martedì 19 marzo 2019

Problemi italiani con Kim Jong-un, l’ambasciatore a Roma in fuga?

Corea del Nord, diserta l’ambasciatore a Roma? “Ha chiesto asilo all’Italia” afferma il quotidiano della Corea del Sud JoongAng, ma la Farnesina smentisce.
-Smentisce solo che abbia chiesto asilo in Italia. Qualcosa che non funziona c’è. Più che alla Farnesina, chiedere all’Aise.

Guai italiani resi
noti via Pechino

Problemi italiani con Kim Jong-un
PECHINO – «Jo Song-gil, per oltre un anno ambasciatore nordcoreano ‘reggente’ in Italia, ha chiesto asilo con la sua famiglia a inizio dicembre in un “imprecisato Paese occidentale”». Lo ha detto l’intelligence di Seul in una audizione parlamentare, ha riferito alla Yonhap il deputato Kim Min-ki. Il JoongAng Ilbo ha scritto che Jo è sotto protezione del governo italiano da inizio dicembre in vista della richiesta di asilo politico “in un imprecisato Paese occidentale”.
Jo Song-gil, 48 anni, ha ricoperto il ruolo di incaricato d’affari dal 9 ottobre del 2017 dopo l’espulsione dell’ambasciatore Mun Jong-nam in risposta al sesto test nucleare di settembre dello stesso anno fatto da Pyongyang violando le risoluzioni dell’Onu ed è conosciuto come “il figlio o il genero di un funzionario dei livelli più alti” del Nord, ha aggiunto il quotidiano.
All’Ansa, però, fonti della Farnesina smentiscono: “Non risulta una richiesta d’asilo da parte di un funzionario nordcoreano.

Jo Song-gil, il diplomatico nord coreano ‘scomparso’

«Richiesta d’asilo all’Italia», dice la furba diplomazia. Se poi Jo e famiglia sono ospiti di qualche altro governo non e questione. italiana.. Dov’è finito l’ambasciatore di Pyongyang? Più che alla Farnesina occorrerebbe chiedere all’Aise, i servizi segreti.

Profughi privilegiati

Problemi di politica internazionale sopratutto sul fronte americano, con l’incontro bis tra il leader nord coreano a Trump in preparazione da tempo. Ma rimaniamo alle fughe dal despota (da notare la variabile tra presidente o leader o despota o tiranno a variabile politico diplomatica). L’ultimo alto diplomatico nordcoreano a disertare è stato Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016. Chi sa di cose orientali racconta che i diplomatici nordcoreani impiegati all’estero sono spesso tenuti a lasciare in patria diversi membri della famiglia – in genere bambini – per scoraggiare la loro defezione. Tuttavia Jo è arrivato a Roma nel maggio 2015 con moglie e figli, probabilmente perché appartiene a una famiglia privilegiata, suggerisce il quotidiano JoongAng. Sconosciuti al momento i motivi della probabile diserzione.

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