martedì 26 marzo 2019

Salvini da Netanyahu, Israele litiga su politica e antisemitismo

La visita a Gerusalemme del vicepremier italiano e l’accoglienza di Netanyahu.
-L’attivista ebrea Sigal Avivi accusa: non si può usare lo Yad Vashem per ripulire la coscienza di razzisti e antisemiti che si proclamano amici di Israele
-Il quotidiano Haaretz: “Non dovrebbe essere persona gradita”. E attribuisce un significato politico al fatto che non vedrà il presidente israeliano

Internazionale anti migranti

Salvini da Netanyahu, Israele litiga su politica e antisemitismo
Nei giorni scorsi, il quotidiano Haaretz in un editoriale ha affermato che “Salvini dovrebbe essere persona non gradita in Israele”. Ieri, lo stesso giornale ha diffuso la notizia secondo cui il presidente dello stato d’Israele, Reuven Rivlin, non incontrerà il ministro dell’Interno italiano. Salvini con tanto amici Cassa Pound che si fa amico di Israele, crea qualche problema di coerenza politica, e qualche sospetto anche in casa israeliana, salvo l’entouerage politico attorno al premier Netanyahu, in crisi politica personale e giudiziaria. Gemellaggio tra destre sovraniste eccetera eccetera, accusano in molti a Gerusalemme (e qualcuno in Italia). Oggi e domani, del vicepremier e ministro dell’interno italiano Matteo Salvini (anche la politica estera è sua), a Gerusalemme. Salvini ospite e già bersaglio, Netanyahu, ‘targhet’ da sempre.

Salvini nero ‘sbiancato’

Netanyahu accusato di abbracciare esponenti della destra occidentale populista e razzista, come l’ungherese Victor Orban, e che si compiace del rapporto strettissimo che mantiene con Donald Trump. Ieri ha fatto il giro della rete in Israele la caricatura che Sigal Avivi, ebrea impegnata sul fronte dei diritti umani, ha postato su Facebook, in cui si vede Salvini “sbiancato” nella “lavatrice Yad Vashem”. Il passaggio per il Memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme, l’accusa, «usato da Netanyahu per trasformare in amici di Israele personaggi che si sono distinti non solo per gli attacchi a profughi e richiedenti asilo ma anche per atteggiamenti e dichiarazioni antisemite. La memoria della Shoah non deve essere manipolata per gli interessi politici di Netanyahu. Esorto i responsabili dello Yad Vashem a non permettere questo uso distorto del Memoriale». Proteste pronte per l’arrivo di Salvini al Memoriale dell’Olocausto.

Comunità ebraiche in Europa

Reuven Rivlin, il presidente israeliano, per «motivi di agenda» non riceverà Salvini ma il quotidiano Haaretz -segnala Michele Giorgio, Nana News- ha collegato il mancato incontro alle recenti dichiarazioni alla Cnn in cui il capo dello stato, non parlando in particolare della Lega, ha detto che i movimenti e partiti neofascisti non dovrebbero essere ben accetti in Israele. «Tu non puoi dire “ammiriamo Israele e vogliamo legami stretti ma siamo neo-fascisti”», ha spiegato Rivlin. Netanyahu era distratto.
Per contro va sottolineato che Salvini sarà ricevuto con tutti gli onori governativi perché molto delle sue politiche riflettono quelle che la destra al potere in Israele attua già da tempo, ad esempio, contro i rifugiati africani. Gran parte degli israeliani approvano le espulsioni, anche con la forza, di migranti e richiedenti asilo varate da Netanyahu.

Visita bis ed ebrei italiani

Salvini, che era già stato in visita in Israele come segretario della Lega nel marzo 2016, nel primo pomeriggio incontrerà la comunità ebraica italiana e si recherà alla sinagoga italiana. Quindi è prevista la visita allo Yad Vashem. Punto stampa all’hotel King David a Gerusalemme. Domani mattina sarà ricevuto da Netanyahu. A riprova dei rapporti stretti e cordiali con Tel Aviv, Salvini vedrà anche il ministro della pubblica sicurezza Ghilad Erdan, della giustizia Ayelet Shaked. Conclusione politica finale che riprendiamo da una amico ebreo, Moni Ovadia: «Bibi Netanyhau che festeggia la futura composizione del parlamento europeo con il rafforzamento dei partiti populisti, reazionari e fascistoidi di una Europa ancor più appiattita sui desiderata israeliani e non contrasteranno occupazione, colonizzazione ed estensione degli insediamenti».

AVEVAMO DETTO

Il sionista Salvini e l’ebreo Moni Ovadia

 

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