martedì 19 marzo 2019

Stati Uniti market afghano e Siria, 60 anni fa Alaska russo comprato

Da Donald Trump a Dwight Eisenhower, e scusate l’accostamento, colpa della storia. Gli Stati Uniti in ritirata da terre e conflitti dove non c’è più convenienza a restare, (Siria e l’Afghanistan sempre più Vietnam del destino). America First e alleati traditi (i curdi) oggi.
-Il 3 gennaio 1959 -60 anni tondi- Eisenhower, trentanovesimo presidente Usa, si annette l’Alaska che gli zar russi dilapidatori si erano venduto nel 1867, per poi aggiungere le isole Hawaii, come 51esimo Stato dell’Unione.
-In secolo americano che con Trump sta esaurendosi.

Due stelle in più

Stati Uniti market, 60 anni fa si annettevano l’Alaska
Il 3 gennaio 1959 Dwight D. Eisenhower, trentanovesimo presidente degli Stati Uniti d’America, visse un momento di grande popolarità: l’Alaska, un territorio esteso un milione e mezzo di chilometri quadrati, fu proclamata stato federale e ciò rese necessario la modifica alla bandiera nazionale che avvenne ufficialmente il 4 luglio successivo apponendo la quarantanovesima stella bianca nel riquadro blu. Non fu tuttavia l’ultima modifica alla bandiera, perché nello stesso 1959, ma in agosto, il congresso degli Stati Uniti accettò anche il cinquantesimo stato dell’Unione, ovvero le isole Hawaii, ripetendo la cerimonia dell’apposizione della stella (la cinquantesima) sulla bandiera il 4 luglio 1960. Nell’immaginario nazionale degli americani e per la ricorrenza obbligata del 4 luglio, anniversario dell’indipendenza, Eisenhower aggiunse ai propri meriti anche quello di essere stato il presidente che aveva aggiunto due nuovi stati all’America.

L’assegno pagato allo Zar per l’acquisto dell’Alaska

L’Alaska russo

In realtà l’Alaska non poteva definirsi proprio nuova di zecca: nel 1867, quando la guerra civile americana si era conclusa da meno di un paio d’anni e quando Roma non era ancora diventata la capitale d’Italia, l’impero russo l’aveva ceduta all’America per la rispettabile cifra di sette milioni e duecentomila dollari, corrispondenti a un valore attuale di circa centoventi. Il territorio, secondo stime dell’epoca, era popolato da poco più di diecimila occidentali (dei quali meno di un quarto russi) e circa ottantamila esquimesi, ma se ne intuiva con acuta lungimiranza un grande valore strategico. La Russia, all’epoca in pessimi rapporti con l’impero britannico, ne temeva la presenza in Canada e ricordava ancora che durante la guerra di Crimea navi inglesi avevano bombardato le sue coste affacciate sul Pacifico. Gli Stati Uniti, nonostante rapporti formalmente buoni con l’impero britannico, non avevano invece dimenticato che gli inglesi durante la guerra civile avevano invece parteggiato per i confederati e temevano essi stessi l’espansione della colonia anglo-canadese. Date queste premesse l’accordo non fu difficile.

L’americanizzazione del 1867

La dottrina di Monroe

A questo si aggiunga che la cifra offerta per la cessione non era affatto da sottovalutare, soprattutto per un paese come la Russia cronicamente in difficoltà finanziare. L’affare – si racconta – fu concluso nella notte tra il 29 e il 30 marzo 1867 e gli americani ebbero l’occasione per ribadire le loro idee già concepite ai tempi del presidente Monroe: la sicurezza degli Stati Uniti d’America doveva essere continentale. Dopo il fallimento dell’impresa messicana sostenuta da Napoleone III, visto a Washington dal dipartimento di Stato come una minaccia, per pochi spiccioli (si fa per dire …) si offriva ora l’opportunità di estendersi anche a nord lungo la costa del Pacifico. Il 19 giugno dello stesso anno – sembra anche con il consenso tacito degli Stati Uniti – lo sfortunato imperatore Massimiliano d’Asburgo fu fucilato dagli insorti messicani e il disegno americano di potersi affacciare liberamente sull’oceano dall’estremo nord alla costa della California, nonostante l’interruzione del Canada, poteva dirsi compiuto.

Isole Hawaii, geografia strategica

La presidenza Eisenhower

Giudicare ora tutta la presidenza Eisenhower solo per due stati o due stelle in più sulla bandiera sarebbe banale ed eccessivo, ma è importante piuttosto considerare il clima in cui si svolse quel mandato. Non mancarono affatto difficoltà o controversie, ma il presidente era molto amato, era l’uomo che aveva condotto alla vittoria il paese nella Seconda guerra mondiale, che parlava pacatamente e che guidava una grande potenza, mentre nell’opinione pubblica cresceva la consapevolezza di vivere nel mezzo del ‘secolo americano’. Non erano nemmeno tempi facili perché si viveva in pieno ancora il clima della ‘guerra fredda’ e basti ricordare che l’aereo spia U2 fu abbattuto proprio il 1° maggio 1960 provocando un grave e impacciato imbarazzo proprio a Dwight D. Eisenhower. Era però finita l’era avvelenata del maccartismo e cominciavano le imprese spaziali, mentre un candidato ancora sconosciuto teneva alla convezione democratica di Los Angeles uno strano discorso in cui si parlava di una «nuova frontiera».

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