domenica 24 marzo 2019

Esercito Kosovo ‘contro’ Ue-Nato, inganno e beffa di chi ben sapeva

Il Parlamento del Kosovo ha approvato la creazione di un esercito nazionale. La decisione di Pristina allarma Belgrado.
-‘Contro la Nato e la Ue il Kosovo crea il suo esercito’, titola qualcuno.
-‘Contro’ o con la complicità di una parte di Ue e Nato in beffa ad accordi internazionali e partners per occulti ma antichi (e noti) interessi nazionali e di parte?

Kosovo Stato, parlamento sovrano
e le presa in giro di Ue e Nato

Esercito Kosovo ‘contro’ Ue-Nato, inganno e beffa
Il Parlamento del Kosovo ha approvato la creazione di un esercito nazionale. Era ovvio e scontato che sarebbe accaduto, si sapeva che sarebbe accaduto perché erano parte di antiche e più o meno segrete promesse d’oltre Atlantico. Il parlamento del Kosovo ha deciso la trasformazione della Forza di sicurezza in un esercito regolare. A favore hanno votato 107 dei 120 deputati che compongono l’assemblea. Contro, soltanto i deputati della minoranza serba, in coro inascoltato con Belgrado. E da subito la cerimonia ufficiale per celebrare la nascita dell’esercito nazionale, a dieci anni dalla proclamazione di indipendenza del 17 febbraio 2008.

Le proteste di Belgrado
e le recite europee e Usa

La Nato disapprova la decisione di Pristina e “riconsidererà il proprio livello di impegno” in Kosovo, ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, con un bel po’ di faccia tosta. Ormai gli abbiamo dato tutto: l’indipendenza dalla Serbia con tre mesi di bombe Nato sulla Jugoslavia moribonda, metà riconoscimenti Onu su spinta Usa-Nato-Ue (ma non tutti), l’Italia che ha ceduto la sua splendida base militare di Bjelo Polje, a pochi chilometri da Pec, e contingenti militari tra ‘Film City’ (nome vero dove c’è il comando Nato), e vari contingenti militari e sbirreschi e giudiziari Eulex ormai quasi accasati.

La ‘guerra umanitaria’
Balcani slavi e albanesi

Dopo la guerra tra le forze serbe e i ribelli kosovari albanesi, tra il 1998 e il 1999, la sicurezza e l’integrità territoriale del nuovo Stato balcanico è stata garantita con efficienze variabili da una forza internazionale gestita dalla Nato. Kosovo Force, KFOR, forza di pace dopo la bombe, come la risoluzione Onu, la 1244, sempre postuma. Clamorosa malizia allora. Ingenuità per finta o per forza oggi? Dopo la scemenza Stoltenberg, quella Ue: “L’Unione Europea si aspetta che il Kosovo continui a rispettare i suoi obblighi in linea con il First Agreement raggiunto a Bruxelles nell’aprile 2013 e le intese sulla sicurezza”. Ma tutti sanno che la decisione di Pristina è stata sostenuta apertamente da Usa, Gran Bretagna e Germania.

Un Kosovo armato oggi
Grande Albania domani?

Il nuovo esercito in fieri avrà 5mila soldati, con altri 3mila riservisti: il costo dell’operazione sarà di 98 milioni di euro l’anno. Escalation nelle tensioni tra Pristina e Belgrado, l’esclusione del Kosovo dall’Interpol, l’aumento del 100% le tariffe doganali nei confronti della Serbia e della Bosnia. Il Kosovo importa 400-500 milioni di dollari di prodotti serbi soprattutto alimentari. L’iniziativa di Pristina minaccia di distruggere i legami, anche umanitari, tra Belgrado e la minoranza serba in Kosovo, e viene denunciata da più parti come una vera e propria «pulizia etnica sotterranea». Belgrado ora chiede la riunione del Consiglio di sicurezza per la plateale violazione della ‘pace di Kumanovo’, che già era nata nell’inganno di una non separazione tra Kosovo e Serbia.

Usa, Gran Bretagna e Germania
Pristina e Nato a convenienza

Contraddittorie per interessi contrapposti, le reazioni del mondo occidentale. Kosovo e Pristina coperti da bandiere americane e Jens Stolteberg, segretario della Nato, con cerino tra le dita a fare la sfigura dello scemo. Chiara e durissima la posizione della Russia. Per Mosca, posizioni occidentali diversificate solo cortina fumogena per nascondere il peggioramento della situazione nei Balcani visto che «l’esercito del Kosovo è stato in questi anni addestrato in armi ed equipaggiamenti». E il ministero degli esteri russo ha chiesto ufficialmente che la missione Onu in Kosovo adotti misure immediate per lo «scioglimento di qualsiasi formazione armata albanese-kosovara». Ma è tanto per dire.

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