mercoledì 23 gennaio 2019

Afghanistan, ritirata con l’inganno, via i soldati, arrivano i mercenari

Dietro l’annunciato rientro di 7mila militari Usa e le dimissioni del Segretario alla Difesa Jim Mattis vi sarebbe un piano per la privatizzazione della guerra proposto alla Casa Bianca da Erik Prince, il discusso fondatore di Blackwaters.
-Conflitto afghano in un subappalto affidato a soli 5500 mercenari appoggiati da 90 aerei privati e squadre di elicotteri.

We are coming

Afghanistan, ritirata con l’inganno, via i soldati, arrivano i mercenari
«Stiamo arrivando», ‘we are coming’, l’annuncio pubblicato sulla rivista di armi americana ‘Recoil’ e firmato «Blackwater», svela Gian Micalessin, che ha la memoria buona e sa collegare i fatti. L’annuncio della operatività del piano di Erik Prince, «il discusso “principe nero” fondatore di Blackwater, la controversa compagnia di mercenari già protagonista della guerra in Iraq», come viene definito. «Con me spendereste meno di un quarto dei 45 miliardi di dollari sprecati ogni anno senza riuscir a vincere la guerra in Afghanistan. E non vedreste più i soldati americani tornare nei sacchi plastica», aveva proposto all’inizio della presidenza Trump, e ora, affare fatto!

Guerra in subappalto

Conflitto afghano in un subappalto affidato a soli 5500 mercenari appoggiati da 90 aerei privati e squadre di elicotteri. «Un piccolo esercito privato dal prezzo contenuto, capace di evitare sia l’imbarazzo dei caduti, sia i costi sociali di feriti e reduci». Il piano, intitolato “Economia strategica di forza” e riportato anche da Remocontro, e il trilione di dollari spesi nei 17 anni di conflitto afghano, oltre ai 4 mila soldati Usa uccisi (e i nostri 53 italiani). «Quando è in gioco la credibilità della nazione la privatizzazione non è un’idea molto saggia», aveva provato a spiegare il Segretario alla Difesa, generale Mattis, prima di essere costretto a sbattere la porta.

Vecchia Blackwaters

Ora la svolta possibile, anzi, annunciata da una ‘promozione commerciale’. Un ritorno ai mercenari di Blackwaters che, tra il 1997 e il 2010, erano già stati usati da Cia e Dipartimenti di Stato, due miliardi di dollari. Problemi comunque, anche per quella faccia tosta di Trump. Il nome di Prince resta associato alla strage di Nisour Square, la piazza di Baghdad dove, nel settembre 2007, i gli uomini di Blackwaters massacrarono 17 civili innocenti. Da quello scandalo, chiusura e trasformazione, ma col trucco da teatro, ci ricorda Micalessin. Il mercenario americano mette su un esercito privato di 800 veterani sudamericani per il principe ereditario di Abu Dhabi impiegati anche nello Yemen.

 

Frontier Services Group

Ancora ‘Bio’ dell’orrore (e dei bastardi): «Grazie ai soldi incassati con Blackwaters [Prince NdR], ha anche fondato il “Frontier Services Group” una compagnia partecipata dalle finanziarie del governo cinese con cui assicura logistica, trasporti e sicurezza alle compagnie di Pechino impegnate in Africa e lungo la “Nuova Via della Seta”». Nel frattempo Prince, famoso per aver contribuito con 250mila dollari all’elezione di Donald Trump, non ha mai allentato i legami con Washington. Fratello dell’attuale segretaria all’educazione Betsy De Vos e amico dell’ex-consigliere presidenziale Steve Bannon, altro fior di democratico sostenitore di una nuova “Compagnia delle Indie” da impero britannico.

Neo Compagnia delle Indie

«Dalle Indie all’Afghanistan, con un “viceré” responsabile di tutte le operazioni e sottoposto soltanto all’autorità della Casa Bianca», scrive Macalessin. Tra battuta e conti in tasca, i 15mila soldati americani, i 5mila militari della Nato (900 italiani) e gli oltre 30mila contractor privati che già ci sono, «verrebbero sostituiti da 5500 ex veterani delle forze speciali appoggiati da una forza aerea assai meno costosa di quella dispiegata da Stati Uniti e Nato». 5mila 500 mercenari appoggiati da appena 90 aerei a vincere dove non sono riusciti i 140mila militari di Usa e Nato? Il segreto starebbe nell’addestramento e utilizzo dei 91 battaglioni dell’esercito nazionale afghano. Tutti coglioni prima?

Al peggio non c’è mai fine

Fantasie d’azzardo. Finanziare la guerra ai talebani sfruttando i giacimenti di litio, uranio e fosforo, del valore stimato di un trilione di dollari, presenti nella provincia afghana di Helmand. Ed ecco la “Frontier Services Group” di Prince che «Potrebbe provvedere appoggio logistico alle compagnie impegnate nell’estrazione». Neo Compagnia delle Indie’ ma ora a partecipazione cinese. Chi gli da del matto e chi si fida. Tra questi ultimi (e pochi), il generale Scott Mille, da settembre a guidare il contingente Nato e le forze americane in Afghanistan. Nel frattempo Prince si starebbe ricomprando la vecchia Blackwaters venduta nel 2014 al gruppo americano Constellis e ribattezzata Academi.

SE NON CI CREDETE

https://www.news.com.au/technology/innovation/military/ominous-blackwater-is-coming-advert-raises-prospect-trump-has-privatised-war/news-story/784ce81fc6ebdd9113edba2e2da17044

Afghanistan 2018, i 45 miliardi Usa, poi privatizzare la guerra

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