martedì 19 marzo 2019

Conto corrente e agenda di Angela, GermanLeask, spiati tutti i politici

Tra il ridere e il preoccuparsi. Numeri di telefono, estratti conto e password di tutti i politici di un certo peso diffuse da un account Twitter di Amburgo.
-Ennesimo flop dell’intelligence tedesca: se n’è accorta la radio pubblica di Berlino.
-Tutti spiati e svelati, tranne che l’ultra destra dell’Afd.

In piazza web tutto il privato
dei vertici politici tedeschi

GermanLeask, spiati tutti i politici, servizi segreti colabrodo
Per badare al sodo, le cifre di estratto conto e carta di credito e gli estremi dei documenti d’identità. Per le curiosità più politiche o intime, i numeri nella rubrica del cellulare alle password delle mail, dal registro delle chat private. Migliaia di dati sensibili ultra-riservati rubati a centinaia di politici di tutti i partiti della Germania, ad eccezione di Alternative für Deutschland, l’ultra destra un po’ filo nazi, privilegiata forse non a caso. Colpite le più alte cariche dello Stato: la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier.
Tutto questo diffuso in rete lo scorso dicembre -pre regalo natalizio- da account Twitter di Amburgo con 17.000 follower, di cui si sono accorti non gli apparati di sicurezza dello Stato, ma giovedì scorso la radio pubblica Rbb di Berlino. Facendo esplodere il più grande episodio di spionaggio digitale dai tempi della Guerra fredda.

Oltre la beffa, pericolo reale

«Un autentico attacco alla democrazia e alle istituzioni», denuncia la ministra della Giustizia Katarina Barley finalmente avvertita, oltre che spiata. Una fuga di notizie molto peggiore dello ‘scandalo Nsa’ l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale Usa che spiava il mondo (adesso non più?) svelato nel 2013 da Edward Snowden. Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), il servizio di controspionaggio, ormai coperto di ridicolo, alla ricerca di riscatto, sta cercando di ricostruire l’origine del mega-furto informatico. Con tutte le ipotesi dei nemici in campo, salvi solo i marziani: hacker russi (sempre molto accreditati), o cinesi (peggio ancora), o di casa, ad esempio ‘la galassia dell’estrema destra’ -l’esclusione dalle spiate dell’Afd solleva sospetti- di cui però, per il momento, non ci sono prove di coinvolgimento. Tra i bersagli del cyber-attacco ministri e vertici politici nazionali e regionali di tutti i partiti dell’arco costituzionale.

Solo attacco sfida o peggio?

Nelle sedi del Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV) e dell’Ufficio federale per la sicurezza informatica (Bsi) sostengono che la «rete confidenziale dello stato non è stata intaccata dagli hacker» mentre la ministra della difesa, Ursula von der Leyen, garantisce sull’assoluta tenuta del network militare, riferisce Sabastiano Canetta da Berlino. «Almeno per quanto riguarda la cancelliera, per adesso, sembra che non siano andate perdute informazioni particolarmente segrete», prova a rassicurare la portavoce del governo nella conferenza stampa di pessimo inizio anno. Nel bottino degli hacker c’è l’inutile numero di fax di Angela Merkel -scrive il Manifesto- ma anche diverse sue mail private, di pubblico dominio da almeno un mese a cui troppi non hanno prestato attenzione. Qualche rivelazione, grazie alla Rbb (la Rai di Berlino), cui si deve la scoperta giornalistica, ma non tutto.

Segreti (e Servizi) colabrodo

Per ora si sa -sempre Canetta da Berlino- che «le informazioni riservate sono state caricate sul web sotto forma di calendario dell’Avvento «di tono tra il satirico e l’artistico» alla fine di dicembre prima che l’account attivato ad Amburgo venisse chiuso per sempre”. Secondo Die Welt gli hacker sono riusciti a mettere sotto controllo 410 deputati della Cdu, 230 parlamentari socialdemocratici, 106 esponenti dei Verdi, 91 della Linke oltre la trentina di liberali. Il solo partito cui non risulta sia stato sottratto un singolo byte è Afd, nonostante l’attacco abbia colpito ogni livello della rappresentanza istituzionale, piega la speaker della Grande coalizione, Martina Fietz. Indagini difficili, mette le mani avanti l’Ufficio federale di polizia criminale e una sola certezza: l’ennesimo flop dell’intelligence nazionale tedesca sul fronte della protezione di dati sensibili per la Bundesrepublik.

Da se quanto visto può accadere nella Grande Germania, qual’è la situazione della cybersicurezza nella nostra piccola a confusa Italia? Da occuparsene al più presto.

Potrebbe piacerti anche