martedì 26 marzo 2019

Mail e telefonate spiano il mondo, Battisti e gli ultimi latitanti

Così è stato catturato Cesare Battisti. L’ex terrorista si sarebbe collegato anche ai social durante la latitanza.
-Da giorni gli 007 avevano individuato il rifugio, poi la svolta nelle ultime ore.
-I 30 ‘Cesare Battisti’ nel mondo

Due considerazioni oltre la cronaca

Mail e telefonate spiano il mondo,
Battisti e gli ultimi latitanti

O fai il mafioso come Messina Denaro e comunichi solo attraverso persone e ‘pizzini’ o prima o poi la rete elettronica che ingabbia il mondo, prima o poi ti prende. E puoi giocare a spia e contro spia quanto vuoi, cambio continuo di telefonini, come faceva appunto Cesare Battisti in Bolivia, ma prima o poi commetti l’errore fatale. L’errore, gli errori per ora noti di Cesare Battisti, catturato ieri mentre camminava per le strade di Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia, sono stati molti, ma primo fra tutti, la vanità che alla fine lo ha perso. Troppo esposto prima, quando la sua latitanza in Brasile aveva copertura politica, troppe tracce lasciate a ‘sbirri e spie’ che si tirava dietro da mesi prima della sua scomparsa dal Brasile. Leggiamo di una squadra di poliziotti di Criminalpol, Antiterrorismo e Digos Milano che, con uomini e mezzi Aise, i nostri servizi segreti, lo avrebbero pedinato fino all’arresto da parte della polizia boliviana.

O mafia o latitanza impossibile

Ma sono state mail e telefonate a tradirlo. Le Grandi Orecchie anche italiane, il web che tutto veicola e svela, i favori da scambiare con altri servizi segreti ‘a buon rendere’. Interpol e intelligence ammettono: «a incastrarlo sono state le indagini tecniche. Sotto controllo da sempre, lui e il suo entourage e, anche se cambiava telefonini in continuazione, il monitoraggio della sua rete di protezione ha aiutato a non perderne le tracce». Troppo sicuro per via delle sue conoscenze, non ex terroristi ma «da altri soggetti con cui era entrato e rimasto in relazione negli anni della latitanza» (mica tutto ci possono svelare). Battisti si sarebbe collegato anche ai social durante questo periodo di fuga. Controlli su 15 tra cellulari, tablet e pc intestati a vari prestanome o riconducibili alle amicizie dell’ex terrorista e da lui usati per connettersi ai social. Dai 15 supporti informatici sono poi stati individuati tre telefoni usati personalmente da Battisti.

I 30 ‘Cesare Battisti’ nel mondo

Sono oltre trenta i ‘Cesare Battisti’ sparsi nel mondo, prevalentemente in America Latina, latitanti provenienti sopratutto dal terrorismo di sinistra. Un piccolo mondo che, più accortamente del vanesio Battisti, non ha quasi mai rilasciato interviste, e ha fatto del tutto per farsi dimenticare. Nell’elenco dei latitanti, i nomi più significativi quelli di Alvaro Loiacono ad Alessio Casimirri, entrambi nel commando che rapì Moro. Ora già si sprecano le ironie sullo ‘sbandato di Cisterna di Latina’, il rapinatore fatto rivoluzionario a San Vittore. Cesare Battisti è stato solo il più stupido del gruppo. Su l’Inkiesta qualcuno acutamente osserva come oggi, chi ha vissuto gli anni di piombo si trova a disagio nel trattare l’arresto e il ritorno in Italia di Battisti. Atto di giustizia, compimento di un dovere, segnato però dall’eterno sospetto che sulle vicende della lotta armata in Italia troppe verità siano state sacrificate alla ragion di Stato. La cattura di Battisti atto di giustizia. Tutta la verità storica forse deve ancora arrivare.

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