mercoledì 20 febbraio 2019

Gli inutili muri lungo la storia, dalle muraglie agli sbarramenti galera

I grandi muri della storia hanno origini diverse, ma sembra anche un destino comune: quasi mai servono realmente allo scopo dichiarato alla loro costruzione. Poi, l’attualità dei ‘muri elettorali’ a scoperta ‘sovranista-cattivista’, sino ad esaurimento dell’attuale fase politica internazionale partita da Trump e rimbalzata in Europa e in Italia.

Ottomilacinquecento chilometri cinesi

Gli inutili muri lungo la storia
Il particolare più citato a proposito della grande muraglia cinese è che la si possa riconoscere anche osservando il pianeta dallo spazio: in realtà non è vero, ma non si tratta dell’unica leggenda. Come per tutte le grandi opere dell’uomo esiste anche una leggenda nera secondo la quale migliaia di corpi di lavoratori dei cantieri, vittime di incidenti o maltrattamenti, siano stati sepolti al suo interno, ma nemmeno questo è vero perché nei tratti in muratura la barriera cinese è costruita in maniera molto solida, riempiendo con massi o ghiaia lo spazio tra i due muri. Oggi la stima più recente parla di una lunghezza di circa ottomilacinquecento chilometri, ma in passato si era parlato di almeno ventimila, comprendendo cioè non solo i tratti realizzati in muratura, ma anche le zone in cui è costituita da ostacoli naturali, fossati o anche palizzate in legno. Dopo aver impegnato per secoli diverse dinastie imperiali nella sua costruzione o nel suo consolidamento, la grande muraglia divenne inutile per il semplice fatto che Pechino, la capitale da proteggere, cadde non già per mano del nemico tartaro, ma per un’insurrezione interna che rovesciò l’imperatore.

Il Vallo romano

Molto più ridotto, ed oggi meno visibile nella sua interezza, fu il vallo di Adriano, costruito dall’imperatore romano nella prima metà del II secolo d.C. nel nord dell’Inghilterra temendo le incursioni dei Pitti, grossomodo gli antenati degli odierni scozzesi che abitavano l’antica Caledonia. La Britannia, tagliata al nord da un lungo muro che andava da costa a costa, si rivelò però un paese più difficile tra le diverse province dell’impero: il vallo ben presto diventò l’immagine del confine oltre il quale tutta la potenza dell’impero romano si fermava comunque, dopo aver raggiunto la massima espansione sotto Traiano. Per un impero che si autorappresentava senza limiti e senza confini fu una sorta di cattivo presagio, tanto più che – mentre la Britannia si romanizzava a fatica – molti legionari romani presero invece le abitudini degli abitanti del luogo e ben presto vennero arruolati i discendenti di questi incontri. Il vallo divenne infine un confine doganale, una linea di controllo, e perse il valore primario di confine militare. Con la decadenza dell’impero le truppe furono ritirate dalle guarnizioni fortificate, all’interno delle quali vivevano tra l’altro con relativa comodità. Alla fine rimase solo un muro al quale con il passare del tempo furono sottratte le pietre migliori per costruire altri edifici.

Il ‘muro prigione’

Ultimo da ricordare il muro di Berlino e anche qui bisogna sfatare una leggenda: fu costruito rapidamente, in tre giorni, ma non in una sola notte come si racconta, eppure per i berlinesi fu una gran brutta sorpresa lo stesso. I tentativi di superarlo per passare nella parte occidentale cominciarono subito, quando i blocchi di cemento non erano ancora tutti al loro posto e la calce ancora fresca. Davanti al muro accadde poi un episodio memorabile: il 26 giugno 1963, in un tedesco un po’ incerto, John F. Kennedy, presidente degli Stati Uniti, pronunciò una frase destinata a passare alla storia: «Ich bin ein Berliner» (io sono un berlinese). In realtà fino al novembre 1989 lungo il muro continuò il dramma di un paese diviso: ci furono fughe drammatiche e rocambolesche nello stesso tempo, ma per i controlli continui era diventato troppo pericoloso tentare la fuga a Berlino. Anche il muro di Berlino infine cadde, ma questa volta per una frase destinata invece a far diventare celebre il personaggio che l’aveva pronunciata: impacciato davanti ai giornalisti lo sconosciuto funzionario Herr Schabowski disse incautamente che i visti in uscita erano stati liberalizzati «da subito» (ab sofort) e il muro crollò, questa volta davvero in una sola notte.

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