mercoledì 20 febbraio 2019

Kim in Cina, da Xi prima di Trump, segnale al mondo

Il leader nordcoreano a sorpresa a Pechino per una tre giorni di dialoghi diplomatici prima del secondo incontro con Trump. Priorità e protagonismi planetari che cambiano.
-Obiettivo di Pyongyang, allentare le sanzioni internazionali sul Paese.
-Interesse parallelo della Cina sui dazi.

Kim a sorpresa in Cina
da Xi prima di Trump

Kim in Cina, da Xi prima di Trump, segnale al mondo
Il leader nordcoreano Kim Jong a sorpresa oggi a Pechino, accompagnato dalla first lady Ri Sol Ju, per una visita di tre giorni. Lo ha riferito l’emittente Cgtn. Con Kim ci sono anche il negoziatore per il nucleare Kim Yong Chol, il ministro degli Esteri Ri Yong Ho ed il collega della Difesa No Kwang Chol. Si tratta della quarta visita del leader nordcoreano in Cina nell’ultimo anno, ma questa era del tutto imprevista. Avviene mentre si lavora ad un secondo possibile summit tra Kim ed il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo quello di giugno a Singapore. Ed è questo, a parere di molti, il segnale politico di questa ‘improvvisata’.

Oriente-Occidente
primato da ridiscutere

Nel clima di segreto che ancora circonda il Nord Corea, oggi sarebbe anche il giorno del 35esimo compleanno di Kim Jong-un, almeno questa è l’età supposta per Kim, visto che il suo anno di nascita non è chiaro al mondo. La Kcna ha confermato la missione, già resa nota dall’agenzia Nuova Cina. Nella tarda serata di lunedì, la Yonhap ha parlato di treno del Nord che aveva superato il confine a Dandong ipotizzando la presenza di Kim. Il viaggio in Cina segue le indiscrezioni sugli incontri in Vietnam tra funzionari Usa e del Nord dedicati al secondo summit Kim-Trump, che dovrebbe svolgersi a breve.

Nuove rigidità Usa
tifoserie da Seoul

Il governo della Corea del Sud ha accolto ovviamente con favore la visita di Kim in Cina. Nella speranza che i colloqui a Pechino possano aiutare a superare un po’ di inciampi che da qualche tempo arrivano da Washington non solo sul fronte Nordcoreano. La Corea del Nord vuole un allentamento delle sanzioni internazionali. In qualità di maggiore partner commerciale, la Cina svolge un ruolo chiave nell’attuazione delle misure punitive. Trump ha ribadito domenica che le sanzioni saranno confermate fino a quando non saranno fatti progressi sul disarmo.

Altra altalena Trump
dopo Siria e Afghanistan

Per memoria storica, Corea del Nord e Cina hanno combattuto nella Guerra di Corea (1950-53) contro gli Stati Uniti e la Corea del Sud, e non c’è ancora un trattato di pace. A Singapore, teatro Kim-Trump, vi fu la dichiarazione che prevedeva, a fronte di un impegno sulla sicurezza a favore del Nord, la “completa denuclearizzazione” della penisola. Da allora, tuttavia, i negoziati sono finiti in fase di stallo tra Washington che spingeva per un percorso irreversibile sul nucleare e Pyongyang che voleva un allentamento delle sanzioni. Domenica Trump ha ammesso che c’erano discussioni in corso con Kim con cui lui stesso aveva ‘indirettamente’ parlato.

Pechino mediatrice
ma partita dazi aperta

Problemi tra Washington e Pyongyang, ma non soltanto, vista la partita in corso sul fronte dei dazi (vedi il suicidio Apple ottenuto da Trump). Ormai noti i molti incontri avvenuti ad Hanoi tra funzionari Usa e del Nord dedicati proprio al secondo faccia a faccia tra Kim e Trump, dopo quello di Singapore. Il Vietnam, che nelle scorse settimane ha offerto la sua disponibilità a ospitare l’evento, vanta relazioni diplomatiche con Usa e Corea del Nord ed è il simbolo di un Paese comunista che ha riformato la sua economia. Kim che cerca il sostegno della Cina nel negoziato con Trump, utile anche per Pechino nel complesso dossier sul commercio con Washington.

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