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lunedì 18 20 Novembre19

Per farsi perdonare dai curdi Trump ri-rompe con la Turchia di Erdogan

Diplomacy-cazzotti Trump-Erdogan: ‘Tocca i curdi e ti stronco l’economia’.
-Il Presidente Usa, a modo suo, voleva proteggere i curdi-siriani, ma ha finito per innescare la miccia di una nuova crisi con Erdogan

Diplomacy-cazzotti Trump-Erdogan:
‘tocca i curdi e ti stronco l’economia’

Trump ri-rompe con la Turchia di Erdogan
Come spesso gli capita, il Presidente Trump affronta le rogne più scottanti in politica internazionale muovendosi con la grazia di un elefante in un negozio di cristallerie. Questa volta per mettere una pezza al suo (disastroso) annuncio di sbaraccare dalla Siria (rigirando sulla graticola i curdi) ha minacciato sguaiatamente la Turchia. Un Paese, membro della Nato, fondamentale per gli equilibri geo-strategici di una regione che è crocevia di tre continenti. Per carità, siamo i primi censori del disinvolto autoritarismo islamico col quale Erdogan governa l’ex Sublime Porta. Ma, dicevano gli antichi romani, est modus in rebus. C’è modo e modo di dire le cose.

E se Trump voleva fare imbufalire il “sultano” di Ankara, magari scaraventandolo ancor più di quanto sia ora tra le braccia di Putin, beh, inconsapevolmente e maldestramente c’è riuscito. Quello che il Presidente americano ancora non ha capito è che tutto ciò che magari funziona a ovest del Pecos, in pieno Far West, dalle parti dei tratturi anatolici provoca reazioni contrarie. Là le minacce se le mangiano a colazione. Domenica Trump ha cinguettato su twitter: “Se la Turchia attacca i curdi la devasteremo economicamente”. Che, detto da un alleato (sulla carta), non suona propriamente come un invito a scambiarsi strette di mano.

L’algoritmo della grossolanità diplomatica dimostrata dalla Casa Bianca, tanto per farci capire, è il seguente: le truppe Usa lasceranno la Siria (per ragioni multiple); così facendo creeranno un “vuoto” a nord, nella regione curda, dove i turchi sono pronti a fiondarsi con la scopa di ferro; Erdogan farà piazza pulita dei suoi secolari nemici (si teme un genocidio) d’accordo con la Russia; il clamoroso voltafaccia di Trump, già abbondantemente criticato, indurrà alleati vecchi e nuovi a pensarci due volte prima di imbarcarsi sul caicco americano; Trump per evitare cotanto disastro diplomatico ha pensato bene di risolvere la crisi ”aggratis”, cioè a modo suo, facendo “buuh” nelle orecchie di Erdogan.

Quest’ultimo tutt’altro che spaventato, ha reagito selvaggiamente, come un toro davanti alla muleta; i residui rapporti diplomatici tra Washington e Ankara sono andati a farsi benedire; continuando di questo passo la Turchia girerà completamente le spalle all’Occidente e magari, in cauda venenum, passerà al suo nuovo compare d’anello, Vladimir Vladimirovic Putin, tutti i segreti in saccoccia nelle segrete stanze della Nato, dall’orario dei treni all’ubicazione dei missili nucleari, dai protocolli di difesa aerea fino ai movimenti dei sottomarini nucleari nel Mediterraneo e nell’Oceano Indiano. Basta?

Ancora forse no, perché avere stuzzicato il mastino napoletano che dorme (Erdogan) avrà pesanti ripercussioni su tutto lo scacchiere mediorientale. Insomma, se Trump si fosse cucito la bocca avrebbe fatto sicuramente meno danni. Anche perché le prime reazioni turche fanno presagire un’ondata di ostilità verso gli Stati Uniti (e, per la proprietà transitiva, verso l‘Occidente) che non si vedeva dai tempi del Feroce Saladino. Tanto per darvi un’idea del clima creatosi dopo che su twitter Trump ha gracchiato come una cornacchia, basterà dire che il Ministro degli Esteri turco, Nevut Cavusoglu, ha replicato sbertucciando a sua volta il Presidente Usa.

“Ma con queste minacce dove credi di andare?” Agli analisti che hanno giudicato la ritirata americana dalla Siria devastante, Trump intanto ha risposto che le rimanenti forze dell’Isis saranno colpite dall’alto. Cioè, come quando, quattro anni fa, non si concludeva il resto di niente bombardando a capocchia, Comunque, fossimo in Erdogan, prenderemmo sul serio il ricatto trumpiano. Se ha minacciato di distruggere economicamente la Turchia potrebbe anche riuscirci. Visto come sta riuscendo a devastare l’economia dell’intero pianeta, assaltandolo col suo protezionismo delle ferriere.

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