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mercoledì 16 Ottobre 2019

Gaza, incidente Hamas carabinieri, equivoco spari ed è andata bene

A un passo dallo scontro armato per un equivoco che poteva portare a conseguenze gravi tra l’Italia e Hamas, e questa volta non c’era neppure il ministro sul fronte israeliano a dare del terrorista al movimento palestinese che governa la Striscia dal 2007.
-Tre carabinieri sospettati di essere israeliani infiltrati, circondanti e asserragliati nella sede dell’agenzia Onu a Gaza.

A casa di Hamas dopo Salvini

Gaza, incidente Hamas carabinieri. A un passo dallo scontro armato per un equivoco che poteva portare a conseguenze gravi tra l’Italia
e il movimento islamico palestinese che governa la Striscia dal 2007, e questa volta non c’era neppure il ministro in divisa sul fronte israeliano a dare del terrorista. Sembrava la dimostrazione delle accusa ministeriale ed invece era solo un grande equivoco, ma che poteva finire molto male.

Serata di ieri, un’auto con a bordo i nostri militari incrocia un posto di blocco al centro della Striscia. I carabinieri, del Nucleo Scorte del Consolato, sono lì per un sopralluogo sulle condizioni di sicurezza, per la visita nella Striscia del console generale italiano a Gerusalemme. Ordinaria amministrazione. «Le relazioni fra le istituzioni italiane e i palestinesi sono cordiali. Oltretutto la cooperazione italiana è molto apprezzata», annota da Beirut Giordano Stabile.

I militanti di Hamas intimano all’auto di fermarsi. Disguido nelle comunicazioni, perché gli italiani con passaporti diplomatici, dovrebbero passare senza controlli. I carabinieri sanno che nella Striscia operano anche piccoli gruppi jihadisti, e non si fermano. L’auto passa il blocco e gli uomini di Hamas si gettano all’inseguimento del veicolo, sparano, senza colpirlo. Allarme totale. A novembre un groppo di israeliani erano stati sorpresi in missione di ricognizione, ed era finita in uno scontro con sette militanti e un colonnello israeliano uccisi.

Hamas teme raid di rappresaglia all’interno della Striscia, o semplici azioni di spionaggio. La stessa radio militare israeliana suggerisce che i miliziani di Hamas avessero il sospetto che fossero «forze speciali israeliane sotto mentite spoglie». La situazione è tesissima. I carabinieri cercano di evitare lo scontro e trovano rifugio nella vicina sede dell’Unrwa, la United Nations Relief and Works Agency che si occupa del sostegno umanitario ai palestinesi. È una sede neutra e rispettata. Gli uomini di Hamas la circondano ma non fanno irruzione. Oggi, nell’imbarazzo generale, cala il silenzio dopo troppo azzardate tentazioni da prima pagina. Senza dichiarazioni ministeriali, per favore.

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