domenica 18 Agosto 2019

Bombe sulla Siria e nuove colonie, campagna elettorale di Netanyahu

Israele alla urne, politiche anticipate, il 9 aprile, e il premier israeliano riprende gli attacchi contro Bashar Assad.
-A dire agli elettori che il ritiro dei soldati Usa dalla Siria e le critiche della Russia non frenano Israele contro Teheran e Damasco (salvo incidenti).
-Approvate altre 2.200 case per i coloni ebrei in terre palestinesi

Se l’inizio è questo,
aspettiamoci di tutto

Bombe sulla Siria e nuove colonie ebraiche. Natale non ebreo e non musulmano, quindi l’attacco aereo israeliano del 25 dicembre in Siria contro presunti obiettivi iraniani, è stato ‘normale amministrazione’. Solo un po’ più violento da molte settimane a questa parte. Questa volta, oltre a prendere di mira bersagli militari, commentava ieri il quotidiano Haaretz , ha mandato un messaggio molto chiaro, o almeno, ci ha provato.
L’uscita dei soldati Usa dalla Siria annunciato da Donald Trump, prova a dire la Israele dei muscoli, e anche le tensioni tra Mosca e Tel Aviv per l’abbattimento qualche mese fa dell’aereo radar russo , non hanno/non avrebbero modificato i piani di Israele contro Teheran e Damasco. Propaganda politica va bene, ma attenzione ai conti con l’oste.

La Russia ‘irritata’
ma con gli S-300

Tensione con la Russia salita a causa dei bombardamenti di due giorni fa a ovest e a sud di Damasco, segnala Michele Giorgio, Nena News. «Il ministero della difesa russa ha accusato gli aerei israeliani di aver posto in serio pericolo due voli commerciali che stavano atterrando negli aeroporti della capitale siriana e in quello di Beirut, tanto da spingere le autorità locali a deviare il traffico aereo sopra Damasco».
Pro memoria: fine estate un aereo radar russo dietro cui si nascondevano i caccia israeliani il cieli altrui, fu abbattuto dalla contraerea siriana e tutti e 15 agli avieri a bordo rimasero uccisi. Da allora, oltre al sistema di Difesa antiaerea S-400 delle basi russe, tutta la Siria è coperta dagli altrettanto micidiali S-300, salvo che in Israele qualcuno non cerchi proprio il guaio.

La destra elettorale
della durezza israeliana

Il premier israeliano Netanyahu, con l’attacco della sera del giorno di Natale -valutazione diffusa- avrebbe avviato la sua campagna per il voto anticipato del 9 aprile deciso dai partiti della sua coalizione di estrema destra. «La decisione del presidente Trump di far uscire dalla Siria i soldati americani non cambia la nostra politica. Siamo determinati a difendere le ‘linee rosse’ che abbiamo stabilito in Siria e altrove», precisa Netanyau, che è anche ministro delle difesa.
Ma non solo Iran. Hezbollah e i tunnel scavati sotto il confine tra Israele e Libano. Una quinta galleria è stata scoperta proprio ieri. Ma la campagna elettorale di Netanyahu non può non prevedere un ulteriore sviluppo della colonizzazione dei territori occupati palestinesi. Infatti.

2.200 nuovi alloggi
per coloni in Cisgiordania

Israele ha approvato i piani per la costruzione di circa 2.200 alloggi per coloni in Cisgiordania. Il primo via libera del genere da quando è stato annunciato il voto anticipato il 9 aprile. Tutto di corsa e non a caso. Una commissione del ministero della Difesa -strano ministero vero?- con responsabilità per progetti di questo tipo ha approvato i piani martedì e mercoledì, esattamente il giorno l’accordato lunedì per sciogliere il Parlamento. Ed è noto che gli insediamenti dei coloni giocano un ruolo centrale nelle politiche della destra israeliana.
La decisione, annotano molti critici, “è stata cinicamente approvata nella giornata di Natale (come le bombe sulla Siria) quando la maggior parte dei governi occidentali sono in festa”. Un regalo elettorale ai coloni in una battaglia all’ultimo voto con le altre componenti di destra del suo governo.

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