missione è stato rinnovato per tre mesi e si concluderà alla fine di marzo.

La politica tra il dire e il fare

Unione europea: se l’Italia lo vuole siamo pronti a chiuderla. Salvini: o cambiano le regole o la missione finisce. Di Maio: avanti con Sophia se altri Paesi aprono i porti e insiste con i suo ‘franchi coloniali’ in Africa..Moavero: l’Italia vuole cambiare Sophia, non chiuderla. Tajani: la missione va modificata ma tenuta. “L’Operazione Sophia -fonti Ue – ha contrastato il traffico di esseri umani nel Mediterraneo fino quasi a fermarlo del tutto, addestrato la guardia costiera libica, e salvato vite. Sophia ha portato tutta l’Ue nel Mediterraneo, dove l’Italia era sola prima del 2015. Se oggi l’Italia, che ha il comando e il quartier generale dell’operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla”.

Dai bla blai ai naufraghi veri nel Mediterraneo. Tweet appello di Sea Watch: “Dopo 4 giorni in mare (47 naufraghi a bordo), dateci un porto sicuro”. Salvini: “La risposta è nisba”.

 

AVEVAMO DETTO

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