• 19 Febbraio 2020

Se il Pianeta si arrabbia: vulcano Krakatau figlio di Krakatoa

Se il pianeta si aprisse come una mela
e tirasse fuori la pancia incandescente

Se il Pianeta si arrabbia

  • Il vulcano indonesiano Anak Krakatau, che ha eruttato la scorsa notte uccidendo 429 persone. I feriti sono 1400, i dispersi 128. Ed andata anche bene, vulcano quasi ‘benevolo’, vista la famiglia, considerato il ‘figlio’ del Krakatoa la cui eruzione, nel 1883, costò la vita a oltre 36 mila persone ed ebbe effetti per mesi su tutto il pianeta.
  • L’Anak Krakatau, il figlio di Krakatoa, tra i suoi simili è poco più di un nano: 300 metri cresciuti dall’eruzione scoperta nel 1927 su un’isola disabitata nello Stretto della Sonda che divide le isole Giava e Sumatra. E’ uno dei 127 vulcani attivi in Indonesia: la cosiddetta Cintura di fuoco dell’Oceano Pacifico.
  • Il 26 agosto 1883, dopo mesi di frenetica attività vulcanica sull’isola di Rakata, Krakatoa ‘padre’ ebbe quattro enormi esplosioni, accompagnate da tsunami, che causarono la demolizione di metà dell’isola. Secondo i documenti storici, le esplosioni sono state udite a 5.000 chilometri di distanza e la cenere ha raggiunto gli 80 chilometri di altezza.
  • Sole coperto sul pianeta, temperature globali -1 grado. Intensità simile a una bomba di 200 megatoni, l’equivalente di 13.000 volte l’atomica dai Hiroshima. Persino peggio di quanto potrebbe combinarci Donald Trump, che vulcanico e imprevedibile lo è a sua volta molto.

Tsunami tra Giava e Sumatra

Lo tsunami è stato causato dalle frane sottomarine seguite a all’eruzione ad Anak Krakatau, l’isola vulcanica emersa 90 anni fa. Nella foto, cumuli di macerie sulla riva: la devastazione dello tsunami vista dall’elicottero Lo tsunami ha danneggiato centinaia di costruzioni e anche molti alberghi lungo le coste, facendo una strage tra gli impiegati della compagnia statale Pln, riuniti per celebrare la fine dell’anno. Ci sono forti timori che nuovi eventi geologici possano verificarsi, provocando altre onde anomale.
Numerose le missioni di soccorso e di volontariato che stanno accorrendo sul posto. Tra queste, Medici senza frontiere che comunica di essere già nelle zone colpite per coordinare gli interventi di soccorso medico. Il 26 dicembre 2004 uno tsunami innescato da un terremoto di magnitudo 9.3 al largo delle coste di Sumatra, nell’Indonesia occidentale, ha provocato la morte di 220.000 persone nei paesi dell’Oceano Indiano, tra cui 168.000 in Indonesia.

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