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martedì 15 Ottobre 2019

2018 addio, non ti rimpiangeremo (speriamo)

Cosa è successo nel 2018? Valutazioni assolutamente arbitrarie, quasi come quelle sulla manovra economica del governo che forse capiremo, oltre le promesse, a 2019 inoltrato.
-Un anno di eventi in Italia e nel mondo.
-Dal ponte di Genova ai ragazzini thailandesi bloccati nella grotta.
-E poi Trottola Trump che pensa di poter trattare il mondo a sganassoni.

Tra i titoli italiani: il dramma dei migranti, le elezioni, il crollo del ponte di Genova.
Successione per date, e scusate le inevitabili omissioni.
Per le felicità, ognuno provveda all’elenco suo.

2018 addio, non ti rimpiangeremo

1. A gennaio le donne scendono in piazza a Washington per difendere i loro diritti: è la women’s march, e forse cambierà qualcosa nelle elezioni presidenziali Usa del 2020.
2. È il 14 febbraio quando gli Stati Uniti vengono scossi dalla tragedia nella scuola di Parkland in Florida: un ex allievo irrompe armato nell’istituto e uccide 17 persone. I sopravvissuti cominciano una battaglia per la regolamentazione delle armi che sfocia in una enorme manifestazione a Washington a marzo. Emma Gonzalez diventa un’icona, il suo discorso fa il giro del mondo.
3. Il 4 marzo l’Italia vota per scegliere il nuovo governo. Dopo mesi di caos istituzionale nascerà l’esecutivo gialloverde guidato da 5 Stelle e Lega. Giuseppe Conte è il premier sotto tutela dei due vice politici Salvini e Di Maio.
4. A maggio Maduro viene rieletto presidente del Venezuela, mentre l’Irlanda, in uno storico referendum dice sì alla legalizzazione dell’aborto.
5. Giugno è il mese dell’odissea dell’Aquarius. Alla nave di Sos Méditerranée con a bordo 630 migranti salvati in mare viene impedito di sbarcare nei porti italiani. La accoglie Valencia dopo giorni di stallo e polemiche.
6. A luglio il mondo trema per la sorte dei ragazzini di una squadra di calcio thailandese bloccati nella grotta. Ne usciranno tutti salvi dopo 18 giorni.
7. La Francia vince i mondiali di calcio.
8. L’estate degli italiani viene sconvolta dal crollo del ponte Morandi a Genova. Il 14 agosto la struttura cede all’improvviso inghiottendo le macchine che la stanno attraversando. Muoiono 43 persone.
9. A settembre l’uragano Florence uccide oltre 50 persone negli Stati Uniti.
10. A ottobre comincia per la premier May un periodo di fuoco: fatica a trovare un accordo con l’Europa per la Brexit che una volta raggiunto viene sommerso di critiche in Gran Bretagna. Stallo e tutto rimandato a gennaio.
11. Intanto nel consolato dell’Arabia Saudita in Turchia si consuma una tragedia. Il reporter saudita Kahshoggi viene torturato e ucciso da agenti del suo Paese. I sospetti arrivano fino al principe Mohammed bin Salman.
12. A novembre gli Stati Uniti tornano a votare per le elezioni di metà mandato. Trump e i repubblicani reggono al Senato, ma l’onda blu dei democratici riempie la Camera di tantissime donne, giovani, minoranze che riportano la realtà e le sue tante facce nei palazzi del potere.
13. Intanto migliaia di migranti partiti dall’Honduras concludono la loro lunga marcia attraverso il Centroamerica verso gli Stati Uniti dove cercano di entrare superando muri, lacrimogeni e il pugno duro dell’amministrazione Trump.
14. A dicembre la Francia viene travolta dalla rabbia dei gilet gialli che protestano contro il governo Macron.
15. L’Italia invece piange i sei morti della tragedia della discoteca di Corinaldo, provincia di Ancona dove 5 ragazzi e 1 donna muoiono nella calca scatenata da dello spray al peperoncino spruzzato nella sala piena di gente in attesa del concerto di Sferaebbasta.
16. Dopo mesi torna la paura degli attentati nel cuore dell’Europa: un uomo spara al mercatino di Natale di Strasburgo e uccide 5 persone. Fra loro il giornalista italiano di soli 28 anni Antonio Megalizzi.

Trottola Trump giostra sul mondo

Protagonista inevitabile dei fatti del mondo, l’americani Donald Trump, che riesce a proporci come statisti planetari il russo Vladimir Putin e il cinese Xi Jinping.

