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giovedì 17 Ottobre 2019

Italiani bersaglio in Afghanistan, chi tace e chi fa finta di niente

Afghanistan bomba, crisi grave e vergogna assoluta.
-Uno o due militari afghani che noi italiani stiamo addestrando hanno puntato il loro RPG anticarro contro un blindato italiano e per poco non lo hanno fatto arrosto con i nostri soldati dentro.
-Da notizia di prima pagina a trafiletto di convenienza politica e attenzione giornalistica da post brindisi e cenoni (per essere buoni)

Militari italiani in Afghanistan
diventati ufficialmente bersaglio

Italiani bersaglio in Afghanistan, chi tace e chi fa finta di niente
Il razzo Rpg, l’anticarro che ieri ha sfiorato il blindato Lince dell’esercito italiano nella provincia di Herat è stato un ‘insider attack’. «Fuoco amico», se là ci sono degli amici veri. L’autore/gli autori, variabili afghane di ogni verità possibile, uno/due poliziotti afghani che noi italiani contribuiamo ad addestrare, ma per sparare contro i talebani. ‘Due traditori’, secondo Noorullah Qaderi, Comandante del Corpo militare 207 Zafar. Solo un ‘militante ribelle travestito da poliziotto’, secondo il comunicato di Resolute Support, la missione della Nato. Verità variabili con la sola certezza dei militari italiani diventati bersaglio. E questa volta sembra proprio ci sia andato di .. fortuna. Colpo fuori bersaglio, vicino ma non troppo. Altrimenti saremmo costretti a raccontarvi ben altro.

Basta minimizzare e far finta

Ministero della Difesa e Stato Maggiore che raccontano il fatto con la stessa enfasi di una inutile visita di qualche ministro al contingente: «un mezzo Lince è stato oggetto del lancio di un razzo anticarro, il razzo non ha colpito direttamente il mezzo, esplodendo nelle vicinanze dello stesso, provocando leggeri danni, nessun allarme, i nostri militari stanno bene e in sicurezza». Notizia al Tavor. L’ufficiale addetto fa il suo, grave che nessun giornale (o quasi), rilevi da subito la gravità e rilevanze del fatto. Eppure, è accaduto in piccolo come a Kandahar in ottobre, quando due guardie del corpo hanno ucciso il capo delle spie locali e un loro generale, mancando per un pelo il generale Usa Scott Miller. Ma prima ancora, sette anni fa lutto di casa, quando un militare dell’Afgan Army, uccise l’alpino Luca Sanna, 33 anni, di Oristano.

Falso Afghanistan per non decidere

Troppe frottole ad utilità politica contingente sull’Afghanistan di oggi dove tutto non va affatto bene, dal controllo del territorio alla fiducia tra soldati afghani e stranieri. L’intelligence tace perché non può venire a raccontare che nel Paese dove noi stiamo dando soldati e vite e soldi da 16 anni, le cose vanno da male in peggio: sempre più vittime civili, governo nazionale di ‘unità’ solo a litigare’, tanto da vedersi imposto dagli americani il rinvio delle elezioni presidenziali previste per il 20 aprile, forse al 1°luglio. Per noi italiani, nel frattempo, ancora a minimizzare (fin che ci fa bene), in attesa di trovare una scappatoia letterale, un come andarcene salvando vite e faccia. 895 soldati che, secondo i dati del rapporto Milex 2018 sulle spese militari, tra costi diretti e indiretti in 16 anni ci è costata 7,8 miliardi e troppe vite.

AVEVAMO DETTO

Afghanistan, chi rimane è perduto, cecità Usa servilismo italiano

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