martedì 26 marzo 2019

Porti italiani chiusi solo per le Ong? Gli sbarchi e le bugie

Al largo di Malta 32 persone sono bloccate da quasi 20 giorni a bordo di una nave umanitaria che batte bandiera olandese, la Sea Watch 3.
-A fine agosto 2018, 177 persone erano state bloccate a bordo della nave Diciotti della guardia costiera italiana per undici giorni.
-Prova di forza con problemi politici interni al governo, situazione al limite della disumanità, vergogna europea.
-Ma, malgrado gli annunci, da quando Sea Watch 3 è stata bloccata sono sbarcate in Italia 165 persone.

Porti chiusi solo a convenienza mediatica

Porti italiani chiusi solo per le Ong?
Annalisa Camilli, è la giornalista di Internazionale che si occupa sistematicamente di migranti e che sull’argomento molto sa. Ed è leri che svela la vergognosa beffa a cui tutti stiamo assistendo inconsapevoli. Il braccio di ferro al limite della disumanità, per quei 32 disgraziati bloccati a bordo di una nave umanitaria che batte bandiera olandese, la Sea Watch 3, da quasi 20 giorni. Salvini il duro e Di Maio il forse, e in mezzo, la presa in giro: da quando Sea Watch 3 è stata bloccata, in Italia sono sbarcate 165 persone. Porti italiani bloccati? Nessuna disposizione ministeriale di questo genere -scopriamo- ma interventi spot a circostanza e convenienza di richiamo mediatico. Le Ong ‘interdette’, la guerra a Malta e la rissa con Bruxelles da qui alle elezioni europee di primavera, sembra essere il segnale. Con l’aiuto della rivista Internazionale, andiamo a scoprire qualcosa oltre.

Ora è vero rischio tragedia

Cercando di rimanere umani, partiamo dalle condizioni dei migranti a bordo della Sea Watch 3, che sono pessime, denunciano da bordo, mentre i rifornimenti di acqua e cibo basteranno ancora per poche ore. La portavoce dell’organizzazione Giorgia Linardi in una conferenza stampa il 7 gennaio, ieri, era quasi disperata: «È una situazione che potrebbe degenerare all’improvviso. Siamo molto preoccupati, perché temiamo che da un momento all’altro possa succedere qualcosa. E non possiamo continuare così se non per pochi altri giorni». Ricordiamo che le 32 persone di cui parliamo, sono state soccorse il 21 dicembre al largo della Libia e da quel momento sono state protagoniste di un braccio di ferro tra i diversi governi europei sul porto di sbarco e sulla ripartizione della loro accoglienza che ne permetta lo sbarco.

La partita politica e i trucchi

Annalisa Camilli ci ricorda ancora come la stessa sorte sia toccata ad altri 17 migranti soccorsi dalla nave dell’ong tedesca Sea Eye. In questo caso, governi olandese e tedesco disponibili ad accogliere i migranti, ma manca sempre un piano europeo condiviso per lo sbarco. Si litiga in Ue e si litiga in casa: in Italia governo spaccato sulla possibilità di accogliere almeno una parte dei migranti bloccati sulla Sea Watch 3. Il 4 gennaio il vicepremier Di Maio annuncia la disponibilità ad accogliere donne e bambini se i maltesi avessero concesso l’attracco (famiglie separate modello Usa). L’altro vicepremier Salvini smentisce. Improvvidi protagonismi. L’annuncio di Di Maio ha indisposto il governo maltese e ha fatto saltare un piano europeo. Come già detto, è campagna elettorale. Ma seguendo la vicenda oltre la cronaca politica e il caso umano, scopri segreti a stupire.

Quarantasei persone al giorno

Intanto il ministero dell’interno -che resta burocrazia seria- ha pubblicato i dati degli arrivi 2018 nel rapporto statistico mensile. Ed ecco che, leggiamo, dal 21 dicembre, la data in cui sono state soccorse le persone dalla Sea Watch 3, sulle coste italiane sono sbarcate 165 persone, molte di più di quelle che sono a bordo delle due navi umanitarie con testate (un totale di 49 persone). Dov’è il trucco? Dal momento in cui l’Italia ha dichiarato di aver chiuso i porti alle navi che soccorrono migranti nel Mediterraneo centrale -scopre Internazionale- in realtà sono arrivate nel paese via mare 3.293 persone, 359 nel solo mese di dicembre 2018. “Dall’inizio della politica dei porti chiusi, gli sbarchi sono diminuiti ma non si sono fermati”, afferma il ricercatore dell’Ispi Matteo Villa. “Nei sette mesi di governo Conte, in Italia sono sbarcate in media 46 persone al giorno”.

Solo i numeri a convenienza

Tra giugno e dicembre 2018, ad esempio, i migranti arrivati dalla Libia in Europa non sono sbarcati solo in Italia. Esempio, ‘la supercativa’ Malta, ad ascoltare Salvini. “1.124 persone sono state fatte sbarcare nel paese, Malta ha 460mila abitanti. Facendo le proporzioni, come se in Italia in sette mesi fossero sbarcate 148mila persone”. Poi l’inganno ‘Porti chiusi’. Non esiste provvedimento ufficiale del ministro dei trasporti e delle infrastrutture. L’hashtag ‘chiudiamo i porti’ è propaganda politica. Dal 25 agosto 2018, del caso dei migranti dalla nave Diciotti, sono sbarcate in Italia 3.293 persone. Solo a dicembre sono sbarcate in Italia 359 persone. Quesito politico al ministro Salvini: dal 21 dicembre in Italia sono sbarcate 165 persone mentre le 49 a bordo delle due navi umanitarie non possono scendere a terra. Il divieto vale solo per loro? Se così fosse, opinione di molti giuristi, sarebbe una violazione delle leggi del mare, del diritto internazionale e qualche stridore costituzionale in casa.

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