domenica 18 Agosto 2019

80 miliardi in guai, catastrofi, morti per il surriscaldamento del pianeta

Clima. Il cambiamento climatico sta distruggendo l’economia del pianeta. Negli ultimi 20 anni sono andati in fumo migliaia di miliardi di dollari. I disastri naturali non colpiscono solo i paesi poveri ma anche le zone ricche. Nel 2018 Usa e Giappone bersagliati da uragani ed incendi. Senza scelte forti il mondo corre verso il precipizio

Clima, allarmi ignorati

Clima. Nemmeno il preoccupatissimo allarme lanciato dal rapporto 2018 sul cambiamento climatico dell’IPCC (gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici che fa parte delle Nazioni Unite) è  riuscito a far cambiare idea ai vari governanti del pianeta sulla necessità, non più rimandabile, di cambiare il modo in cui viene gestita l’energia, i suoli, l’industria, le costruzioni, i trasporti e le città. La dimostrazione sta tutta nella recentissima Cop24 tenutasi recentemente in Polonia. Dall’incontro internazionale sul clima infatti non è scaturito nessun accordo concreto.

2018, anno monito

Il 2018 è stato un anno tremendo per il global warming, il riscaldamento globale che, nonostante venga ancora negato da diversi paesi per interessi meramente economici, in realtà è divenuto una realtà sempre più tangibile della vita dell’uomo. Gli effetti sul clima si sono manifestati soprattutto attraverso eventi disastrosi a livello meteorologico. Senza una assunzione di responsabilità e scelte coraggiose sarà difficile concretizzare l’Accordo di Parigi sul clima e assumere impegni adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5° in più, prima che sia catastrofe.

Miliardi andati perduti

A dimostrare che la strada che si sta percorrendo, porta verso il precipizio, esiste un indicatore verso il quale non si dovrebbe rimanere indifferente. I primi 10 disastri climatici del 2018 hanno provocato danni per 75 miliardi di euro (circa 85 miliardi di dollari). Le cifre sono state rese note dall’organizzazione britannica Christian Aid e poi rilanciate da New York Times e dall’agenzia Reuters.

Poveri e ricchi colpiti nel 2018

La lista degli avvenimenti più traumatici è guidata dagli uragani Florence e Michael che hanno provocato catastrofi per 32 miliardi di dollari, devastando le coste degli Stati Uniti, Caraibi e America Centrale. Particolarmente grave, sempre negli Usa, la situazione creata dai numerosi incendi di enormi proporzioni. Danni per 9 miliardi di dollari gravano sulle tasche dei contribuenti oltre alla scia di morti e alle migliaia di case distrutte in stati come la California.
Il Giappone l’autunno scorso ha dovuto affrontare le emergenze causate dal tifone Jebi, e in questo caso, oltre 9 miliardi di dollari è il prezzo per la ricostruzione di ciò che è stato spazzato via dalla furia degli elementi. Come ha dichiarato il capo dipartimento sul clima di Christian Aid, Kat Kramer: «per molte persone, il cambiamento climatico ha impatti devastanti sulle loro vite e mezzi di sostentamento già ora».

Un excalation inarrestabile

Eppure gli esperti hanno a più ripreso lanciato avvertimenti, compresi quelli contenuti da uno studio dell’Onu per la riduzione dei rischi ambientali redatto da Unisdr e il Centro di ricerca sulla epidemiologia dei disastri (Cred). Escludendo i terremoti non legati al clima, catastrofi come maltempo, temperature estreme, siccità, tsunami e cicloni tropicali sono considerevolmente aumentati negli ultime 20 anni insieme alle perdite economiche, cresciute del 151% rispetto al ventennio 1978-1997. Si è così raggiunta la cifra record di 2245 miliardi di dollari andati in fumo.

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