martedì 26 marzo 2019

Revocato premio ad Angela Davis, sostiene i diritti dei palestinesi

Niente premio per i diritti umani ad Angela Davis che sostiene i diritti dei palestinesi
-La docente e celebre attivista contro il razzismo: «Attacco contro lo spirito di indivisibilità della giustizia, anche per i palestinesi».
-Dietro la decisione le pressioni della comunità ebraica di Birmingham.

Revocato premio ad Angela Davis, sostiene i diritti dei palestinesi

Il Birmingham Civil Rights Institute, Alabama, Usa, ha annullato la decisione di assegnare ad Angela Davis, famosa attivista per i diritti civili, il Premio per i diritti umani. La docente, ex membro del Black Panther Party, del Comitato di coordinamento degli studenti non violenti, e fino al 1991 militante del Partito comunista degli Stati uniti, è nota per aver difeso la riforma carceraria e per aver lanciato critiche nei confronti di Israele negli ultimi anni, posizione dietro il ritiro del premio. Anche se, riconoscono i più, «Nessuno può osare di mettere in dubbio la sua sincera opposizione ad ogni forma di razzismo e antisemitismo».

Sbalorditiva quindi la decisione del Birmingham Civil Rights Institute di revocare l’assegnazione del prestigioso premio per pressioni subite e confessate. «Individui e organizzazioni interessate, sia all’interno che all’esterno della nostra comunità locale, ci hanno chiesto di riconsiderare la nostra decisione». Appena qualche mese fa la stessa organizzazione aveva definito premiata, «uno dei più acclamati campioni dei diritti umani, che ha dato voce a coloro che sono impotenti a parlare», rileva Michele Giorgio su Nena News.

Il motivo dietro la revoca del premio è il sostegno che Davis manifesta per i diritti dei palestinesi da decenni sotto occupazione militare israeliana. Decisive sono state le pressioni del “Centro per la conoscenza dell’Olocausto” e della comunità ebraica di Birmingham. Serena la reazione della docente. «Ho imparato ad oppormi con la stessa passione sia all’antisemitismo e sia al razzismo. In questo contesto mi sono avvicinata alla causa palestinese», ha spiegato rispetto a chi vuole punirla per aver chiesto che Israele smetta di opprimere i palestinesi. «L’attacco nei miei confronti è un attacco contro lo spirito di indivisibilità della giustizia».

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