martedì 20 Agosto 2019

Il muro Usa ‘emergenza nazionale’, soldi dagli aiuti per uragani

Muro col Messico, Trump verso la dichiarazione di ‘emergenza nazionale’.
-Dirotterà i fondi stanziati per gli aiuti per gli uragani che hanno colpito il Texas e Porto Rico, beffando il No del Congresso.
-Scontro politico aperto in vista delle elezioni 2020.

Il muro col Messico è una
emergenza nazionale Usa?

Il muro Usa ‘emergenza nazionale’, soldi dagli aiuti per uragani
Donald Trump pronto a dichiarare la ‘emergenza nazionale’ per ottenere i fondi di 5,7 miliardi di dollari per il Muro bypassando il Congresso. Secondo la Cnn -notizie nel corso delle notte- dirotterà i fondi che erano stati stanziati per gli aiuti al Texas e a Porto Rico colpiti dai recenti disastrosi uragani, pur di dare il via alla costruzione del Muro al confine con il Messico. Prova di forza e scontro politico durissimo in vista, con le proteste che coinvolgeranno anche le popolazioni colpite da quei disastrosi cambiamenti climatici che lo stesso Trump nega esistano.

L’URAGANO IN TEXAS

Il National Emergency Act

Se esiste una crisi che «minaccia la sicurezza nazionale», il National Emergency Act del 1976, – spiega il Brennan Center for Justice- consente al presidente di spostare risorse del governo senza l’approvazione del Congresso, salvo dover spiegare di quali speciali poteri intende avvalersi. Trump, nel suo intervento tutto politico alla nazione, ha sostenuto che c’è una crisi umanitaria e di sicurezza alla frontiera con il Messico, parlando di terrorismo e droga, ma senza fornire dettagli. Emergenza nell’anno in cui il numero di ingressi dal confine Usa con il Messico ha raggiunto il livello minimo da almeno 10 anni?

Già campagna elettorale 2020

Secondo altre fonti, Repubblica cita il professore di Yale Bruce Ackerman, Trump, per il suo muro, ricorrerà con tutta probabilità anche ai fondi del bilancio del Pentagono, sfruttando il lavoro del personale militare. Mossa di Trump illegale, denunciano da subito i democratici. Trump deve dimostrare che c’è effettivamente una crisi alla frontiera e l’ondata di ricorsi legali è garantita. Anche dalla parte repubblicana, in molti hanno espresso perplessità sulla legalità della dichiarazione di ‘stato di emergenza. Va ancora detto che con una sua risoluzione il Congresso potrebbe bloccare la dichiarazione di un’emergenza nazionale del presidente. Da mettere già in conto.

Emergenza nazionali vere

Le agenzie di stampa internazionali intanto ci informano che negli Stati Uniti ci sono attualmente ‘in atto’, dichiarate e mai rimosse, ben 30 emergenze nazionali. Qualcosa di simile alle ‘accise’ sulla benzina a scadenza di terremoti o catastrofi italiani, che permangono poi nei decenni. Tra le emergenza nazionali Usa, ancora operativa quella dichiarata dal presidente George W. Bush dopo gli attentati alle Torre Gemelle dell’11 settembre 2001. Con attenzione un po’ più maligna, altra emergenza nazionale Usa di vecchia data e ancora in atto, nei poteri del presidente, quella dichiarata dal presidente Barack Obama per l’epidemia di febbre suina nel 2009.

L’URAGANO IN PORTO RICO

Vertice di Davos, Trump diserta

Trump sul piede di guerra in casa, ne appofitta per una ulteriore sgarberia all’estero. Il presidente americano ha cancellato il suo viaggio in Svizzera per partecipare al World Economic Forum (WEF) di Davos. La decisione è stata annunciata attraverso un post su Twitter, in cui Trump scarica ogni colpa sui democratici al Congresso, colpevoli appunto di non avergli dato quei 5 miliardi che lui ritiene essenziali per la costruzione di un muro di confine con il Messico. Il Wef è in programma dal 22 al 25 gennaio, ma Trump già prevede di essere bloccato in casa, alla prese con lo ‘shutdown’, il governo federale bloccato in molte delle sue attivi per mancanza di fondi.
@realDonaldTrump
Because of the Democrats intransigence on Border Security and the great importance of Safety for our Nation, I am respectfully cancelling my very important trip to Davos, Switzerland for the World Economic Forum. My warmest regards and apologies to the @WEF!

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