  • L’anno si chiude con la rinnovata minaccia del terrorismo contro l’Europa, ma si era aperto con la grande attesa per l’incontro tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un, destinato ad abbassare la tensione mondiale dopo mesi di minacce di guerra nucleare. L’occasione per la distensione arriva con le Olimpiadi invernali in Corea del Sud, che spianano la strada al dialogo tra i due. Una Corea del Sud che vuole liberarsi dagli ultimi lacci da guerra fredda, e un Kim Jong-un che è meno Cicciobello di quanto qualcuno lo vuole caricaturare.
  • Dunque, il 2018 è l’anno in cui la minaccia di uno scontro armato tra Usa e Corea del Nord si risolve con un incontro storico, il 12 giugno a Singapore. A precederlo c’erano state tensioni alimentate da esplosioni atomiche sperimentali sotterranee, lancio di missili balistici oltre il Giappone e dichiarazioni al vetriolo di ogni tipo, con il capo della Casa Bianca pronto e definire il leader nordcoreano Kim Jong-un “rocketman” e l’altro a dargli del vecchio ricoglionito. Batture grevi e la gara a chi ha il ‘pulsante atomico’ più grosso, con giovanotto orientale che se la ride.
  • Per fortuna c’è chi non misura il pulsante ma pesa il cervello usandolo. Primi segni di disgelo alle Olimpiadi invernali in Corea del Sud, il cui presidente dal Sud, finalmente un pacifista, Moon Jae-in ha poi incontrato Kim Jong-un. Un pezzo di quasi pace sul fronte orientale (e grazie sopratutto alle ‘spintarelle cinesi su Pyangyang), e subito parte la guerra dei dazi dichiarata da Trump proprio alla Cina. Protezionismo Usa che colpisce soprattutto Pechino, ma anche l’Europa, con tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio importati negli Usa anche dall’UE.
  • Nel mirino finisce una serie di prodotti commerciali, ai quali Trump minaccia di aggiungere anche le auto, scatenando una dura reazione europea, che se poi, i rischi di ritorsione, portano a congelare il provvedimento temporaneamente. Al G20 in Argentina, a dicembre, l’imprevedibile Trump e l’omologo cinese Xi Jinping siglano una tregua che scongiura per ora il temuto rischio di escalation della guerra commerciale tra le due potenze. Tra gli impicci anche commerciali internazionale, anche il ‘Buco Nero’ Brexit. Vado, non vado, rottura, accordo, ed ora esce fuori un possibile rinvio.
  • Midterm negli Usa: le elezioni di metà mandato, campagna elettorale rovente e accompagnata dal caso dei “pacchi-bomba” recapitati a esponenti democratici e vicini all’ex presidente Obama. Ma il risultato non causa alcun temuto terremoto. Il presidente Trump non è coinvolto direttamente ma i suoi tifosi sempre più estremisti sì. Come da tradizione il voto di metà mandato penalizza il partito del presidente in carica e la Camera passa ai Democratici, mentre i Repubblicani mantengono il controllo del Senato. Pareggio, ma partita politica sofferta per i prossimo due anni.
  • La temuta (da Trump) “onda blu” (dal colore dei Democratici) non c’è. Nella conferenza stampa post voto Trump si dice sicuro di “poter lavorare bene” e auspica di “poter mettere fine alle faziosità” (sempre quelle degli altri). I nuovi eletti si insedieranno a gennaio, occorrerà attendere per vedere se i deputati potranno ostacolare l’operato del presidente. Sicuramente per la presidenza meno spazio alle trovate provocatorie. Poi da valutare che conseguenze potranno esserci nel Russiagate, che si sta avvicinando al presidente col possibile arresto del suo avvocato, bugiardo confesso.
  • Il 2 ottobre il giornalista saudita Jamal Khashoggi entra nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul, in Turchia. Non ne uscirà più vivo, ucciso nella sede diplomatica. Secondo alcuni media, il reporter viene ‘Tagliato a pezzi’ e i suoi resti sarebbero stati rinvenuti nel giardino della residenza. Le indagini indicano che a compiere materialmente il delitto sarebbe stato un commando di una quindicina di persone della scorta del principe ereditario saudita Bin Salman. Crisi nei rapporti Usa-Arabia Saudita con Trump che difende in contratti di vendita armi per miliardi. Pessime amicizie.

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