Privacy Policy
mercoledì 20 20 Novembre19

Oroscopo geopolitico 2019: troppi matti e incapaci al comando

‘Troppi di attori ormai capaci di generare sorprese sulla scena internazionale’,
-Chi di voi, anche il più a destra, persa che Trottola Trump sia un vero leader, una persona affidabile?
-Troppe teste di legno mezzi matti e criminali al potere, per il primo giorno dell’anno che impone un po’ di sincerità.

Troppe mezze calzette
o mezzi matti al potere

Oroscopo geopolitico 2019: troppi matti e incapaci al comando
‘Troppi di attori ormai capaci di generare sorprese sulla scena interna ed internazionale’, scrivono gli analisti seri. Anche troppe teste di legno e mezzi matti al potere, per il primo giorno dell’anno che impone un po’ di sincerità anche nel linguaggio giornalistico. Chi di voi, anche il più a destra, persa che Trottola Trump sia una leader, una persona affidabile?
Andiamo a fatti che riusciranno quasi certamente ad imporsi nella partita favorevoli e contrari. «I grandi trend», li chiama Giulio Virgì su Sputnik. Per fare pari leggiamo dal Wall Street Journal che oscilla tra ripresa o addirittura un crollo del mercato azionario americano.

«Altamente probabile ulteriore instabilità», e non è oroscopo della sfiga. Avete visto cambiare qualcosa nella cause scatenanti delle molte crisi 2018, e le rivalità tra le maggiori potenze del pianeta, nonostante i presunti amori elettorali tra Trump e Putin, continuano a logorarsi arsi, per non parlare di Cina-Una (e Ue), sul fronte del commercio.
Guai tra grandi potenze ma, peggio, ricaschi politico economici su regioni del mondo legate variamente ai tre blocchi, parti del mondo nelle quali gli equilibri siano già precari o già sono addirittura in corso conflitti.

Europa, Russia, Cina, Iran:
il nuovo G4 contro gli USA?

Stati Uniti, Cina, Russia ed Europa a colpi di armi economiche, e crescono gli aruspici dell’inizio di una nuova recessione a dimensione planetaria. Trump che litiga con la Federal Reserve, perché teme una frenata dell’economia, il suo vanto, la sola cosa che lo rende sopportabile. Probabilmente e naturale esaurimento di un lunghissimo ciclo espansivo iniziato da Obama, ma certo le guerre commerciali scatenate dalla Casa Bianca hanno il loro peso sul peggioramento della situazione.
Dazi e tariffe Usa, faccia pure finta Pechino, stanno avendo ripercussioni sulla salute economica della Repubblica Popolare. Quella tra Stati Uniti e Cina è una vera guerra economica, anche se nessuno ancora ce lo dice

Altri intrecci economia politica? I prezzi del petrolio, ad esempio, che nessuno attualmente sembra il grado o di stabilizzare o di far crescere, o comunque di governare. Come ha scritto sopra Piero Orteca, mondo più complesso e quindi imprevedibile che fa il paio con ‘ingovernabile’. Russia, Arabia Saudita, Iran e tutti gli altri maggiori esportatori di greggio e gas potranno andare incontro a grossi problemi, meno soldi e maggior rischio di problemi locali. A vantaggio della pace e dello sviluppo mondiale? Salvo che non vinca chi pensa che conflitti e attentati possano generare ondate di acquisti energetici precauzionali.

BCE dopo Mario Draghi
tra rigore e sviluppo

Anche l’Europa rischia di pagare un prezzo alla crisi economica che si profila. Da gennaio la Bce chiude il programma di acquisti di titoli sovrani nella zona dell’euro. Problemi per gli Stati più indebitati, vedi Italia, a caccia di sempre più improbabili compratori. Mario Draghi sta per concludere il proprio mandato. Un nuovo banchiere centrale seguace dell’ortodossia monetaria, potrebbe causare un mare di guai.
Ed ecco che in caso di grave recessione mondiale, l’Ue sarebbe a sua volta a rischio. Temi per l’ormai imminente campagna elettorale che precederà il voto per il rinnovo del Parlamento europeo.

La previsione di un’eventuale forte affermazione dell’internazionale populista il prossimo maggio, nell’eterno contrasto tra rigore e sviluppo, senza verità scientifica accettata. Al momento i numeri dei sondaggi vanno in una direzione differente, leggiamo dalle fonti già citate, in contrasto su tutto meno che su un indirizzo anti europeista.
Ridimensionamento dei partiti appartenenti alle principali ‘famiglie politiche’ europee, socialdemocratici, democristiani, liberali, senza che però emergano forze nuove effettivamente in grado di contendere il controllo dell’Europarlamento, salvo il risultato di ridurre ulteriormente la coesione dell’Ue.

Potrebbe piacerti anche