mercoledì 22 maggio 2019

Libia, attacco al ministero Esteri: 8 morti del terrorismo dopo Isis

A poche ora dalla visita in Libia del premier italiano, la fida dello Stato Islamico: esplosione al ministero degli Esteri libico a Tripoli: otto morti. Site, agenzia stampa libica: “l’Isis ha rivendicato l’attentato”
Cinque vittime sarebbero i terroristi subsahariani entrati in azione. Ucciso un diplomatico e due funzionari governativi. Una decina i feriti, sentiti anche diversi colpi d’arma da fuoco

Caos e versioni contrastanti

Libia, attacco al ministero Esteri: 8 morti del terrorismo dopo Isis
Un attentato nella sede del ministero degli Esteri libico a Tripoli, sul lungomare della città, a 500 metri dall’ambasciata d’Italia, una zona definita sicura. Ricostruzione ancora incerta. Cinque terroristi, molto probabilmente legati a una cellula dell’Isis o come adesso si chiamano i miliziani dell’Islamic State, presente nella città, hanno provato a entrare nel ministero, sparando contro i militari della Guardia presidenziale.
I soldati hanno risposto al fuoco, bloccando l’assalto, ma dopo pochi minuti si sono sentite due esplosioni. Due terroristi si sono fatti saltare in aria, senza riuscire però ad aprire la strada ai loro compagni per entrare nell’edificio. Gli altri tre sono stati uccisi dalle forze di sicurezza.

Versione ministeriale

Secondo il ministero della Salute, cambia anche il bilancio delle vittime: sei morti e 10 feriti. Come riportano i media, testimoni locali raccontano che l’esplosione è stata accompagnata da colpi d’arma da fuoco. Una fonte del ministero, citata dal portale Libya Alan, ha detto che l’assalto è stato compiuto da due terroristi che si sono fatti esplodere: uno è morto facendosi saltare in aria, l’altro è stato ucciso dalle forze di sicurezza del ministero prima che potesse detonare l’esplosivo.
Ma secondo altre ricostruzioni, prima sarebbe esplosa un’autobomba di fronte all’edificio. Poi, all’interno del ministero è iniziata una sparatoria con “tre o quattro aggressori”. Una seconda esplosione, provocata questa volta da un kamikaze, si è verificata invece al secondo piano del palazzo.

Isis che Trump vuole sconfitto

Lo Stato Islamico (Isis) ha rivendicato la responsabilità dell’attacco suicida, secondo il Centro americano per la supervisione del movimento jihadista, cosgtretto a smentire il suo presidente twittante. Islamic State e dattegli: tre “soldati” del “califfato” che indossano cinghie esplosive e armi automatiche sono riusciti ad “assaltare il quartier generale del ministero degli Esteri libico nel centro di Tripoli”: è questa una dichiarazione dello Stato Islamico sui social network.
Secondo fonti dell’Intelligence, ci sarebbero altre tre le vittime dell’attacco: Hibraim Shibani, diplomatico e direttore generale del Dipartimento relazioni islamiche del Ministero degli Esteri libico, e due dipendenti civili libici. Rersta come già detto, l’incertezza del bilancio finale.

Integralismo subsahariano

Attentato di alto valore simbolico: cinque terroristi sarebbero di probabile origine subsahariana come quelli dell’attacco condotto contro la sede della Noc, la National oil corporation, lo scorso settembre. Colpire il cuore della diplomazia della Libia è segnale politico importante, a poche ore dall’arrivo del premier italiano Giuseppe Conte. A settembre il già ricordato attacco suicida contro la sede della National Petroleum Company. Alcuni mesi prima, all’inizio di maggio, due attentatori suicidi hanno ucciso 14 persone in un attacco alla sede della Commissione elettorale a Tripoli. La capitale libica è stata anche teatro di violenze tra gruppi armati rivali, dal 27 agosto al 4 settembre, che hanno causato la morte di oltre 60 persone.

 

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