venerdì 26 aprile 2019

‘Terroristi’ a convenienza politica, ripasso per ministri distratti

Qualcuno ricorda ‘Achtung! Banditi!’, grande film di Lizzani, 1951? L’Achtung nazifascista e i nostri partigiani ‘banditi’. Poi l’Italia fu liberata. Ed il dare del terrorista non schiera tanto chi usa pallottole ma chi spara giudizi.
-Prima di Salvini con gli Hezbollah libanesi, vi fu -attualità del pezzo sotto- la trasformazione repentina dei ‘Terroristi UCK albanese’, definizione, Usa, Nato e Ue, in patrioti anti repressione serba, nel giro di un mese, ad anticipare le bombe sulla Jugoslavia.
-Speriamo che Salvini con Netanyahu non siano antipasto simile per il Libano.
-Giovanni Punzo, sulla contraddizioni dei terroristi e patrioti in medio oriente ha voluto aiutare la memoria e il ministro.

Terroristi e attentati dimenticati

‘Terroristi’ a convenienza politica, ripasso per ministri distratti

Roma, per il ministro interni

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre 1946 i romani che abitavano nella zona intorno a porta Pia furono svegliati di soprassalto da una potente esplosione alle 02.43: quaranta chili di tritolo avevano distrutto la sede dell’ambasciata inglese che si trovava a villa Bracciano, prestigioso edificio che un tempo era appartenuto alla famiglia Torlonia. L’ambasciata fu temporaneamente trasferita a villa Wolkonsky dove rimase in pratica sino all’inizio degli anni Settanta, quando furono terminati i lavori della sede attuale che sorge nello stesso luogo di quella distrutta. Secondo i testimoni si era trattato di un attentato compiuto da tre persone che si erano fatte condurre sul posto da un taxi che li aveva prelevati da una pensione nei pressi della stazione Termini trasportando due pesanti valige. Dalla ricostruzione del fatto risultò che, dopo aver innescato i congegni a tempo, al riparo del basamento del vicino monumento al bersagliere, avessero anche assistito all’imponente esplosione.

 

L’Irgun

Le indagini che seguirono svelarono che gli autori dell’attentato erano sionisti, appartenenti ad un gruppo particolare che si era staccato dalla maggiore organizzazione che al tempo operava in Palestina: dall’Haganah, sorto negli anni Venti come semplice struttura di protezione degli insediamenti ebraici, si era separato un gruppo composto da elementi più radicali e combattivi ed era così nato l’Irgun. L’Haganah, nel corso della Grande Rivolta araba della metà degli anni Trenta, aveva ottenuto l’appoggio non ufficiale degli inglesi e cercava comunque una forma di convivenza in Palestina, ma non l’Irgun che nel immediato secondo dopoguerra aveva iniziato appunto una serie di attentati contro gli inglesi che – secondo loro – non concedevano subito l’indipendenza allo stato ebraico. Nel luglio dello stesso 1946, prima dell’attentato a Roma, l’Irgun e la cosiddetta ‘banda Stern’ (una formazione minore, frutto di un’altra scissione, ma altrettanto temibile) avevano collocato delle cariche esplosive nella sede del comando inglese di Gerusalemme, che si trovava nell’Hotel King David, provocando la morte di oltre novanta persone.

Cambio di strategia

Nonostante le ferme condanne non solo in campo internazionale, ma anche da parte delle stesse autorità provvisorie israeliane, le attività violente però continuarono. L’attentato a Roma non fu l’unico in Europa perché – sempre nel 1946 – altri elementi sionisti ne organizzarono due in Austria: a Vienna colpendo l’Hotel Sacher che ospitava il comando inglese del paese occupato e un secondo a una linea ferroviaria sulla quale un treno trasportava truppe inglesi. Nel 1947, benché meno spettacolari, aumentarono gli attentati in Palestina colpendo però infrastrutture, oleodotti o linee elettriche e altri attentati minori sempre in Europa, che però si limitarono a semplici esplosioni di bombe carta. L’anno doloroso fu invece il 1948. A settembre fu assassinato il rappresentante delle Nazioni Unite Folke Bernadotte, mentre ad aprile un altro episodio drammatico: l’uccisione di un centinaio di arabi nel villaggio palestinese di Deir Yassin che sia pure nel corso di un ‘aspro combattimento’ la cui descrizione nella versione ufficiale lasciò molti aspetti oscuri.

Irgun, Hotel King David,

Un’eredità controversa

Sebbene la loro partecipazione diretta ad alcune azioni piuttosto discutibili sia stata contestata o poi smentita, resta comunque il fatto che numerose personalità che assunsero ruoli politici di rilievo nella vita del nuovo stato israeliano ebbero un passato molto movimentato in queste organizzazioni e anche per questo subirono critiche più o meno aspre. Il più noto fu certamente Yitzhak Shamir, due volte primo ministro, che appartenne al gruppo più estremista della cosiddetta ‘banda Stern’. Altra figura controversa quella di un altro primo ministro: anche Menachem Begin, che nel 1978 fu insignito del premio Nobel per la pace dopo le trattative con il presidente egiziano Sadat, era stato un leader del movimento politico che fiancheggiava l’Irgun e che si era sempre opposto a Ben Gurion che al contrario desiderava sciogliere le frange estremiste. Dopo il silenzio ufficiale e imbarazzato sulle attività di queste organizzazioni durato vent’anni, solo negli anni Settanta fu riconosciuto il loro ruolo e i superstiti poterono fregiarsi di uno speciale distintivo. Nel frattempo era nato il Likud e nessuno più ricordava la lettera sottoscritta tra gli altri da Albert Einstein e Hanna Arendt nel 1948 in cui erano espressi molti dubbi sui metodi praticati.

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