giovedì 23 maggio 2019

Alleanza Ue-Cina anti Trump svelata da documenti segreti

La pubblicazioni di alcuni documenti riservati di Bruxelles getta una nuova luce sui rapporti Ue-Cina svela EastWest.
-Ed emerge il tentativo di fare causa comune contro il protezionismo trumpiano

L’inaffidabile di Washington

Alleanza Ue-Cina anti Trump. Una serie di documenti interni della diplomazia europea rivelati dal New York Times, che raccontano alcuni particolari rilevanti della relazione tra i due giganti Unione Europea e Cina. A discutere di un fastidioso e ormai inaffidabile terzo incomodo americano. Europa e Cina, sino a ieri a colpi di piccoli accordi tra il gigante orientale e i tanti piccoli stati dell’Unione.
La politica di Trump però ha cambiato qualcosa dopo l’affermazione del presidente degli Stati Uniti secondo il quale il vero nemico degli Usa sarebbe proprio Bruxelles. E lo si è visto in occasione del summit tra Cina e Ue di questa estate, spiega Simone Pieranni.
Nella dichiarazione finale firmata dal presidente della Commissione europea Juncker e dal premier cinese Li Keqiang, i continui riferimenti ai mercati aperti, liberi, trasparenti – in contrapposizione al protezionismo trumpiano.
Oltre alle questioni climatiche del trattato di Parigi dal quale Washington si è defilato, e dal Wto, le regole commerciali, che Trump vorrebbe far valere solo a suo comodo.

Ottimi propositi e non solo

Alcuni leaks di comunicazioni riservate interne alla Ue pubblicati dal New York Times permettono di guardare con un altro sguardo ai rapporti tra Cina e Ue.
«I cable più importanti riguardano alcune considerazioni di Xi Jinping su Trump e Putin, alcuni scambi negoziali tra i leader di Cina e Bruxelles e infine la preoccupazione europea per l’attivismo cinese in Africa», svela EastWest.
Riporta il Guardian, «l’affermazione di Xi secondo cui “gli Stati Uniti si stanno comportando come se stessero combattendo in una partita di boxe senza regole». Secondo il premier cinese, Washington sarebbe impegnata a fare a pezzi le regole di quel club mondiale cui la Cina ha aspirato così a lungo di fare parte.
Ed ecco il passaggio chiave: secondo i documenti emergerebbe la volontà cinese di «fare causa comune con l’Ue nel difendere gli elementi di base del sistema commerciale internazionale basato sulle regole, contro l’instabilità causata dalle attuali azioni degli Stati Uniti».

Un ordine basato sulle regole

Cina e Ue “condividono l’interesse a difendere un ordine basato sulle regole”, che l’Ue che qualcosa rimprovera alla Cina. La richiesta a Pechino a trattare l’Unione come un’unica entità politica ed economica, anziché trattare bilateralmente con i singoli Stati, condizione preferita sino ad oggi dai cinesi che nell’uno a uno possono far valere il proprio potere contrattuale.
Nei documenti rivelati dal New York Times, anche la Cina in Africa. L’Unione europea riconosce che «la politica estera assertiva di Xi ha un impatto sull’Africa. La Cina è più sicura di sé, con un maggiore controllo sull’economia e sulla società in generale. Fornisce un modello di sviluppo centrato sullo Stato come modello alternativo per i Paesi in via di sviluppo (la Cina è apertamente critica nei confronti della democrazia, considerata un modello obsoleto)».
Problema di democrazia in Cina, ben oltre le pur presenti spinte autoritarie che emergono in Europa da piccoli protagonisti modello Orban, o Salvini o gruppo di Visegrad.

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