Privacy Policy
lunedì 14 Ottobre 2019

In Tunisia gilet di protesta rossi, movimento o effetto facebook?

‘Gilet rouges’. Per il momento solo di un annuncio Facebook, ma l’effetto ‘Gilet jaunes’ sembra un vento che dalla Francia spira fino in nord Africa.
– In Tunisia starebbe nascendo il movimento dei Gilet rossi, dal colore della bandiera tunisina.
-Lo slogan: “Contro l’alto costo della vita e della disoccupazione che colpisce i giovani tunisini”.
-Ma c’è chi vede complotti.

Gilet rouges, movimento o imitazione?

Gilet Rossi. Per il momento si tratta solo di un annuncio l’8 dicembre scorso e dell’apertura di una pagina Facebook, ma l’effetto “Gilet jaunes” sembra un vento che dalla Francia spira fino in nord Africa.  In Tunisia infatti starebbe nascendo il movimento dei gilet rossi, dal colore della bandiera tunisina. Il gruppo è composto essenzialmente di giovani e ha lanciato un appello per lottare contro la corruzione e per il “diritto a una vita degna”.
Nelle intenzioni il gruppo è aperto a tutti coloro che intendono colmare “il divario esistente tra essa (la classe politica ndr) e il popolo tunisino”. Un appello a scendere in piazza dunque, sicuramente in maniera pacifica, nessun proclama bellicoso.  Qualcosa di più concreto sul fronte delle lotte sociali però si muove in Tunisia.

Società in ebollizione

La Federazione generale per l’insegnamento secondario ha annunciato una mobilitazione permanente a partire dal 10 dicembre in tutti i provveditorati del Paese. Un’iniziativa che  è culminata in una “Giornata della rabbia” il 12 con una manifestazione di protesta nella capitale. Per il 19 dicembre intanto è previsto un sit-in davanti alla sede del ministero dell’Educazione.
Il contesto tunisino in questo momento è segnato da una crisi economica significativa, un lascito della situazione che segnò nel 2010 l’avvio di quelle che sono state chiamate primavere arabe. Dal 17 dicembre di quell’anno fino al 14 gennaio 2011, la protesta popolare provocò il rovesciamento del presidente Zine El Abidine Ben Ali. Ma nonostante i progressi istituzionali e politici, che comunque sono stati portati avanti da allora, il paese rimane in una condizione di estrema fragilità.

Effetto annuncio

L’identità degli organizzatori del movimento dei gilet rossi rimane però ancora avvolta nel mistero. La campagna lanciata sui social network è stata trasmessa per diversi giorni anche da piattaforme di media privati. L’effetto annuncio si è rivelato fin da subito contagioso e il colore rosso sta invadendo numerosi profili e pagine web degli utenti. Su Facebook campeggia lo slogan: “Contro l’alto costo della vita e della disoccupazione che colpisce i giovani tunisini”.

Solo dietrologia?

Si riscontra anche un numero di adesioni alla campagna da parte di personalità pubbliche, mentre numerosi osservatori stanno avanzando critiche non si sa quanto interessate. Dubbi da diverse parti sulla fattibilità dell’approccio usato dal movimento, altri la considerano come una manovra dubbia, destinata a essere recuperata da attori politici non meglio precisati e potenzialmente sospetti, ripetendo esattamente esaltazioni e dubbi che segnano da subito i ‘gilet jaunes’ d’origine.
Parallelamente al lancio della campagna social, sui media tunisini è iniziato un dibattito condito di accuse e contro accuse spesso inconsistenti e occasione di scontri veri. Il proprietario di una televisione privata che si è visto attribuire la paternità di quello che sta succedendo, subito è partita la smentita e la promessa di citare in giudizio coloro che hanno dato origine a queste voci. Oggi, giorni di festività non mondo musulmano, l’occasione di verificare del dopo i gilet jaunes, dovremo occuparci anche dei ‘gilet rouges’ di marca tunisina e registrare disagi e rabbie, non mode via social.

 

 

 

 

 

Potrebbe piacerti anche